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Francia, la baguette solidale da 29 centesimi diventa un caso. La rivolta dei panettieri: "Misura demagogica"

L'iniziativa della catena di ipermercati Leclerc contro il caro vita scatena le critiche dei piccoli commercianti e degli agricoltori che accusano il gigante fare dumping sui prezzi
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PARIGI - Anche in Francia è allarme per il caro-vita e la catena di ipermercati Leclerc ha lanciato la vendita di una baguette a 29 centesimi con una campagna pubblicitaria ad effetto: “Ci sono simboli che vanno difesi, costi quel che costi” è scritto accanto a una gigantesca baguette. Solo che agricoltori e panettieri si sono ribellati contro quella che definiscono una “misura demagogica”, e un dumping ai prezzi dei piccoli commercianti: il prezzo medio di una baguette è 90 centesimi ma arriva facilmente oltre 1 euro nelle grandi città.

Dato il contesto inflazionistico, Michel-Edouard Leclerc, il capo del gruppo, ha annunciato due giorni fa che il prezzo di una baguette nei suoi ipermercati sarà bloccato a 29 centesimi per almeno quattro mesi. Un atto considerato come una dichiarazione di guerra da tutto il settore. I coltivatori di cereali, i mugnai e i panettieri, così come il principale sindacato agricolo, hanno de…

PARIGI - Anche in Francia è allarme per il caro-vita e la catena di ipermercati Leclerc ha lanciato la vendita di una baguette a 29 centesimi con una campagna pubblicitaria ad effetto: “Ci sono simboli che vanno difesi, costi quel che costi” è scritto accanto a una gigantesca baguette. Solo che agricoltori e panettieri si sono ribellati contro quella che definiscono una “misura demagogica”, e un dumping ai prezzi dei piccoli commercianti: il prezzo medio di una baguette è 90 centesimi ma arriva facilmente oltre 1 euro nelle grandi città.

Dato il contesto inflazionistico, Michel-Edouard Leclerc, il capo del gruppo, ha annunciato due giorni fa che il prezzo di una baguette nei suoi ipermercati sarà bloccato a 29 centesimi per almeno quattro mesi. Un atto considerato come una dichiarazione di guerra da tutto il settore. I coltivatori di cereali, i mugnai e i panettieri, così come il principale sindacato agricolo, hanno denunciato in un comunicato congiunto "prezzi che distruggono" la catena di produzione delle baguette. "Leclerc usa la demagogia e il populismo” commenta Christiane Lambert, presidente della Fnsea. “Vende in perdita, sfrutta il lavoro dei suoi dipendenti, disprezza i panettieri che si alzano alle 3 o 4 del mattino ogni notte per fare del buon pane e dà un pessimo segnale " prosegue Lambert. 

Il presidente dell'associazione nazionale dei mugnai francesi, Jean-François Loiseau, sottolinea le difficoltà del settore: "Stiamo cercando di preservare i posti di lavoro e la qualità, ma questo ha un costo: dobbiamo pagare correttamente quelli che piantano, raccolgono, assemblano i grani e fanno la farina, e quelli che fanno il pane”. Con i prezzi del grano aumentati di circa il 30% in un anno, Loiseau si chiede "dove il gruppo Leclerc compra la sua farina" e "su quali prodotti compenserà". “Quello che Leclerc sta facendo - conclude Loiseau - è vergognoso". Anche la presidente della confederazione nazionale delle boulangerie e delle pasticcerie lancia l'allarme sull'iniziativa degli ipermercati. "Ci sono tante boulangerie che rischiano di chiudere, soprattutto nei piccoli villaggi” ha avvertito Dominique Anract.

Leclerc, 69 anni, che guida il gruppo famigliare nato nel lontano 1949, non arretra e rivendica la sua decisione. “La baguette bloccata a 29 centesimi è acclamata dai consumatori” commenta l’imprenditore. "Coloro che denunciano un prezzo troppo basso, mentre l'inflazione è in forte ripresa, vivono su un altro pianeta". “Agli agricoltori che sono preoccupati - prosegue - dico che anche con un aumento del 30% del prezzo del grano, l'impatto è solo di 1 centesimo sul prezzo finale”. Secondo il dirigente degli ipermercati, esiste una mancanza di trasparenza nel prezzo finale e i fornitori di farina avrebbero “approfittato dell'aumento del prezzo del grano per chiedere aumenti considerevoli".