BRUXELLES - Ancora una frenata sul rialzo dei tassi. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha presentato ieri a Strasburgo nella sessione plenaria del Parlamento Ue il rapporto annuale della Banca centrale. Sotto osservazione la crescita dell'inflazione e le decisioni sui tassi.
La "Numero Uno" di Francoforte ha preso ancora tempo nonostante il pressing di molti Paesi dell'Unione, soprattutto del nord Europa. La Bce resta "impegnata ad ottemperare al suo mandato relativo alla stabilità dei prezzi, come abbiamo fatto per vent'anni. L'obiettivo è un tasso di inflazione del 2% nel medio termine. Per raggiungerlo, agiremo al momento giusto".
A suo giudizio, serve "flessibilità" ma "un aumento del tasso non ci sarà prima della conclusione degli acquisti netti di titoli. Qualsiasi aggiustamento della nostra politica sarà graduale". E il Pepp (il Programma di acquisti di titoli per fronte…
BRUXELLES - Ancora una frenata sul rialzo dei tassi. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha presentato ieri a Strasburgo nella sessione plenaria del Parlamento Ue il rapporto annuale della Banca centrale. Sotto osservazione la crescita dell'inflazione e le decisioni sui tassi.
La "Numero Uno" di Francoforte ha preso ancora tempo nonostante il pressing di molti Paesi dell'Unione, soprattutto del nord Europa. La Bce resta "impegnata ad ottemperare al suo mandato relativo alla stabilità dei prezzi, come abbiamo fatto per vent'anni. L'obiettivo è un tasso di inflazione del 2% nel medio termine. Per raggiungerlo, agiremo al momento giusto".
A suo giudizio, serve "flessibilità" ma "un aumento del tasso non ci sarà prima della conclusione degli acquisti netti di titoli. Qualsiasi aggiustamento della nostra politica sarà graduale". E il Pepp (il Programma di acquisti di titoli per fronteggiare la crisi pandemica) non si fermerà prima di fine marzo. Insomma nessuna fretta e nessuna data clou. Tutto rinviato ad aprile.
Certo, i prezzi negli ultimi mesi si sono impennati fino a sfondare il tetto del 5 per cento. E sebbene Lagarde preveda che "un'inflazione ancora alta nel breve periodo", è convinta che scenderà già nel corso del 2022. Per questo, non vede l'esigenza di intervenire subito.
La situazione in Europa non è la stessa degli Usa. Ma soprattutto pesa l'incertezza sulla ripresa. Che è stata consistente fino ad ora ma che potrebbe essere penalizzata dalle tensioni geopolitiche e dal prezzo dell'energia. Alzare ora il tasso, dunque, poterebbe rivelarsi un colpo alla crescita dell'anno in corso.