Covid, le aziende dei trasporti chiedono ristori. E Italo taglia le corse: "A rischio il personale"
ROMA - Anche le aziende dei trasporti, su ferro e su gomma, si aggiungono alla lunga lista di settori che chiedono sostegno economico da parte del governo, a fronte della diminuzione della domanda, della recrudescenza della pandemia e dell'aumento dei costi. In due separate lettere indirizzate all'esecutivo Italo, operatore privato delle ferrovie, e dieci società dei bus a lunga percorrenza, tra cui Flixbus e Itabus, hanno invocato supporto economico, spiegando che se non arriverà l'attività di impresa sarà a rischio, con ricadute inevitabili sull'offerta di corse e sull'occupazione. Italo ha già iniziato a tagliare servizi: da oggi 6 su 114 sono sospesi, e diventeranno 27 la prossima settimana, un quarto del totale.
ROMA - Anche le aziende dei trasporti, su ferro e su gomma, si aggiungono alla lunga lista di settori che chiedono sostegno economico da parte del governo, a fronte della diminuzione della domanda, della recrudescenza della pandemia e dell'aumento dei costi. In due separate lettere indirizzate all'esecutivo Italo, operatore privato delle ferrovie, e dieci società dei bus a lunga percorrenza, tra cui Flixbus e Itabus, hanno invocato supporto economico, spiegando che se non arriverà l'attività di impresa sarà a rischio, con ricadute inevitabili sull'offerta di corse e sull'occupazione. Italo ha già iniziato a tagliare servizi: da oggi 6 su 114 sono sospesi, e diventeranno 27 la prossima settimana, un quarto del totale.
"Al fine di salvaguardare la continuità aziendale e occupazionale - si legge nella lettera del capo azienda di Italo Gianbattista La Rocca - è assolutamente necassrio un tempestivo intervento del governo". La Rocca fa notare come il comparto dell'Alta velocità ferroviaria su cui opera l'azienda abbia registrato una nuova contrazione della domanda, già più bassa rispetto al livello pre pandemia. A questo si sommano i costi in crescita dei pedaggi e quelli dell'energia. Il manager chiede dunque al governo uno sconto sul canone di accesso all'infrastruttura, almeno durante il periodo di emergenza esteso al 31 marzo, e fondi di compensazione, paventando in caso contrario "misure drastiche" su servizio e personale.
Nella lettera delle imprese di trasporto privato, firmata da Autolinee Curcio, Autoservizi Castiello, Caputo bus, Ettore Curcio e figli Trasporti, Flixbus Italia, Grassani, Itabus, Miccolis, Reali Tours e Simet, si chiede invece una estensione delle misure di sostegno messe in campo nel 2020 e nel 2021, della Cassa integrazione d'emergenza ai ristori, alla riduzione dei pedaggi. Anche qui le aziende parlando di rischi per il servizio e per l'occupazione.
Il governo sta lavorando a un nuovo decreto ristori, che dovrebbe arrivare a metà gennaio. I contorni della misura però non sono ancora chiari, così come l'entità e la provenienza delle risorse. Tra le ipotesi, quella di prolungare la Cassa integrazione di emergenza e di sostenere i settori più colpiti dalla nuova ondata e dalle relative misure anti pandemia, tra cui ci saranno sicuramente il turismo e l'intrattenimento (in particolare le discoteche). Le forze politiche sono in pressione sul governo, così come le associazioni industriali e i sindacati. Ma non è l'unica urgenza per Palazzo Chigi, visto che bisogna anche agire per compensare il caro bollette e per rifinanziare l'indennità di quarantena per chi è entrato in contatto con un caso positivo e si deve mettere in isolamento.