MILANO - I mercati europei proseguono chiudono contrastati una giornata condotta per gran parte in positivo, dopo l'aumento dei prezzi diffuso nell'Eurozona, che a rigor di logica dovrebbe metter ulteriore pressione sulla Bce per un intervento a smorzare l'inflazione: domani si chiuderà la riunione di politica monetaria dalla quale non si attendono sostanziali novità ma indicazioni importanti dalle parole di Christine Lagarde. A Francoforte il Dax cede leggermente nel finale (-0,2%) a 15.616 punti, a Parigi il Cac sale dello 0,22% a 7.115 punti mentre a Londra l'Ftse 100 avanza dello 0,60% a 7.580 punti. Bene anche Milano dove l'Ftse Mib chiude a +0,60% riportando in postivo il bilancio dell'anno. Gli investitori si soffermano anche su una raffica di trimestrali americane, tra le quali Alphabet (la holding di Google che ha raddoppiato i profitti nel 2021) e Starbucks (che alza i prezzi per il caro-materie prime). Wall Street rallenta: alla chiusura delle Borse europee lo S&P500 sale dello 0,25%, il Nasdaq dello 0,15% mentre il Dow Jones aggiunge lo 0,2%.
L'umore dei mercati continua ad esser guidato dalle aspettative di stretta monetaria da parte della Fed, che hanno condotto le Borse a chiudere gennaio come peggior mese da diverso tempo. Carley Garner, fondatrice di DeCarley Trading, ha spiegato alla televisione di Bloomberg che probabilmente le azioni hanno ancora un po' di ribasso da scontare prima di toccare il pavimento della loro fascia di oscillazione, ma ha aggiunto che probabilmente il trend del 2022 sarà di andare a comprare ogni qualvolta i ribassi genereranno occasioni, in ogni asset class: dai titoli governativi alle azioni passando per le materie prime. Intanto sono arrivati segnali inattesi dal mercato del lavoro americano, con le imprese private che hanno tagliato inaspettatamente 301.000 lavoratori nel gennaio 2022, la prima perdita di posti di lavoro da dicembre 2020 e la più grande da aprile 2020, poichè la diffusione della variante Omicron ha danneggiato ancora una volta il mercato del lavoro. I mercati si aspettavano un aumento di posti di 207.000. A dicembre erano stati creati 807.000 nuovi posti di lavoro.
Da questa parte dell'Atlantico si guarda, come detto, alla Bce. Le nuove stime dell'inflazione sull'Eurozona sono state superiori alle attese. L'aspettativa degli analisti è che Lagarde si terrà le mani libere sull'azione del 2023, mentre dovrebbe ribadire che un aumento dei tassi non è in programma per l'anno in corso. Secondo l'analisi di Barclays, ad esempio, dovrebbe rimarcare l'incertezza che grava sulle prospettive e quindi dirsi disponibile ad aggiustare il tiro della politica monetaria a seconda delle esigenze che emergeranno, in un senso o nell'altro. Per Citi è probabile che arrivi qualche indicazioni maggiore sulla chiusura dei programmi straordinari d'acquisti, mentre i tassi dovrebbero riemergere a livello zero nel corso del prossimo anno, dal -0,5% attuale. Una traiettoria che, a giudicare da quel che accade sul mercato, potrebbe essere accelerata. Il Financial Times nota infatti aprendo la sua edizione odierna che a giudicare dalle attese dei mercati sono prezzati tassi ufficiali in risalita al -0,25% già entro dicembre, il che implicherebbe almeno due azioni da 0,1 punti percentuali. Il sentiero si è fatto accelerato dopo la svolta della Fed, tanto che prima di allora la stima che si evinceva sui mercati era di un livello di -0,4% per il riferimento Bce entro la fine dell'anno.
Questa mattina la Borsa di Tokyo ha concluso le contrattazioni in positivo per la quarta seduta consecutiva, seguendo l'avanzata degli indici azionari Usa, con gli investitori che tornano ad essere ottimisti sulla stagione delle trimestrali societarie in Giappone. Il Nikkei segna un progresso dell'1,83%, a quota 27.533,60, e un guadagno di oltre 450 punti.
Il petrolio aumenta i guadagni dopo che l'Opec+, come atteso, ha aumentato l'offerta di 400.000 barili al giorno anche a marzo. Gli analisti ritengono l'incremento troppo basso alla luce dell'andamento della domanda. Il Brent torna sopra ai 90 dollari, in rialzo dell'1,24% a 90,2 dollari, il Wti sale dell'1,47% a 89,4 dollari.
Chiusura in rialzo per l'euro dopo aver sfondato quota 1,13 dollari. A momento la moneta unica viene scambiata a 1,1295 dollari e a 129,17 yen. Il biglietto verde che perde a 114,34 anche nei confronti della valuta nipponica. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude in leggero rialzo a 138 punti. Bitcoin crolla dopo una mattinata di rialzi e cede il 4,27% tornando sotto i 38.000 dollari.