Più smart working per far fronte all'emergenza. Circolare Brunetta-Orlando per "sensibilizzare" pubblico e privato
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - Più lavoro agile negli uffici pubblici e nelle aziende private, per far fronte "all’acuirsi dei contagi manifestatosi a ridosso del periodo delle festività e ancora in fase ascendente". A chiedere alle amministrazioni pubbliche ed ai datori di lavoro privati di "utilizzare appieno tutti gli strumenti di flessibilità che le relative discipline di settore già consentono" è una circolare firmata dal ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e da quello del Lavoro Andrea Orlando. Nessuna nuova norma in materia di lavoro agile, ma l'invito a "utilizzare ogni strumento utile a diminuire le possibilità di diffondersi del virus", incluso lo smart working, seguendo i protocolli e le linee guida già in vigore.
"Mondo del lavoro pubblico e mondo del lavoro privato adotteranno tutti gli schemi di lavoro agile, di lavoro a distanza, già presenti all’interno delle loro re…
ROMA - Più lavoro agile negli uffici pubblici e nelle aziende private, per far fronte "all’acuirsi dei contagi manifestatosi a ridosso del periodo delle festività e ancora in fase ascendente". A chiedere alle amministrazioni pubbliche ed ai datori di lavoro privati di "utilizzare appieno tutti gli strumenti di flessibilità che le relative discipline di settore già consentono" è una circolare firmata dal ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e da quello del Lavoro Andrea Orlando. Nessuna nuova norma in materia di lavoro agile, ma l'invito a "utilizzare ogni strumento utile a diminuire le possibilità di diffondersi del virus", incluso lo smart working, seguendo i protocolli e le linee guida già in vigore.
"Mondo del lavoro pubblico e mondo del lavoro privato adotteranno tutti gli schemi di lavoro agile, di lavoro a distanza, già presenti all’interno delle loro regolazioni contrattuali e normative. - spiega Brunetta - Il privato utilizzerà il massimo della flessibilità per garantire sicurezza e servizi e per abbassare la curva del contagio. La stessa cosa farà il lavoro pubblico. La circolare firmata da me e dal ministro Orlando è immediatamente in vigore".
La circolare riassume la normativa attuale. Per il settore privato, c'è il protocollo sottoscritto con i sindacati e aggiornato nell'aprile dell'anno scorso, e c'è la l.77/2020 che dà la possibilità ai datori di lavoro di ricorrere al lavoro agile con modalità semplificate, senza cioè l'accordo tra azienda e lavoratore previsto dalla legge 81/2017.
Per la Pubblica Amministrazione, con il decreto del 23 settembre dell'anno scorso si è stabilito che dal 15 ottobre quella in presenza sarebbe tornata ad essere "la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa". Le linee guida messe a punto dal ministro Brunetta e successivamente approvate dai sindacati hanno stabilito che ogni amministrazione potesse programmare quote di lavoro agile e telelavoro con la massima flessibilità, purché si rimanesse nell'ambito del 49%. Una norma contestata negli ultimi giorni da una parte dei sindacati (Confintesa, Confsal, Codirp, Flepar e Flp) che chiedevano un ritorno temporaneo allo smart working di emergenza.
Non è questo però l'orientamento del governo: Brunetta e Orlando invitano a fare il massimo uso dello smart working ma nell'ambito della normativa vigente. Dunque per la Pubblica Amministrazione rimane lo sbarramento del 49% che però, spiega la circolare appena diffusa, rientra in una programmazione del lavoro agile "con una rotazione del personale settimanale, mensile o plurimensile con ampia flessibilità, anche modulandolo, come necessario in questo particolare momento, sulla base dell'andamento dei contagi, tenuto conto che la prevalenza del lavoro in presenza indicata nelle linee guida potrà essere raggiunta anche nella media della programmazione plurimensile".
In sintesi, "ciascuna amministrazione può equilibrare il rapporto lavoro in presenza/lavoro agile secondo le modalità organizzative più congeniali alla propria situazione, tenendo conto dell’andamento epidemiologico nel breve e nel medio periodo, e delle contingenze che possono riguardare i propri dipendenti (come nel caso di quarantene breve da contatti con soggetti positivi al coronavirus)". Il tetto del 49% va quindi calcolato su un periodo più lungo, potrebbe saltare adesso ed essere "recuperato" in un momento in cui la situazione permetta di lavorare in presenza con maggiore tranquillità.
Indicazioni che vengono incontro ai sindacati che, come Fp Cgil o UilPa, chiedevano una maggiore flessibilità alle singole amministrazioni: "Io credo che il banco di prova sia un serio confronto amministrazione per amministrazione - dice Sandro Colombi, segretario generale UilPa - applicando la normativa che che contiene sia smart working che telelavoro". Ma che non soddisfano le sigle che chiedevano invece il superamento, in questa fase, del principio della prevalenza del lavoro in presenza: "La circolare per il lavoro pubblico prevede ostacoli immotivati al lavoro agile emergenziale - obietta Marco Carlomagno, segretario generale Flp - prevedendo contratti individuali e rotazione del personale, non tiene conto dell'esplosione della pandemia e della mancanza della fornitura dei dispositivi di protezione". Per Tiziana Cignarelli, segretaria generale di Flepar e Codirp, la circolare, "oltre a non costituire una sostanziale misura operativa, consolida, in assenza di motivazioni, ulteriori differenze tra lavoro pubblico e lavoro privato anche in una fase emergenziale, che invece dovrebbe vedere le stesse precauzioni e possibilità per tutti i lavoratori e non percentuali numeriche che restringano la tutela a sfavore dei dipendenti pubblici". Cignarelli fa inoltre notare come "i presunti attivismo, efficacia, tempestività e estensione del Lavoro Agile nella Pa, sono smentiti in partenza dalla proroga (di pochi giorni fa) dei termini per l'adozione dei Piao (il piano organizzativo delle pubbliche amministrazioni, ndr), a cui è stato legato lo sviluppo del lavoro agile, ad oggi in fase statico-regressiva in quasi tutte le Pa".
La circolare invita anche le amministrazioni ad avvalersi dei mobility manager per programmare gli spostamenti dei dipendenti, in modo da evitare affollamenti in entrata e uscita dagli uffici, e sui mezzi pubblici.