MILANO - Brusco cambio di rotta per le Borse europee che virano in negativo a ridosso del dato sull'inflazione Usa, con i prezzi saliti a gennaio del 7,5%, oltre le attese, salvo poi girare nuovamente e chiudere miste. L'inflazione è l'osservata numero uno della Fed, che già nella riunione di marzo potrebbe decidere di aumentare i tassi di interesse, stando alle indicazioni fornite dal presidente Jerome Powell nella riunione di gennaio. "Ci aspettiamo un'elevata inflazione annuale", aveva detto ai giornalisti il portavoce della Casa Bianca Jen Psaki. "Al di sopra del 7%, come penso che alcuni prevedano, non sarebbe una sorpresa".
In Europa gli indici cchiudono come detto misti ma in prevalenza in positivo. Piazza Affari guadagna lo 0,23% in una giornata ricca di nuovi conti trimestrali. Londra sale dello 0,4%, Francoforte sale dello 0,09% e Parigi scende dello 0,41%. In Asia termina gli scambi in rialzo Tokyo, con il Nikkei che si ferma a +0,42%
Il dato Usa riaccende anche lo spread, protagonista nei giorni scorsi di una fiammata dopo le parole della presidente Bce Christine Lagarde che non ha escluso anche per l'Eurozona una valutazione sul rialzo dei tassi già quest'anno Il differenziale Btp/Bund sale a 162 punti contro i 154 della chiusura di ieri, con il rendimento che sale all'1,92%. L'euro arretra: la moneta unica scende sotto quota 1,14 dollari e passa di mano a 1,1386 dollari.
Sul fronte delle materie prime il prezzo del petrolio è in rialzo con il Wti che sale a 90,76 dollari al barile (+1,2%) e il Brent a 92,46 dollari (+1%). In flessione il gas. Ad