Azioni, obbligazioni, materie prime, depositi: le strategie per il risparmio di fronte alla crisi ucraina
di Sara Bennewitz , Vittoria Puledda , Raffaele Ricciardi , di Sara Bennewitz, Vittoria Puledda, Raffaele RicciardiMILANO - Mercati sottosopra per l'attacco della Russia all'Ucraina. Il primo giorno di conflitto ha portato a forti reazioni del comparto azionario europeo (che ha bruciato oltre 300 miliardi) e delle materie, con i picchi di gas, petrolio, ma anche grano e mais. Nella serata italiana di giovedì, però, Wall Street ha suonato la riscossa portando gli indici in positivo e dando il là al tentativo di rimbalzo odierno anche nel Vecchio continente. Tutti gli osservatori sono convinti che la volatilità la farà da padrona, perché molte forze (avversione al rischio, preoccupazione per l'inflazione, sanzioni e contromosse, reazioni delle Banche centrali) sono in gioco. Ecco, tra le diverse categorie d'investimento, un manuale per fronteggiare l'instabilità finanziaria.
Azioni, scatta la tattica difensiva
Ci sono indicazioni comuni che emergono dalle case d'affari in queste ore. Gli analisti suggeriscono ai risparm…
MILANO - Mercati sottosopra per l'attacco della Russia all'Ucraina. Il primo giorno di conflitto ha portato a forti reazioni del comparto azionario europeo (che ha bruciato oltre 300 miliardi) e delle materie, con i picchi di gas, petrolio, ma anche grano e mais. Nella serata italiana di giovedì, però, Wall Street ha suonato la riscossa portando gli indici in positivo e dando il là al tentativo di rimbalzo odierno anche nel Vecchio continente. Tutti gli osservatori sono convinti che la volatilità la farà da padrona, perché molte forze (avversione al rischio, preoccupazione per l'inflazione, sanzioni e contromosse, reazioni delle Banche centrali) sono in gioco. Ecco, tra le diverse categorie d'investimento, un manuale per fronteggiare l'instabilità finanziaria.
Azioni, scatta la tattica difensiva
Ci sono indicazioni comuni che emergono dalle case d'affari in queste ore. Gli analisti suggeriscono ai risparmiatori di passare ai titoli difensivi, quelli che operano in settori regolati (come ad esempio Terna o Inwit); quelli che offrono ritorni e rendimenti certi; i titoli finanziari; oppure quelli legati alla salute e i farmaceutici (Recordati) e i titoli della diagnostica (Diasorin); o di beni necessari come Amplifon e EssilorLuxottica.
In questa fase, gli esperti consigliano poi tutte le aziende che hanno un forte radicamento domestico e che non sono esposte con la Russia e le zone limitrofe al conflitto. Settori come lusso e alberghi, infatti, indirettamente nel breve termine potrebbero subire un contraccolpo. Si suggerisce cioè uno spostamento degli investimenti dalle aziende che prediligono la crescita e sono più esposte ai consumi - come i titoli tecnologici, quelli per la cura personale, l'abbigliamento - verso quelle industrie che magari crescono meno ma hanno flussi di cassa certi: nel gergo degli investitori si chiama flight to quality, ovvero "vola su investimenti che prediligono la qualità degli utili". Questo tipo di azioni infatti, si apprezza nei momenti di nervosismo dei mercati, paga generosi dividendi, e non perde valore nel medio lungo termine. La reazione dei mercati delle ultime ore è stata in un primo momento indirizzata proprio dalla fuga dal rischio, ma poi le azioni tecnologiche americane sono state premiate da un'ondata di ritorno degli acquisti: secondo alcuni osservatori, la reazione iniziale - soprattutto per il mercato Usa che è meno collegato alla Russia - è stata forse troppo esagerata e quindi i grandi colossi del tech sono tornati ad esser visti come occasione di stabile investimento. Credit Suisse suggerisce infatti di puntare sulle grande aziende, e tra i Paesi più interessanti consiglia proprio l'Italia, con il Giappone e gli Stati Uniti. La banca elvetica suggerisce anche i titoli legati al petrolio e ai servizi energetici, che però potrebbero subire forti sbalzi nel caso in cui l'emergenza rientrasse.
I bond tengono meglio: il rifugio dei titoli di Stato
La guerra colpisce meno duramente le obbligazioni rispetto alle azioni. Non tutti i bond sono uguali, certo, ma anche in questo ambito il ruolo “difensivo” è stato confermato con gli investitori portati a rifugiarsi nelle attività meno rischiose. Tra queste, ci sono i titoli di Stato. Meglio se di emittenti considerati molto affidabili, come gli Stati Uniti e la Germania (poche ore dopo l’attacco russo, entrambi questi bond si erano apprezzati di oltre 10 punti base). Anche i Btp italiani hanno registrato rialzi nelle quotazioni, in particolare quelli legati all’inflazione europea. Inoltre, c’è un altro fattore che in questa fase sta sostenendo le obbligazioni: il mercato scommette che durante una guerra in Europa, le banche centrali (e in particolare la Bce) saranno molto prudenti nell’azionare la leva dei tassi, per non aggiungere altre ragioni di incertezza alla crescita. Lo ha detto apertamente il governatore austriaco, ieri, in un'intervista alla Bloomberg e l'effetto si è subito fatto sentire sullo spread tra Btp e Bund tedeschi, che fin lì era in leggera crescita: dagli oltre 170 punti ai quali viaggiava, ha invertito rotta fin sotto 165 punti.
Per un pericolo di stretta monetaria che rientra, cresce invece quello di segno opposto, l’inflazione, che tra sanzioni e ritorsioni potrebbe salire ancora. Tra questi due poli si muoveranno i titoli di Stato (e le obbligazioni in genere). Ma, per il momento, registrano bonaccia: anche l’asta Bot semestrale di giovedì mattina ha registrato una buona domanda e rendimenti-fotocopia rispetto all’ultima emissione di gennaio scorso.
Valute e materie prime, l'incertezza premia dollaro&Co.
Il trasferimento dei capitali verso i cosiddetti beni rifugio riguarda anche il valutario, che premia le divise meno esposte al conflitto: di solito è il dollaro a fungere da porto sicuro per eccellenza, anche perché è la divisa con cui vengono scambiate le principali materie prime. Tuttavia Credit Suisse, che ha una posizione neutrale sul biglietto verde, suggerisce di puntare su monete sicure e più sottovalutate come il dollaro canadese, quello neozelandese, e la corona norvegese. Di contro, di evitare monete come lo yen giapponese che è esposto a un economia di tassi bassi.
Quanto alle materie prime, sicuramente il petrolio e il gas sono quelle che è più destinato anche in un ottica speculativa ad apprezzarsi per effetto del conflitto tra Russa e Ucraina. Secondo Barclays, dato la situazione attuale, i prezzi di petrolio e gas sono destinati a mantenersi alti nel medio termine.
Depositi, rischio inflazione ad aggredire i risparmi
Per quanto riguarda i soldi che gli italiani hanno copiosamente depositato in banca durante i due anni di pandemia, il pericolo numero uno è quello di una spirale che faccia accelerare la crescita dei prezzi e quindi inasprire la "tassa nascosta" che deriva dalla morsa dell'inflazone sul denaro depositato senza remunerazione. In queste ore i prezzi energetici sono schizzati: il petrolio Brent, il riferimento per il mercato europeo, è arrivato sopra 105 dollari al barile portando il balzo da inizio anno intorno al +33%. Ancor più repentinamente si è mosso il gas, che all'olandese Ttf, il mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale in Europa, ha visto i future salire del 40% a 125 euro a Megawattora. Sappiamo da mesi, ormai, come l'energia sia fondamentale nel dirigere l'inflazione nel complesso. Prendiamo il dato Istat di gennaio: i prezzi sono cresciuti del 4,8% tendenziale. La gran parte di questo aumento si deve alle divisioni di spesa che contengono i beni energetici regolamentati: il solo capitolo "Abitazione, acqua, elettricità e combustibili" pesa infatti per oltre 2,4 punti percentuali dell'aumento complessivo. D'altra parte, sappiamo dalla recente indagine Fabi che i conti correnti sono diventati il "mattone" degli italiani, che vi hanno depositato 1.604 miliardi. Nei due anni di pandemia, tra c/c e contanti si sono accumulati oltre 150 miliardi di euro in più. Se sull'ammontare complessivo depositato - che verosimilmente non offre remunerazione, visti i livelli attuali di tassi - proiettiamo per un intero anno l'inflazione di gennaio, ne deriva un impoverimento potenziale da 76 miliardi di euro. Solo per dovere di cronaca, visto che non ci sono dubbi sulla tenuta degli istituti finanziari, giova ricordare che fino a 100mila euro i depositi sono garantiti dall'apposito Fondo interbancario.
Panico esagerato? Le possibili forme di copertura
Tra gli analisti finanziari domina ovviamente la cautela in queste ore, anche perché non è ancora chiaro fino a che punto si spingeranno le sanzioni che l'Occidente vorrà opporre all'azione di Putin e quindi le conseguenze dell'invasione in Ucraina restano indefinite. La volatilità è ai massimi, e questo è un fatto: il famoso indice Vix della paura, spiega Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, è ai picchi dell'anno sopra 36 punti. Se però si guarda a quanto sta accadendo dagli Stati Uniti, c'è chi parla di una sovra-reazione da parte degli investitori. Altaf Kassam, EMEA Head of Investment Strategy & Research di State Street Global Advisors, annota che il forte movimento sui mercati delle prime ore "sembra essere causato dal sentiment piuttosto che da fattori economici, in cui sembra che i mercati siano passati dalla modalità "wait and see" a quella del panico". La riapertura odierna sembra avvalorare questa lettura, secondo la quale le reazioni iniziali "potrebbero essere in realtà esagerate, spingendoci ad aggiungere un po' di rischio in modo misurato". Ciò non esime comunque i gestori dall'adottare alcune scelte di copertura: State Street menziona in particolare "Treasuries Usa" a lunga maturità "e future sul Vix", mantenendo "il nostro sovrappeso sulle materie prime, che dovrebbero essere (e si stanno dimostrando) l'unica asset class che può beneficiare di questa escalation del rischio geopolitico". Se queste, da una parte, sono un pericolo per la spinta ulteriore all'inflazione, "il mercato sta ora valutando che l'azione della Banche Centrali dovrebbero diventare più dovish, e che il numero di rialzi dei tassi e il loro ritmo dovrebbero diminuire".