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Maire, salgono i ricavi: “Focus Medio Oriente”

La metro Torino-Lingotto, dove ha lavorato Maire Tecnimont 
Il gruppo dell’impiantistica afferma di saper gestire le sanzioni contro Mosca
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MILANO - Maire Tecnimont archivia il 2021 con numeri in miglioramento, e cerca di ribilanciare il portafoglio commesse, russe per un 17% del totale, «al resto del mondo, Medio Oriente in primis».

Lo riporta una nota, che ha dato conto della crescita dei ricavi 2021 a 2,864 miliardi (+8,9% sul 2020), un margine operativo lordo di 173,7 milioni (+0,9%), una marginalità del 6,1%, e un utile netto di 80,5 milioni (+48,5%). In Borsa, tra investitori ancora spaventati per l’invasione dell’Ucraina malgrado i rimbalzi di ieri, sul titolo hanno pesato i timori per l’attività russa e le sanzioni in arrivo.

Maire Tecnimont ha perso il 10,7%: circa quanto il giorno prima, quando le aziende più esposte con Mosca erano state bersagliate. Dai picchi di metà gennaio l’azione ha perso quasi un terzo.

Nel 2021 è stato raggiunto «il livello più alto di sempre nelle acquisizioni, 6,4 miliardi, e un portafoglio ordini r…

MILANO - Maire Tecnimont archivia il 2021 con numeri in miglioramento, e cerca di ribilanciare il portafoglio commesse, russe per un 17% del totale, «al resto del mondo, Medio Oriente in primis».

Lo riporta una nota, che ha dato conto della crescita dei ricavi 2021 a 2,864 miliardi (+8,9% sul 2020), un margine operativo lordo di 173,7 milioni (+0,9%), una marginalità del 6,1%, e un utile netto di 80,5 milioni (+48,5%). In Borsa, tra investitori ancora spaventati per l’invasione dell’Ucraina malgrado i rimbalzi di ieri, sul titolo hanno pesato i timori per l’attività russa e le sanzioni in arrivo.

Maire Tecnimont ha perso il 10,7%: circa quanto il giorno prima, quando le aziende più esposte con Mosca erano state bersagliate. Dai picchi di metà gennaio l’azione ha perso quasi un terzo.

Nel 2021 è stato raggiunto «il livello più alto di sempre nelle acquisizioni, 6,4 miliardi, e un portafoglio ordini record di 9,5 miliardi» nota. Quattro quinti degli ordini fanno capo alla “Gas Monetization” e alla transizione energetica.

Il cda del gruppo, che per il 51% fa capo al presidente Fabrizio Di Amato, ha approvato la distribuzione di un dividendo di 60 milioni, 0,183 euro ad azione. L’azienda prevede «nei prossimi trimestri volumi di produzione in crescita, con marginalità in linea con quella media deel 2021».

L’ad Pierroberto Folgiero agli analisti finanziari ha detto che «la raccolta ordini e il backlog record forniscono una solida base per i ricavi futuri», aggiungendo che «non è previsto nessun peggioramento per l’attuale situazione sanitaria e geopolitica». Anzi, la stima ufficiale 2022 fornita dal gruppo è di ricavi crescenti: nell’anno l’azienda li vede attestarsi sui 3,4-3,6 miliardi, in crescita tra il 17 e il 24%, con margini in linea con quelli 2021 e un miglioramento della posizione di cassa netta.

Rispetto a possibili nuove sanzioni commerciali, il gruppo «ha già gestito in passato l’applicazione di regimi sanzionatori sia per gli aspetti logistico operativi, sia per gli aspetti legati alle transazioni finanziarie». Ma finora nessuna rassicurazione è servita a placare i venditori in Borsa. Maire Tecnimont è storicamente tra i più attivi operatori nel grande mercato russo degli impianti per idrocarburi.

Ma ieri ha comunicato che «la composizione e la diversificazione geografica del portafoglio ordini già in atto, unita alla consistente pipeline di iniziative commerciali in tutte le geografie, conferma il già avvenuto ribilanciamento del portafoglio ordini tra la Russia ed il resto del mondo, in relazione all’accelerazione dei programmi di investimento in petrolchimica in diverse geografie, in primis il Medio Oriente». Il gruppo «ad oggi, ha un portafoglio ordini riferito alla Russia per circa 1,5 miliardi, pari al 17% del portafoglio complessivo».

E ha chiarito che «il progetto di recente ottenuto con Rosneft per il complesso di Ryazan diventerà esecutivo non appena perfezionato il finanziamento», che per il 2022 il progetto Amursky Agpp è completato al 95%», e che «per la maggior parte delle attività nel Paese gli acquisti di materiali sono già stati per lo più emessi e in molti casi già consegnati».

Mentre per il solo progetto di ingegneria, approvvigionamento e costruzione - il Kingisepp2 - «sono previste attività di costruzione da eseguire in loco e con appalti ad aziende locali già mobilitate nei cantieri»