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Caro bollette, Giorgetti: "Priorità per chi è a rischio sopravvivenza". Ma protestano le Pmi e il terziario: "Per noi costi quadruplicati"

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli (ansa)
Cna e Confartigianato: "I piccoli imprenditori penalizzati da distribuzione iniqua degli oneri, paghiamo l'elettricità 4 volte in più della grande industria". Confcommercio: "Per noi quest'anno aumenti del 76%". Confapi: "Quest'anno rincari energia costeranno alle imprese 22 miliardi"
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ROMA - Si susseguono per tutta la giornata di oggi le riunioni tra i tecnici dei ministeri, in vista del Consiglio dei Ministri di domani che dovrà affrontare la questione degli aiuti a famiglie e imprese per il caro bollette, e quella dei ristori ai settori maggiormente colpiti dalla pandemia, a cominciare dal turismo, ma non solo. Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti hanno lanciato stamane nuovi appelli sia sul fronte dei ristori che su quello della corsa dei prezzi delle bollette.

Alle 15 inoltre si è tenuto al ministero dello Sviluppo Economico il tavolo convocato dal ministro Giancarlo Giorgetti, per analizzare l'impatto dei costi dell'energia sul sistema produttivo. Obiettivo del tavolo, spiega il ministro in apertura, è quello di "raccogliere dati e proposte per definire i tempi e il perimetro dei settori emergenziali e per calibrare gli interventi del governo sulle diverse filiere, con priorità per chi è a rischio…

ROMA - Si susseguono per tutta la giornata di oggi le riunioni tra i tecnici dei ministeri, in vista del Consiglio dei Ministri di domani che dovrà affrontare la questione degli aiuti a famiglie e imprese per il caro bollette, e quella dei ristori ai settori maggiormente colpiti dalla pandemia, a cominciare dal turismo, ma non solo. Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti hanno lanciato stamane nuovi appelli sia sul fronte dei ristori che su quello della corsa dei prezzi delle bollette.

Alle 15 inoltre si è tenuto al ministero dello Sviluppo Economico il tavolo convocato dal ministro Giancarlo Giorgetti, per analizzare l'impatto dei costi dell'energia sul sistema produttivo. Obiettivo del tavolo, spiega il ministro in apertura, è quello di "raccogliere dati e proposte per definire i tempi e il perimetro dei settori emergenziali e per calibrare gli interventi del governo sulle diverse filiere, con priorità per chi è a rischio sopravvivenza, quando cioè l'interruzione produttiva può risultare più conveniente del proseguimento dell'attività".

Tra i convocati Confindustria e le associate, da Confindustria Ceramica a Federlegno, Federalimentare e Federchimica. Confindustria ha sottolineato che "la situazione è drammatica e richiede interventi urgenti e strutturali di politica industriale. Non è possibile rinviare le decisioni, serve un atto di coraggio per superare la logica degli interventi spot. Serve agire in fretta come hanno già fatto i governi di Francia e Germania". L'organizzazione ha presentato alcune proposte, a cominciare da quella di aumentare la produzione nazionale di gas di circa 3 miliardi di mc/anno.

Quella di agire subito è la richiesta che arriva da tutte le organizzazioni convocate: “Abbiamo investito moltissimo in questi anni per abbattere i consumi e diventare sempre più efficienti, - dice Giancarlo Foschi, presidente del settore Surgelati di Unione Italiana Food - ma i rincari degli ultimi tempi rischiano di vanificare tanti sforzi fatti dai nostri imprenditori. Servono ora interventi immediati e di portata straordinaria per far fronte ad una situazione davvero unica”.

A rappresentare le piccole imprese industriali la Confapi, che calcola che  sul sistema industriale italiano il caro bollette costerà quest'anno circa 25 miliardi. Secondo le proiezioni di Confapi le aziende che dovranno rinegoziare i contratti dovranno attendersi un valore nell'ordine dei 180 euro/MWh, pari a un incremento del 200% rispetto al 2019. Per Confapi ipotizzando complessivamente un consumo industriale di elettricità di circa 211TWh (-5% rispetto ai consumi 2019) e un aggravio medio dell'elettricità stimato in 120 euro/MWh rispetto al 2019 porterà complessivamente la bolletta luce a circa 25 miliardi.

L'apertura del tavolo al Mise ha suscitato polemiche tra le organizzazioni che rappresentano le Pmi e le imprese non industriali, escluse dall'incontro. Il problema del caro-energia riguarda tutto il sistema produttivo nazionale: tanto gli energivori esposti alla concorrenza internazionale, quanto le piccole imprese che pagano la maggior parte degli oneri generali di sistema in bolletta, ricorda Confartigianato. "I piccoli imprenditori sono penalizzati da una distribuzione iniqua di questi oneri, che finanziano per il 49%, pari a 4,7 miliardi di euro, e che sono dedicati, tra l'altro, alle agevolazioni per le aziende energivore", denuncia  un comunicato diffuso dall'organizzazione, che stigmatizza "l'assurdo meccanismo 'meno consumi, più paghi' applicato agli oneri parafiscali, le micro e piccole imprese con bassi consumi energetici sono costrette a finanziare la maggiore quota di oneri per il sostegno delle energie rinnovabili, di categorie come le imprese energivore, e i bonus sociali". Un modello di distribuzione del carico contributivo che "gonfia del 35% il costo finale dell'energia per le piccole imprese che finiscono per pagare l'elettricità 4 volte di più rispetto a una grande industria". Così anche la Cna: "Senza coinvolgere le piccole imprese le soluzioni sono destinate ad essere insufficienti e parziali", sottolinea il presidente, Dario Costantini.

A lamentare gli effetti del caro bollette stamane anche Confcommercio, che ha diffuso i dati di uno studio compiuto insieme a Nomisma Energia. Nel 2022, nonostante le misure di contenimento già adottate dal governo, le imprese del terziario dovranno sostenere un aumento della bolletta energetica con una spesa complessiva per gas ed elettricità che passerà da 11,3 miliardi di euro del 2021 a 19,9 miliardi (+76 per cento). Nel dettaglio dei singoli settori, gli aumenti medi, su base annua, sono i seguenti: per gli oltre 30 mila alberghi italiani la spesa per la bolletta elettrica passerà da 49 mila a 79 mila euro, con un aumento del 61 per cento solo in parte mitigato dalle offerte a prezzo fisso che qualcuno è riuscito ad ottenere sul mercato libero, un rincaro che si somma alla crisi del turismo che ha rarefatto le presenze in questo periodo.

"Il caro energia senza precedenti è un'emergenza ed un'urgenza. - denuncia il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli - E' un'emergenza perché ha un costo insostenibile per 1 milione di imprese del terziario, le più colpite dalla pandemia. Ed è un'urgenza perché occorre intervenire subito in modo strutturale: dalla dipendenza estera, agli oneri di sistema, alla compensazione dell'aumento dei prezzi dei carburanti sulla filiera dei trasporti e della logistica".

Il caro bollette colpisce anche gli agricoltori, ricordano stamane Cia e Coldiretti. In tutta Italia non c'è settore al riparo - ricorda la Cia - che da mesi segnala rincari su concimi, gasolio ed energia. Le piccole e medie imprese, secondo dati Eurostat, stanno pagando l'energia elettrica il 75,6% in più e il gas addirittura il 133,5% in più delle grandi. La semina e, quindi, la produzione del 2022 è in forte discussione per molte aziende. Anche per gli agriturismi, il caro bollette rappresenta una scure sulle imprese del settore strette tra necessità di tenuta economica e il rischio di dover aumenta i prezzi di beni e servizi a discapito dei clienti.

Anche Coldiretti ricorda come a subire gli effetti dei rincari sia l'intera filiera agroalimentare, dai campi all'industria di trasformazione fino alla conservazione e alla distribuzione. Per le operazioni colturali gli agricoltori - spiega la Coldiretti - sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50 per cento per il gasolio necessario per le lavorazioni dei terreni, senza dimenticare che l'impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l'alto i prezzi dei concimi, con l'urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143 per cento).