Bollette: "Sbloccare subito 85 miliardi di progetti rinnovabili, per diminuire del 20% le importazioni di gas"
Luca Pagni , Luca PagniROMA – Contro il caro bollette, c’è una soluzione a portata di mano e per di più "strutturale". Ma è bloccata dalla burocrazia. “Chiediamo a governo e Regioni di sbloccare entro giugno almeno un terzo delle domande per progetti rinnovabili già presentati: in questo modo, nel giro di tre anni si potrebbe ridurre del 20 per cento la dipendenza dal gas naturale importato dall’estero”.
A lanciare la proposta è Agostino Re Rebaudengo, presidente dell’associazione Elettricità Futura, che rappresenta oltre il 70 delle imprese del settore elettriche, tra cui tutti i principali gruppi che si occupano di impianti eolici e fotovoltaici. Re Reba…
ROMA – Contro il caro bollette, c’è una soluzione a portata di mano e per di più "strutturale". Ma è bloccata dalla burocrazia. “Chiediamo a governo e Regioni di sbloccare entro giugno almeno un terzo delle domande per progetti rinnovabili già presentati: in questo modo, nel giro di tre anni si potrebbe ridurre del 20 per cento la dipendenza dal gas naturale importato dall’estero”.
A lanciare la proposta è Agostino Re Rebaudengo, presidente dell’associazione Elettricità Futura, che rappresenta oltre il 70 delle imprese del settore elettriche, tra cui tutti i principali gruppi che si occupano di impianti eolici e fotovoltaici. Re Rebaudengo ne ha parlato ieri a Milano assieme ai manager delle società leader del settore (Enel, Erg ed A2a).
In buona sostanza, nel pieno della corsa dei prezzi – amplificata negli ultimi giorni dall’invasione russa in Ucraina - le società più attive nelle rinnovabili hanno voluto ricordare al governo che esiste già una strada per diminuire la dipendenza dall’estero per il fabbisogno energetico (a partire proprio dalle forniture garantite da Mosca). E riguarda solo un terzo dei progetti in corso d'opera da parte delle imprese energetiche.
Ma per farlo – secondo Elettricità Futura – occorre un intervento urgente, anche con poteri commissariali, per accelerare il via libera ai permessi. Le aziende sono pronte a investire nei prossimi tre anni fino a 85 miliardi di euro, che consentirebbero la creazione di 85mila nuovi posti di lavoro. Ma, soprattutto, la nuova energia rinnovabile che verrebbe messa in rete consentirebbe la sostituzione di 15 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno. Si tratta di una cifra sette volte superiore a quanto su potrebbe produrre con il raddoppio della produzione nazionale di metano.
La sostituzione di gas con rinnovabili – è sempre il ragionamento di Re Rebaudengo, avrebbe il merito di abbassare il costo della bolletta energetica nazionale. Per fare un paragone, nel corso del 2021 i produttori di rinnovabili hanno sottoscritto contratti a prezzo fisso con il Gse (gestore dei servizi energetici) per una media di 65 euro al megawattora, contro i 225 euro del prezzo medio dell’elettricità venduta sul mercato all’ingrosso. Un prezzo che per il 60% dipende dal gas, il combustibile più usato nelle centrali italiane.
Sulla stessa linea i manager coinvolti nell'iniziativa. Per Renato Mazzoncini, ad di A2a "se venisse approvato anche solo un terzo delle domande già depositate, in due o tre anni potremmo dimezzare la produzione elettrica italiana da gas". Critico con il governo l'ad di Erg, Paolo Merli: "Siamo pronti a fare la nostra parte, ma serve un quadro regolatorio chiaro e preciso. Parliamo di societa' quotate in Borsa, che hanno perso decine di miliardi di capitalizzazione, un multiplo di quanto il governo pensa di ottenere con queste risorse", ha detto riferendosi alle iniziative sugli extraprofitti delle imprese energetiche. Infine, per Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, mette l'accento sulla soluzione strutturale: "Bisogna affrontare questo momento come uno stato di emergenza", ha affermato, spiegando che chi si illude che "far passare la nottata sia una soluzione" sbaglia, perché "la nottata passerà, ma poi ce ne sarà ancora un'altra".