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Fibra ottica, Antitrust accoglie gli impegni di FiberCop. Via libera al progetto

Un cavo in fibra ottica 
Il garante della concorrenza approva i rimedi che Tim, Fastweb, Kkr e Tiscali hanno proposto ad agosto del 2021. La nuova società diffonderà le connessioni web ultra-veloci
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ROMA - L'Autorità Antitrust, garante della concorrenza, dà via libera alla nuova società che punta a diffondere la fibra ottica in Italia, FiberCop. Accetta cioè gli impegni che i soci di FiberCop (Tim, Fastweb, Kkr) hanno preso davanti all'Antitrust (ad agosto del 2021) perché il mercato della fibra non risulti imbrigliato dalla loro iniziativa comune.

Impegni arrivano anche da Tiscali, come primo cliente di FiberCop (questa società impianta la fibra e fornisce tecnologie alle altre imprese interessate a farlo)

Attraverso la sua procedura, l'Antitrust pianta alcuni paletti. Si assicura che FiberCop, con Tim come socio di maggioranza, non sia troppo forte nel mercato della fibra ottica. Si assicura anche che altre aziende - come Fastweb, socia in FiberCop - continuino a costruire una propria rete di cavi in fibra, anche se sono dentro FiberCop. Si assicura che tutte le aziende attive in questo settore possano beneficiare dei serv…

ROMA - L'Autorità Antitrust, garante della concorrenza, dà via libera alla nuova società che punta a diffondere la fibra ottica in Italia, FiberCop. Accetta cioè gli impegni che i soci di FiberCop (Tim, Fastweb, Kkr) hanno preso davanti all'Antitrust (ad agosto del 2021) perché il mercato della fibra non risulti imbrigliato dalla loro iniziativa comune.

Impegni arrivano anche da Tiscali, come primo cliente di FiberCop (questa società impianta la fibra e fornisce tecnologie alle altre imprese interessate a farlo)

Attraverso la sua procedura, l'Antitrust pianta alcuni paletti. Si assicura che FiberCop, con Tim come socio di maggioranza, non sia troppo forte nel mercato della fibra ottica. Si assicura anche che altre aziende - come Fastweb, socia in FiberCop - continuino a costruire una propria rete di cavi in fibra, anche se sono dentro FiberCop. Si assicura che tutte le aziende attive in questo settore possano beneficiare dei servizi e della tecnologie di FiberCop senza alcuna discriminazione. Si assicura che gli investimenti nella fibra rispettino un cronoprogramma preciso.

Si legge nella nota dell'Antitrust di oggi che gli impegni:
- riducono le "barriere all'acquisizione dei clienti, cioè gli operatori di telecomunicazione, nel mercato all'ingrosso delle telecomunicazioni fisse";
- "permettono di diminuire i rischi di preclusione della domanda di servizi di telecomunicazione all'ingrosso da parte degli operatori di telecomunicazione, riducendo i minimi garantiti e la scala geografica di adesione al progetto (da nazionale a comunale o sub-comunale)";
- introducono "profili di adesione al progetto FiberCop basati su diritti di lungo periodo, senza minimi garantiti";
- mettono in campo "un cronoprogramma certo e definito del piano di infrastrutturazione";
- "faciliterano l'infrastrutturazione degli operatori alternativi offrendo loro la fibra spenta in rete primaria, riducendone quindi i costi e le tempistiche di infrastrutturazione".

Gli impegni toccano anche i singoli consumatori, che resterebbero liberi di usare un loro modem per stabilire una connessione a Internet. Non sarebbero costretti, dunque, a prendere un modem della Tim.

L'istruttoria a dicembre 2020

L'esame su FiberCop inizia il 15 dicembre 2020 quando l'Antitrust apre un formale procedimento sulla nuova società della fibra. L'Antitrust sospetta che gli accordi tra Tim, Kkr, Fastweb e il primo cliente Tiscali possano ledere la concorrenza.

Se questa lesione della concorrenza fosse dimostrata - spiega l'Antitrust - FiberCop tradirebbe la sua missione. Nata per "stimolare gli investimenti per l’ammodernamento" della rete e favorire il passaggio alla fibra, la società rischierebbe di determinare un effetto contrario.

In particolare, l'Antitrust sospetta che FiberCop - con Tim come socio di maggioranza - potrebbe conquistare una forza eccessiva nel mercato della fibra. Questa forza eccessiva sarebbe effetto dei "minimi garantiti" troppo alti. In sostanza, FiberCop potrebbe già contare su ordini copiosi da parte di primi clienti, come Tiscali e Fastweb stessa.

Questi ordini, poi, sarebbero così ampi da impedire ad altre aziende (diverse da Tiscali o Fastweb) di trovare i servizi e le tecnologie indispensabili per il lancio dei servizi in fibra.

L'effetto boomerang

L'Antitrust si chiede anche se la nascita di FiberCop possa spingere Tiscali o Fastweb a una grave, preoccupante rinuncia. Queste imprese - sapendo di trovare in FiberCop tutti i servizi e le tecnologie di cui hanno bisogno - potrebbero fare un passo indietro.

In sostanza sarebbero tentate di rinunciare al prolungamento di una propria rete di cavi in fibra. Nel suo atto di accusa del dicembre 2020, l'Antitrust chiama in causa Tiscali, il cui "amministratore delegato ha dichiarato che l’accordo con Tim - dentro FiberCop - comporterà l’abbandono di un modello infrastrutturale".

Forte di tariffe molto agevolate per accedere alle tecnologie di FiberCop, anche Fastweb sarebbe disincentivata a  investire "sull’infrastrutturazione della rete primaria". In pratica, Fastweb potrebbe ridimensionare il suo impegno nella costruzione di una propria rete di cavi (la "primaria", appunto, che va dalla centrale telefonica all'armadietto grigio in strada).

Ad agosto 2021, tutti i protagonisti dell'iniziativa FiberCop - a partire da Tim - tendono all'Antitrust un ramoscello d'ulivo. Spontaneamente, propongono all'Antitrust una serie di impegni che potrebbero eliminare i problemi di tipo concorrenziale. Impegni ora accolti dall'Antitrust.

Tim soddisfatta

Tim è felice per la decisione dell'Antitrust su Fibercop, "società che ha già acquisito l'interesse di diversi operatori sul mercato. Viene confermata l'efficacia del progetto promosso da Tim che sta imprimendo un'accelerazione nello sviluppo di infrastrutture di rete di ultima generazione, a beneficio della digitalizzazione dell'intero Paese".