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Bonus edilizi, stretta del governo: i crediti possono essere ceduti una sola volta

La novità anti-frodi contenuta nell'ultimo decreto Sostegni. Protestano le associazioni dei costrutttori, da Ance a Federcostrutturi e Federlegno fino a Confartigianato e Cna: "Basta modifiche". I parlamentari M5S annunciano emendamenti per cancellare le norme
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ROMA - Nuova stretta sui bonus fiscali: il decreto Sostegni Ter approvato venerdì dal Consiglio dei ministri prevede che i crediti d'imposta possano essere ceduti una sola volta. Una misura anti-frodi, che coinvolge tutti i bonus edilizi, non solo il Superbonus 110% come sembrava dalle prime informazioni circolate sul provvedimento. Protestano i costruttori, dall'Ance a Federcostruttori a Federlegno alle organizzazioni artigiane, che chiedono che non si intervenga più sulle procedure: "Basta modifiche".

Ma anche deputati e senatori del Movimento Cinque Stelle si schierano contro la norma: "Comprendiamo e condividiamo - scrivono i parlamentari in un comunicato - l'obiettivo di contrastare le frodi, che peraltro il governo aveva già perseguito attraverso nuove misure di controllo inserite nella legge di Bilancio. A nemmeno un mese di distanza, invece, assistiamo a un tentativo di nuovo intervento con una norma che di fatto renderebbe poss…

ROMA - Nuova stretta sui bonus fiscali: il decreto Sostegni Ter approvato venerdì dal Consiglio dei ministri prevede che i crediti d'imposta possano essere ceduti una sola volta. Una misura anti-frodi, che coinvolge tutti i bonus edilizi, non solo il Superbonus 110% come sembrava dalle prime informazioni circolate sul provvedimento. Protestano i costruttori, dall'Ance a Federcostruttori a Federlegno alle organizzazioni artigiane, che chiedono che non si intervenga più sulle procedure: "Basta modifiche".

Ma anche deputati e senatori del Movimento Cinque Stelle si schierano contro la norma: "Comprendiamo e condividiamo - scrivono i parlamentari in un comunicato - l'obiettivo di contrastare le frodi, che peraltro il governo aveva già perseguito attraverso nuove misure di controllo inserite nella legge di Bilancio. A nemmeno un mese di distanza, invece, assistiamo a un tentativo di nuovo intervento con una norma che di fatto renderebbe possibile la cessione dei crediti di imposta ai soli intermediari finanziari, in pratica le banche". I parlamentari M5s annunciano quindi la presentazione di emendamenti al decreto legge, in sede di conversione.

Ecco cosa cambia

Il decreto Sostegni introduce dunque il limite di una sola cessione del credito di imposta da parte dell'impresa agli intermediari finanziari (soprattutto banche), vietando quindi le catene di cessioni multiple dietro cui potevano nascondersi frodi o fenomeni di riciclaggio. Il limite si applica anche allo sconto in fattura, nel momento in cui si trasforma in credito di importa per l'impresa. L'entrata in vigore della norma è fissata al 7 febbraio, da quel momento anche i crediti che saranno già stati oggetto di cessione potranno essere ceduti una sola volta. I contratti che violeranno le nuove norme saranno considerati nulli.

 

Le proteste delle imprese

"L'ennesima modifica alle misure in corso, con il limite alla cessione dei crediti, rischia di bloccare le imprese e penalizzare le famiglie più bisognose. Non è così che si fermano le frodi", obietta l'Ance. "Basta con i continui cambiamenti. L'incertezza delle regole, anche con provvedimenti retroattivi, scoraggia il mercato e le imprese più serie. -  rincara la dose il presidente dell'associazione, Gabriele Buia - Giusto l'obiettivo di contrastare le frodi, ma non si possono colpire continuamente migliaia di cittadini e di imprese corrette impegnate in interventi di riqualificazione energetica e sismica, che ora dovranno necessariamente rivedere le condizioni contrattuali con i proprietari, generando migliaia di contenziosi e un blocco del mercato.

Anche Federcostruzioni in una nota diffusa stamane protesta contro le nuove norme: "Non si possono variare continuamente le norme, con provvedimenti retroattivi. Modificare le regole in corso, limitando la cessione dei crediti, crea solo confusione e caos con la conseguenza di fermare i lavori e danneggiare le imprese serie già impegnate per l'esecuzione di opere di riqualificazione. In una fase di ripresa dell'economia,si rischia di bloccare il processo di rigenerazione del nostro patrimonio immobiliare e mettere in enorme difficoltà imprese sane già impegnate contrattualmente. Pur condividendo pienamente l'obiettivo di contrastare le frodi, non è certamente questa la via da intraprendere". Dello stesso tenore i commenti delle organizzazioni artigiane, da Confartigianato a Cna.