Carbone riacceso e più gas da Sud: così l’Italia può arginare prezzi e meno forniture dalla Russia
di Luca Pagni , di Luca PagniROMA - Non ingannino le quotazioni sul mercato europeo. Il prezzo del gas naturale ieri è sceso del 30%, recuperando una parte del crollo di giovedì (meno 51%), ma la situazione sulla sicurezza energetica italiana rimane incerta. Tanto che il premier Mario Draghi ha fatto sapere che il governo sta studiando una soluzione in due tempi, nel caso in cui dovesse verificarsi la peggiore delle variabili. Di fronte all’escalation militare in Ucraina, c’è la possibilità che le sanzioni economiche nei confronti di Mosca (con eventuali ritorsioni da parte del Cremlino) portino alla conseguenza più estrema: il venir meno delle forniture da parte di Gazprom, la società di stato russa, che nel 2021 ha garantito quasi 29 miliardi di metri cubi di gas, pari al 38% del fabbisogno italiano.
ROMA - Non ingannino le quotazioni sul mercato europeo. Il prezzo del gas naturale ieri è sceso del 30%, recuperando una parte del crollo di giovedì (meno 51%), ma la situazione sulla sicurezza energetica italiana rimane incerta. Tanto che il premier Mario Draghi ha fatto sapere che il governo sta studiando una soluzione in due tempi, nel caso in cui dovesse verificarsi la peggiore delle variabili. Di fronte all’escalation militare in Ucraina, c’è la possibilità che le sanzioni economiche nei confronti di Mosca (con eventuali ritorsioni da parte del Cremlino) portino alla conseguenza più estrema: il venir meno delle forniture da parte di Gazprom, la società di stato russa, che nel 2021 ha garantito quasi 29 miliardi di metri cubi di gas, pari al 38% del fabbisogno italiano.
Gas, la strategia in due fasi
In cosa consiste il piano allo studio del governo? Per l’immediato potrebbe bastare la riapertura delle centrali a carbone, oltre a un provvedimento per calmierare il prezzo dell’energia. Due provvvedimenti a cui si sta già lavorando, come ha anticipato ieri lo stesso premier. Assieme a qualche carico in più di Gnl, il gas naturale liquefatto che viene spedito via nave. Tutto questo potrebbe essere sufficiente per passare l’inverno, visto che i depositi con le riserve strategiche di gas naturale (i cosiddetti stoccaggi) sono ancora pieni al 40%: del resto, il clima mite degli ultimi mesi, con temperature al di sopra della media, hanno reso la situazione meno complicata.
I problemi potrebbero porsi dopo la primavera, quando cominciano gli acquisti degli operatori per riempire nuovamente gli stoccaggi e per accapparrarsi scorte in vista dell’inverno successivo. In questo caso, servirà aumentare le forniture da altri paesi (in particolare dall’Algeria e dall’Azerbaijan tramite il gasdotto Tap) e far lavorare di più i rigassificatori per aumentare la dotazione di Gnl.
Centrale a carbone da riattivare
.Al momento, le centrali a carbone attive sono solo quattro, dopo la chiusura di La Spezia: si trovano a Venezia, Civitavecchia, Brindisi e Monfalcone. Ce ne sono ancora due in Sardegna, ma servono per la produzione di energia dell’isola. Il governo ha chiesto a Terna - il gestore della rete nazionale - di verificare quanto potrebbero produrre in più, che a sua volta ha girato la richiesta agli operatori (Enel e A2a). Nel 2021, le centrali a carbone hanno garantito il 5% del fabbisogno nazionale di elettricità, ben lontano da quel 13% di dieci anni fa. Teniamo conto che il gas garantisce il 60% della domanda elettrica.
Più gas dal corridoio a sud
Venendo a mancare il gas in arrivo da nord, l’Italia non può che guardare alla porte di ingresso a sud dei suoi gasdotti. Una alternativa garantità dalla «qualità delle sue infrastrutture», come ha sottolineato sempre ieri Draghi. La Libia (4,1% del totale delle forniture nel 2021) non potrà aumentrae le forniture più di tanto visto la situazione politica nel paese. Al contrario, conta sempre di più l’Algeria, che nei primi due mesi dell’anno è passata in testa alla classifica dei fornitori dell’Italia. I suoi giacimenti dovrebbero essere in grado di aumentare le spedizioni in caso di necessità. Allo stesso tempo, dal Tap potrebbe arrivare almeno un miliardo di metri cubi in più: nel 2021, si è fermato a 7 miliardi, ma ha una potenzialità per arrivare a 10. Per il suo raddoppio a 20 miliardi di capacità, invece, bisognerà aspettare più a lungo (almeno 3 anni).
Rigassificatori da potenziare
Al momento, sono in funzione tre impianti per la rigassificazione del metano in arrivo via nave (a Rovigo, Livorno e La Spezia). Complessivamente possono trattare fino a 60 milioni di metri cubi al giorno e viaggiano al momento (in periodo invernale) attorno a 40 milioni. Questo significa che c‘è ancora spazio per ulteriori forniture. A Rovigo arriva, di fatto, il gas del Qatar mentre negli altri due siti dal resto del mondo. L’anno scorso anche un 20% dalla Russia che dovrà essere anche in questo caso sostituito.