MILANO - Per le famiglie meno abbienti l'assegno unico porterà oltre 1900 euro in più all'anno. Sono i calcoli del Dipartimento delle Finanze sul nuovo strumento che ha messo ordine tra i sostegni destinati ai nuclei familiari. Nel dettaglio, le famiglie più vulnerabili, 1,13 milioni di nuclei che si trovano nel primo decimo di reddito equivalente, godranno di un beneficio pari a 1.935 euro l'anno, con un'incidenza sul reddito lordo dell'11,6%, in grandissima parte ascrivibile proprio all'assegno unico. I benefici si riducono gradualmente per i nuclei dei decimi successivi, in pratica i più ricchi, scendendo fino a circa 500 euro.
Sempre secondo i calcoli del Mef, la riforma dell'Irpef contenuta nella manovra di bilancio e l'assegno unico che scatterà il primo marzo hanno, presi nel loro insieme, "un carattere redistributivo a favore dei nuclei familiari più vulnerabili e delle aree più svantaggiate del Paese". I maggiori benefici riguarderanno i nuclei svantaggiati e con più figli, mentre tra le aree territoriali, sottolinea il ministero dell'Economia, sarà al Sud che si ridurranno maggiormente le disuguaglianze.
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Reddito di cittadinanza, spesi 20 miliardi in tre anni
Numeri interessanti arrivano anche dall'Inps, che in un paper ha fatto un primo bilancio sul Reddito di Cittadinanza. Tra aprile 2019 e dicembre 2021 hanno avuto almeno una mensilità di reddito o pensione di cittadinanza oltre due milioni di famiglie. L'istituto sottolinea come siano state circa 4,65 milioni le persone coinvolte nel complesso con una spesa che sfiora i 20 miliardi (19,83). I nuclei percettori entrati nella misura nei primissimi mesi (aprile-giugno 2019) sono 859.486 (oltre il 40% dei nuclei osservati) mentre a dicembre 2021 i percettori erano 1.375.728 famiglie per 3.048.988 persone complessive.
Si possono evidenziare - spiega l'Inps - "tre momenti: l'istituzione della misura, alla quale in appena tre mesi hanno aderito 859 mila nuclei, che rappresentano - senza esaurirlo - lo stock iniziale dei "poveri" esistenti; successivamente un flusso di nuovi ingressi semestralmente pari ad almeno 250 mila nuclei, con picchi in corrispondenza dei momenti più critici della pandemia da Covid-19; infine, una diminuzione dei livelli nel secondo semestre del 2021 (appena 100 mila esordienti), probabilmente collegata anche alla ripresa economica". L'anno nel quale si è speso di più è stato il 2021 con 8,79 miliardi per 1,76 milioni di famiglie con almeno una mensilità (3,9 milioni le persone coinvolte). Nel 2020 si sono spesi 7,14 miliardi per 1,57 milioni di famiglie e quasi 3,7 milioni di persone coinvolte mentre nel 2019 (tra aprile e dicembre) sono stati spesi 3,9 miliardi per 1,1 milioni di famiglie e oltre 2,7 milioni di persone coinvolte.