Consob, cresce la ricchezza finanziaria delle famiglie. Ma bastano piccole spese impreviste per spaventare gli italiani
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - Nel 2021 la ricchezza finanziaria netta delle famiglie italiane è cresciuta del 6%, valore in linea con la media europea anche se più basso in termini assoluti rispetto a Francia e Germania, ma nello stesso tempo sono molti i nuclei familiari in difficoltà rispetto a spese impreviste, anche solo di mille euro.
Sono queste alcune delle evidenze dell'ormai consueto Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. La prima considerazione è sull'aumento di chi possiede almeno uno strumento finanziario: ora è il 34% del campione, rispetto al 30% del 2019 ma nelle scelte di investimento prevale di gran lunga la cautela: il 43% tiene le proprie risorse in conti correnti, buoni postali e certificati di deposito (in discesa tuttavia rispetto al 2019, quando rappresentavano il 51%), seguiti dal 25% di titoli di Stato, dal 24% di fondi comuni e dal 14% di gestioni…
MILANO - Nel 2021 la ricchezza finanziaria netta delle famiglie italiane è cresciuta del 6%, valore in linea con la media europea anche se più basso in termini assoluti rispetto a Francia e Germania, ma nello stesso tempo sono molti i nuclei familiari in difficoltà rispetto a spese impreviste, anche solo di mille euro.
Sono queste alcune delle evidenze dell'ormai consueto Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. La prima considerazione è sull'aumento di chi possiede almeno uno strumento finanziario: ora è il 34% del campione, rispetto al 30% del 2019 ma nelle scelte di investimento prevale di gran lunga la cautela: il 43% tiene le proprie risorse in conti correnti, buoni postali e certificati di deposito (in discesa tuttavia rispetto al 2019, quando rappresentavano il 51%), seguiti dal 25% di titoli di Stato, dal 24% di fondi comuni e dal 14% di gestioni patrimoniali.
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Tuttavia, nonostante il 38% del campione che possiede prodotti finanziari investa in strumenti di risparmio gestito, la metà del campione in generale non ha fiducia nei gestori mentre cresce l'interesse per il trading online e le criptovalute, su cui il presidente della Consob, Paolo Savona, è tornato a puntare il dito sotto l'aspetto della sicurezza. L'investitore spesso sembra non avere le idee molto chiare: alla domanda su come investirebbe alla luce del contesto attuale, il 36% risponde "non saprei", il 27% terrebbe i soldi sul conto corrente o sotto il materasso, il 17% sceglierebbe il mattone e solo l'11% investirebbe in Borsa.
Un aspetto sottolineato anche dal commissario (dimissionario) Carmine Di Noia: "C'è bisogno di rivitalizzare il mercato dei capitali, sviluppando la finanza a supporto dell'economia reale - ha sottolineato - mentre da cinque anni la liquidità è in aumento e a livello globale ci sono 30 mila società quotate in meno". Per questo, ha continuato Di Noia, è importante adottare misure che incoraggino l'approdo e la permanenza al listino, ad esempio riducendo gli oneri per chi resta quotato. Del resto, nel 2021 (l'indagine si ferma a giugno) gli acquisti netti del campione in Borsa sono stati negativi per 4,9 miliardi, rispetto ai 3,6 positivi nel 2020.
Del resto, per quanto il risparmio sia ancora molto alto (il 75% del campione mette da parte qualcosa) la debolezza finanziaria delle famiglie è notevole: il 27% del campione ha avuto un calo - temporaneo o permanente - del proprio reddito, il 39% è in difficoltà di fronte a spese fisse e ricorrenti; il 28% non è in grado di gestire una spesa imprevista di mille euro e il 46% del campione si è indebitato, non solo per l'acquisto e la ristrutturazione della casa ma anche per far fronte alle spese correnti.