I dieci super-ricchi che hanno raddoppiato i patrimoni nell'era Covid: la denuncia di Oxfam
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniPer i super ricchi la grande glaciazione da coronavirus si è trasformata in una "febbre dell'oro". Presentando un rapporto globale dell'Oxfam intitolato significativamente La pandemia delle diseguaglianze, Manuel Schmitt non ha usato giri di parole. L'abisso tra gli Elon Musk, i Jeff Bezos e i Mark Zuckerberg e i poveri è diventato ancora più profondo, nei quasi due anni della peste del secolo, ha sottolineato il Responsabile diseguaglianze di Oxfam Germania.
I dieci uomini più ricchi del mondo
Tra marzo del 2020 e novembre del 2021, i dieci uomini più ricchi del mondo hanno raddoppiato i loro patrimoni da 700 a 1.500 miliardi di dollari. Si tratta di Elon Musk, Jeff Bezos, Bernard Arnault e la sua famiglia, Bill Gates, Larry Ellison, Larry Page, Sergey Brin, Mark Zuckerberg, Steve Ballmer e Warren Buffet. Nello stesso periodo, 160 milioni di persone - più degli abitanti di Germania e Francia messi insieme - sprofondava…
Per i super ricchi la grande glaciazione da coronavirus si è trasformata in una "febbre dell'oro". Presentando un rapporto globale dell'Oxfam intitolato significativamente La pandemia delle diseguaglianze, Manuel Schmitt non ha usato giri di parole. L'abisso tra gli Elon Musk, i Jeff Bezos e i Mark Zuckerberg e i poveri è diventato ancora più profondo, nei quasi due anni della peste del secolo, ha sottolineato il Responsabile diseguaglianze di Oxfam Germania.
I dieci uomini più ricchi del mondo
Tra marzo del 2020 e novembre del 2021, i dieci uomini più ricchi del mondo hanno raddoppiato i loro patrimoni da 700 a 1.500 miliardi di dollari. Si tratta di Elon Musk, Jeff Bezos, Bernard Arnault e la sua famiglia, Bill Gates, Larry Ellison, Larry Page, Sergey Brin, Mark Zuckerberg, Steve Ballmer e Warren Buffet. Nello stesso periodo, 160 milioni di persone - più degli abitanti di Germania e Francia messi insieme - sprofondavano nella povertà assoluta. Il rapporto Oxfam è stato presentato in occasione dell'avvio della "mini" Davos, del gotha annuale dell'economia e della finanza che si tiene di solito in questi giorni nelle Alpi svizzere. A causa della recrudescenza del Covid, il Forum economico mondiale è stato spostato a giugno. Ma si apre oggi in una versione dal programma ridotto e integralmente virtuale.
Schmitt sottolinea che "i miliardi pompati dai governi nelle economie sono stati intercettati soprattutto dalle persone che hanno investito nei boom azionari. Mentre le loro ricchezze sono cresciute a dismisura e alcuni di loro si sono goduti delle passeggiate nello Spazio, la povertà nel mondo è aumentata drammaticamente". E non è stato solo l'olimpo dei dieci paperoni a riempirsi le tasche di colossali guadagni. Ogni 26 ore, calcola l'Oxfam, un nuovo miliardario si è unito in questi due anni a "un'elite composta da oltre 2.600 super ricchi le cui fortune sono aumentate di ben 5mila miliardi di dollari".
Jeff Bezos, fondatore del colosso della logistica Amazon - una delle aziende che durante i lunghi lockdown ha approfittato di più delle saracinesche chiuse - ha visto lievitare il suo patrimonio personale di 81,5 miliardi. Perciò l'Oxfam consiglia vivamente di tassare maggiormente i super ricchi e redistribuire gli introiti ai bisognosi. Nella prefazione del rapporto, la documentarista e ricca ereditiera Abigail Disney osserva che "i miliardari hanno guadagnato cifre colossali - mi sembra chiaro che non abbiano nessun problema a pagare di più". La direttrice di Oxfam International, Gabriela Bucher, formula una proposta concreta e provocatoria: una tassa una tantum del 99% sui guadagni da pandemia dei dieci "paperoni". L'incasso sarebbe stratosferico: 800 miliardi di dollari. Una cifra sufficiente, ragiona Bucher, per "vaccinare il mondo intero" e garantire un accesso alla sanità a chiunque.
La diseguaglianza sanitaria
Il rapporto dell'Oxfam mette in rilievo anche la diseguaglianza sanitaria, che ha tagliato fuori miliardi di persone dalle cure essenziali per sopravvivere al virus. Circa 17 milioni di persone sono morte di Covid nel mondo, secondo l'organizzazione. Ebbene: 9 milioni, più della metà, potrebbero essere ancora vive, se avessero avuto accesso ai vaccini. Nei Paesi in via di sviluppo la percentuale di persone che muoiono del virus è ancora doppia rispetto ai Paesi ricchi. E l'Oxfam ricorda anche una percentuale della vergogna, dopo mesi di impegni sulla carta per un'accelerazione del programma Covax, che dovrebbe garantire la distribuzione dei vaccini nei Paesi poveri. Neanche il 5% della popolazione è stato immunizzato nelle regioni più disagiate del mondo.
Le donne sono le più colpite
Oltre cento Paesi hanno dovuto tagliare le spese sociali durante la crisi sanitaria: un tragico paradosso che rischia di accentuarsi quando arriverà il momento, per molti di essi, di rimborsare i prestiti del Fondo monetario internazionale e di stringere ulteriormente la cinghia. Peraltro il virus della diseguaglianza colpisce i più deboli anche in altri ambiti: ogni quattro secondi una persona muore per mancanza di accesso alle cure, per gli effetti dei cambiamenti climatici o per violenze di genere. Le donne sono in generale le più colpite dalla pandemia, anzitutto nel mondo del lavoro, dove sono più spesso impiegate nei lavori di cura, spazzati via quasi ovunque dai lockdown. Secondo i calcoli dell'Oxfam circa 13 milioni di donne hanno perso il lavoro, in due anni di pandemia. Mentre è considerevolmente aumentata la quota di donne costrette a occuparsi della famiglia o impiegate in nero nei lavori di assistenza e di cura, scrive il rapporto.