MILANO - Le Borse europee partono chiudono in positivo mentre Milano stona e, pur terminando gli scambi in risalita dai minimi, segna la peggior performance tra i principali listini del Vecchio continente: a fine giornata il Ftse Mib perde l'1,03%. Le parole della scorsa settimana di Christine Lagarde, che per la prima volta non ha tolto dal tavolo un rialzo dei tassi già quest'anno, continuano a spingere al rialzo lo spread. Il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedeschi, che aveva chiuso la settimana scorsa a 154 punti, ha registrato una fiammata alla riapertura arrivando a 164 punti base, massimi dall'estate del 2020. Il movimento è un po' rientrato durante la seduta e lo spread ha chiuso poco sotto 160 punti, per un rendimento all'1,8% dall'1,71% della scorsa settimana.
Intanto i mercati restano appesi ancora alle tensione tra Russia e Stati Uniti sul caso Ucraina e lo sguardo degli investitori è rivolto all'aggiornamento dell'inflazione americana a gennaio, in arrivo giovedì. Un dato chiave per definire la tabella di marcia delle prossime mosse della Fed, dopo che il presidente della banca centrale Usa dieci giorni fa ha già chiarito che il rialzo dei tassi dovrebbe arrivare già nella riunione di marzo.
In Europa, come detto gli indici si sono mossi in controtendenza rispetto a Milano. A Londra l'Ftse 100 avanza dello 0,73% a 7.571,60 punti, a Parigi il Cac 40 sale dello 0,83% a 7.009,25 e a Francoforte il Dax guadagna lo 0,76% a 15.215,05 punti.
A Wall Street la giornata è volatile: i titoli tecnologici, tra i più penalizzati in questa fase di mercato, inizialmente guidano la buona apertura, poi girano in rosso. E la chiusura è debole, con il Dow Jones invariato a 35.090,86 punti, il Nasdaq in calo dello 0,58% a 14.015,67 punti e lo S&P 500 in discesa dello 0,37% a 4.483,92 punti. Contrastato il comparto asiatico con Tokyo che termina a -0,7% mentre alla ripresa delle contrattazioni dopo la settimana di festività sono positivi gli indici cinesi. Ritrova slancio il Bitcoin, dopo settimane di forte affanno. La principale criptovaluta in mattinata, stando ai dati di Coindesk, supera in mattinata quota 42 mila dollari rivedendo i massimi da due settimane a questa parte.
Tra i dati macroeconomici, in Germania si registra a dicembre un calo dello 0,3% della produzione industriale sui base congiunturale e del 4,1% rispetto a dicembre 2020 (-5,5% sul dicembre 2019). L'inidice, ricorda l'istituto di statistica tedeso Destasis, risulta ancora del 6,9% inferiore ai livelli di febbraio 2020, il mese precedente alle prime restrizioni legate alla pandemia. Rallenta il settore dei servizi in Cina. A gennaio l'indice Caixin relativo al settore ha rallentato a 51,4 punti, dai precedenti 53,1 punti di dicembre, frenando più delle previsioni. Atteso in giornata anche l'indice Sentix sulla fiducia degli investitori dell'Eurozona e l'intervento della presidente della Bce Christine Lagarde alla Commissione affari economici del Parlamento europeo, da cui potranno arrivare indicazioni più precise sulle mosse dalla banca centrale.
Tra le valute, apertura in lieve calo per l'euro sul dollaro. La moneta europea si muove a quota 1,1431 dollari (-0,13%) e scende anche nei confronti dello yen (-0,05% a 131,38).
Tra le commodities, parte stabile il petrolio. Il greggio Wti del Texas scambia a 92,2 dollari al barile (-0,03%). Avanza invece il Brent che sale a quota 93,69 dollari.