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Rinnovabili, Eni alla conquista della Grecia: acquista impianti per 800 megawatt

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ROMA - Il gruppo Eni prosegue nella strada della sua trasformazione industriale, da compagnia petrolifera a gruppo attivo nelle nuove energie. Tramite la controllata Eni gas e luce, prossima  ad assumere il denominazione Plenitude, ha acquisito la società greca Solar Konzept Greece, attiva nelle rinnovabili e che può disporre di impianti fotovoltaici fino a 800 megawatt, compresi i progetti in corso di realizzazione.

Si tratta di un'acquisizione avvenuta tramite la società Solar Konzept International controllata da Aquila Capital, società di investimenti sostenibili, con sede ad Amburgo. Secondo le intenzioni di Eni, sarà la base per un prossimo sviluppo delle rinnovabili in Grecia, uno dei paesi individuati per la crescita dalla società guidata da Claudio Descalzi. Non a caso, Eni gas e luce è presente nel mercato dell'energia retail greco dal 2000 e conta ad oggi circa 500 mila clienti.

Al momento, il gruppo Eni ha sviluppato impianti per 1,2 gigawatt, ma gli obiettivi sono molto più ambiziosi: oltre 6 Gw di capacità installata rinnovabile entro il 2025, supportato da una pipeline di progetti ben identificati, per poi raggiungere oltre 15 Gw di capacità installata entro il 2030. Complessivamente, la società ha una disponibilità di oltre 10 Gw di progetti identificati in fase di sviluppo, di cui più di 5 in esercizio, in costruzione o in fase avanzata di sviluppo.

Eni ha avviato la sua riconversione verso la green economy, anche se il suo core business rimane ancorato all'attività di ricerca e produzione di idrocarburi. Lo dimostra la comunicazione di due giorni fa, quando Eni ha fatto sapere di essersi aggiudicata dal ministero del petrolio egiziano cinque nuove licenze esplorative, quattro delle quali in qualità di operatore, sia sulla terraferma che al largo delle coste.

 Le licenze si trovano nel Mediterraneo orientale, nel golfo di Suez e nel deserto occidentale con una superficie totale di circa 8.410 chilometri quadrati. Secondo il comunicato dell'Eni, l'operazione è "in linea con la strategia di continuare a esplorare e produrre gas per sostenere il mercato interno egiziano e contribuire all'esportazione di Gnl, grazie al recente riavvio dell'impianto di gnl di Damietta. Eni è presente in Egitto dal 1954 ed è attualmente il principale produttore del paese con una produzione equity di idrocarburi pari a circa 350.000 barili di petrolio equivalente al giorno".

Un doppio binario che proseguirà anche nei prossimi anni, visto che sono i ricavi provenienti dagli idrocarburi che consentono alle oil company di investire nelle rinnovabili, diventando così concorrenti delle utility tradizionali che già da anni stanno investendo nelle rinnovabili.