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Bei, bilancio record in Europa. In Italia leva per generare investimenti fino al 4,3% del Pil

Vigliotti, nuova vice presidente al posto di Scannapieco: lavoriamo per evitare le cicatrici profonde della crisi. Digitalizzazione e lotta ai cambiamenti ambientali le linee guida. Il presidente della Banca europea ribadisce il no al nucleare
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MILANO - Anno record per la Banca europea degli investimenti. La Bei nel 2021 ha erogato finanziamenti per 95 miliardi di euro, in 23% in più dell'anno preendente e un record assoluto nella sua storia. Quasi la metà è andata a piccole e medie imprese e poco più di 30 miliardi sono stati erogati attraverso il Fondo europeo degli investimenti.

Altrettanto brillante l'attività in Italia - secondo paese di attività della Banca per importi erogati, a un'incollatura dalla Francia - dove lo scorso anno sono state sostenute 122 operazioni per un totale di 13,5 miliardi (+13,5%): finanzamenti in grado di generare investimenti complessivi per oltre 76 miliardi (la Bei si muove sempre come co-investitrice, al fianco di capitali privati) messi in moto dalla spinta iniziale, un contributo al Pil nazionale pari a 4,3 punti.

Anche per l'Italia valgono le linee guida del rest…

MILANO - Anno record per la Banca europea degli investimenti. La Bei nel 2021 ha erogato finanziamenti per 95 miliardi di euro, in 23% in più dell'anno preendente e un record assoluto nella sua storia. Quasi la metà è andata a piccole e medie imprese e poco più di 30 miliardi sono stati erogati attraverso il Fondo europeo degli investimenti.

Altrettanto brillante l'attività in Italia - secondo paese di attività della Banca per importi erogati, a un'incollatura dalla Francia - dove lo scorso anno sono state sostenute 122 operazioni per un totale di 13,5 miliardi (+13,5%): finanzamenti in grado di generare investimenti complessivi per oltre 76 miliardi (la Bei si muove sempre come co-investitrice, al fianco di capitali privati) messi in moto dalla spinta iniziale, un contributo al Pil nazionale pari a 4,3 punti.

Anche per l'Italia valgono le linee guida del resto d'Europa: quindi, molte piccole e medie imprese e molta digitalizzazione e interventi green (nel nostro paese il 30% delle risorse è andato alla lotta contro il cambiamento climatico, con obiettivo investimenti green al 50% entro il 2025), ma non nel nucleare. "La Banca europea per gli investimenti non hai mai avuto un divieto di investire in energia nucleare ma non l'ha mai fatto e non c'è l'intenzione di cambiare su questo punto", ha spiegato il presidente della Bei, Werner Hoyer, rispondendo a una domanda sulla nuova tassonomia dell'Ue.

E' toccato invece al successore di Dario Scannapieco alla vice presidenza Bei, Gelsomina Vigliotti, spiegare il senso degli interventi in Italia. "C'è il rischio che la crisi possa lasciare cicatrici profonde - ha detto - come Bei stiamo rispondendo alle esigenze del mercato, per essere presenti e supportare l'economica". Secondo il vice presidente "il nostro compito è quello di evitare che queste cicatrici si formino e in particolare dobbiamo pensare ad una ripresa sostenibile e altamente innovativa".Ovviamente un ruolo importante lo gioca il Pnrr, ambito in cui la Bei - con riferimento all'Italia - ha avviato due progetti di collaborazione e gestione dei fondi, nel settore turismo e rigenerazione urbana.

La Bei è "profondamente radicata nel mercato italiano" ha sottolineato ancora Vigliotti, ricordando che "anche in Italia Bei ha fatto un risultato record: abbiamo capito che il mercato ha bisogno di strumenti nuovi, più flessibili e con una presa di rischio più importante. E su questo la Bei continuerà a muoversi e sviluppare nuovi prodotti per accompagnare il settore produttivo e finanziario". Sempre lungo i capisaldi dell'attività della Banca europea: sostenibilità ambientale, la lotta ai cambiamenti climatici e la digitalizzazione.