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Kosovo in crisi energetica, stop del governo al mining di criptovalute

(reuters)
Il Paese balcanico ferma una delle sue attività più redditizie. La ministra dell'Economia: "Decisione necessaria per impedire nuovi sacrifici durante l'inverno"
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BERLINO - La grave crisi energetica nel Kosovo, con la produzione di energia insufficiente e il ricorso massiccio dei nuclei familiari e di edifici pubblici a generatori privati, ha spinto il governo della capitale Pristina a vietare una delle attività economiche in apparenza fino a ieri tra le piú proficue per il povero Paese balcanico. L'esecutivo ha proibito il mining, cioè di fatto la produzione, di criptovalute. Ora è vietato coniare monete digitali, dal bitcoin a ogni altra, perché l'alto consumo di energia causato da tale attività con i computer che elaborano equazioni crittografiche indispensabili a produrre divise virtuali sta finendo di mettere in ginocchio il comparto energetico dell'ex provincia serba, indipendente dalla sconfitta militare di Milosevic contro la Nato o meglio dai successivi accordi di Dayton, e riconosciuta come Stato indipendente dalla maggioranza dei governi di tutto il mondo. Con poche eccezioni, com…

BERLINO - La grave crisi energetica nel Kosovo, con la produzione di energia insufficiente e il ricorso massiccio dei nuclei familiari e di edifici pubblici a generatori privati, ha spinto il governo della capitale Pristina a vietare una delle attività economiche in apparenza fino a ieri tra le piú proficue per il povero Paese balcanico. L'esecutivo ha proibito il mining, cioè di fatto la produzione, di criptovalute. Ora è vietato coniare monete digitali, dal bitcoin a ogni altra, perché l'alto consumo di energia causato da tale attività con i computer che elaborano equazioni crittografiche indispensabili a produrre divise virtuali sta finendo di mettere in ginocchio il comparto energetico dell'ex provincia serba, indipendente dalla sconfitta militare di Milosevic contro la Nato o meglio dai successivi accordi di Dayton, e riconosciuta come Stato indipendente dalla maggioranza dei governi di tutto il mondo. Con poche eccezioni, come ovviamente la Serbia stessa che rivendica arbitrariamente la sovranità sul Kosovo disconoscendone il diritto all'autodeterminazione e usando spesso provocazioni e minacce militari, o la Spagna che combatte ogni precedente di secessione.


Tornando al problema centrale. Le diverse aziende locali e di tutto il mondo che, anche per ragioni di risparmi sui costi della manodopera, si erano installate in Kosovo per produrre Bitcoin e altre criptovalute, da oggi non possono piú farlo. Il governo di Pristina - che aveva già razionato l'energia interrompendo almeno 2 ore al giorno l´erogazione di elettricità a tutti, in ore diverse ogni giorno - ha incaricato la polizia e il suo mini-esercito (KSF, Kosovo security force) di effettuare continui controlli a tappeto contro ogni tentativo di aggirare il divieto. Il divieto è stato annunciato su suggerimento della stimata giovane ministra dell'Economia Artane Rizvanolli il cui parere è stato ritenuto giusto dal comitato tecnico d´emergenza per la sicurezza delle forniture energetiche.


Da giorni, col sistema di produzione energetica nazionale al collasso, l'alto consumo di generatori a combustibile liquido per affrontare il duro inverno balcanico e le scarse risorse a disposizione per l'importazione di energia da parte del paese impoverito tra l'altro da fuga dei cervelli ed emigrazione di massa, erano in corso polemiche sul ruolo negativo del conio di criptovalute e sullo stato d'emergenza in generale. Il governo in particolare aveva introdotto appunto sospensioni di erogazione e severi tagli nel consumo d'energia di aziende e famiglie: si era visto costretto dalla penuria energetica a causare una frenata delle attività economiche e a lasciare al gelo la popolazione.


Forniture d'emergenza di energia elettrica sono venute dalla vicina Albania (i kosovari, oppressi a lungo in passato dai serbi, sono un popolo di lingua e cultura albanese) ma non dalla vicina Serbia, né da altri Paesi. "La nostra decisione - ha detto la ministra dell'Economia - si impone per scongiurare nuovi, ancor piú gravi tagli nella disponibilità nazionale di energia quanto a capacità di produzione, distribuzione, trasporto, e allo scopo di risparmiare nuovi dolorosi sacrifici alla popolazione nel duro inverno". Polizia e Kosovo security force, egli ha aggiunto, attueranno anche una vigilanza elettronica per localizzare ogni tentativo di produzione d´energia per il conio ora appunto illegale di cryptocurrencies.


In Kosovo lo stato d'emergenza per la penuria di energia è in vigore da dicembre e resterà in vigore almeno per i prossimi sessanta giorni. In tempi normali, e prima dell´esplosione di consumo causata dal conio di criptodivise, il Kosovo esportava energia, prodotta da centrali a carbone. La voracità dei computers che elaborano equazioni crittografiche indispensabili al conio delle valute virtuali ha fatto saltare tutto. Un problema simile, negli anni scorsi, si era posto in Islanda, paese che però dispone di ben altre risorse e ricchezze.