Pnrr, valutazione positiva del Cdm. Tre gli obiettivi già raggiunti
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - Pnrr, per ora tutti promossi. Il Consiglio dei ministri, fa sapere Palazzo Chigi nel comunicato finale, dopo "una puntuale ricognizione della situazione relativa ai principali obiettivi PNRR del primo semestre dell’anno", ha "valutato positivamente lo stato di attuazione degli investimenti e delle riforme di competenza dei Ministeri coinvolti". Non emergono particolari ritardi, o procedure inceppate, e anzi tre risultati sono già stati conseguiti tra quelli che vanno raggiunti entro il 30 giugno.
Dei 100 obiettivi che l'Italia deve portare a compimento del 2022, 45 sono da completare entro il 30 giugno 2022, per ottenere una rata di rimborso di 24,13 miliardi di euro, e 55 entro 31 dicembre 2022, ai quali è associata una rata di rimborso pari a 21,83 miliardi. Al 31 gennaio i ministeri e le altre amministrazioni responsabili della messa a terra del Pnrr avevano già emanato 113 bandi e avvisi per un importo complessivo pari a c…
ROMA - Pnrr, per ora tutti promossi. Il Consiglio dei ministri, fa sapere Palazzo Chigi nel comunicato finale, dopo "una puntuale ricognizione della situazione relativa ai principali obiettivi PNRR del primo semestre dell’anno", ha "valutato positivamente lo stato di attuazione degli investimenti e delle riforme di competenza dei Ministeri coinvolti". Non emergono particolari ritardi, o procedure inceppate, e anzi tre risultati sono già stati conseguiti tra quelli che vanno raggiunti entro il 30 giugno.
Dei 100 obiettivi che l'Italia deve portare a compimento del 2022, 45 sono da completare entro il 30 giugno 2022, per ottenere una rata di rimborso di 24,13 miliardi di euro, e 55 entro 31 dicembre 2022, ai quali è associata una rata di rimborso pari a 21,83 miliardi. Al 31 gennaio i ministeri e le altre amministrazioni responsabili della messa a terra del Pnrr avevano già emanato 113 bandi e avvisi per un importo complessivo pari a circa 27,86 miliardi di euro. Ad oggi risultano aperti 48 bandi per un ammontare di risorse da assegnare pari a 23,17 miliardi.
Un risultato giudicato dunque soddisfacente, considerato che mancano ancora cinque mesi alla scadenza del 30 giugno. Anche se ci sono obiettivi, progetti e riforme che vanno sviluppati per quest'anno e implementati per i prossimi, altrimenti non sarà possibile completarli in tempo. A cominciare dai decreti attuativi delle riforme della Pubblica Amministrazione, indispensabile ossatura di tutto il Pnrr, e dallo smaltimento dell'arretrato dei tribunali.
Tre traguardi sono già stati raggiunti, con considerevole anticipo. Uno riguarda il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, si tratta della riforma per la semplificazione e il rafforzamento della governance nel settore idrico, varata alla fine del 2021. Gli altri due invece fanno capo al ministero dello Sviluppo Economico. Il primo intervento prevede risorse per 1 miliardo da destinare a progetti di investimento per le filiere del fotovoltaico e dell’eolico (500 milioni) e delle batterie (500 milioni), tramite lo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo. Il decreto ministeriale che individua gli obiettivi e le modalità di attuazione degli investimenti è stato firmato il 27 gennaio, ed è ora in attesa della registrazione presso la Corte dei Conti. Per ciascuna filiera, vi è già un progetto di investimento in fase avanzata. Il secondo obiettivo raggiunto dal Mise riguarda la "competitività e resilienza delle filiere produttive. L’intervento destina 750 milioni al finanziamento dei contratti di sviluppo. Il decreto ministeriale che è stato firmato il 13 gennaio individua obiettivi, modalità di attuazione e caratteristiche dei programmi di sviluppo ammissibili per alcune filiere: alimentare, design, moda e arredo, automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico/farmaceutico.
Anche questo secondo decreto è in attesa della registrazione della Corte dei Conti. Nel corso del Consiglio dei Ministri è stata sollevata da più di un intervento, riferiscono fonti vicine al dossier, la questione dei tempi dell'organismo di controllo. E non solo: le procedure sono spesso complesse per una serie di autorizzazioni, dalla Via alla valutazione di impatto ambientale, che allungano i tempi. Nel Cdm si è considerata anche l'ipotesi di un nuovo decreto semplificazioni.
Se gli obiettivi formalmente raggiunti sono solo tre, moltissimi sono vicini al traguardo, o comunque avviati, in molti casi si tratta di bandi che richiedono tempi lunghi per lo svolgimento, perché ci sono diverse fasi da rispettare, e quindi non possono che concludersi a giugno. Ci sono diversi elementi critici emersi, dalle difficoltà degli enti locali del Mezzogiorno, che hanno perso negli ultimi 10-15 anni una quota enorme di personale e non riescono in tempi brevi ad assumere tutti i tecnici necessari alla programmazione e allo sviluppo dei progetti, ai rallentamenti dovuti alle difficoltà di raggiungimento di un accordo per i progetti che coinvolgono più enti (per esempio per la riforma della sanità territoriale, le regole sui rifiuti). Tra i progetti più importanti a lunga gittata lo smaltimento dell'arretrato dei tribunali e la spending review da realizzare tra il 2023 e il 2025 anche per trarre fondi da destinare al taglio delle tasse.