Economia

Scontro tra colossi: il fondo sovrano norvegese contro il maxi stipendio di Tim Cook in Apple

Scontro tra colossi: il fondo sovrano norvegese contro il maxi stipendio di Tim Cook in Apple
(reuters)
Il veicolo da 1.300 miliardi di dollari segue l'indicazione dei consulenti di Iss e annuncia voto contrario sul pacchetto retributivo del ceo di Cupertino, che ha sfiorato i 100 milioni di dollari tra salario e azioni
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MILANO - Mentre l'attenzione (e le paure) del mondo si concentrano sull'Ucraina, due pesi massimi della finanza globale si preparano allo scontro. Da una parte il fondo sovrano più dotato di risorse del mondo, quello norvegese che siede su 1.300 miliardi di dollari in gran parte alimentati grazie allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi. Dall'altra parte la società che vale di più al mondo: Apple, che capitalizza quasi 2.700 miliardi di dollari. Oggetto del contendere: le politiche salariali della società della Mela, compresa la remunerazione da quasi 99 milioni di dollari - tra bonus e salario - per il ceo Tim Cook.

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Il fondo seguirà così le indicazioni di Iss, l'advisor che indirizza i voti del mercato presso le maggiori assemblee, che pochi giorni fa aveva dato l'indicazione "contraria" sul pacchetto di remunerazione del numero uno di Cupertino. Domenica, il fondo norvegese ha fatto sapere che la seguirà e che sosterrà anche le mozioni degli azionisti che chiedono maggiori sforzi ambientali e sociali.

Secondo la Reuters, con l'1,03% di Apple, il fondo norvegese è l'ottavo azionista dell'azienda degli iPhone. In una lettera riportata dal Financial Times, Iss giustifica il suo scetticismo parlando di "significative preoccupazioni" in merito all'assegnazione di titoli a Cook dello scorso anno, la prima volta che questa forma di premio gli è toccata dal 2011. Già nel 2015, ricorda il quotidiano della City, il proxy advisor espresse parere negativo. Il pacchetto oggetto di discordia ha previsto una parte in azioni valutata allora 82 milioni di dollari, in aggiunta a un bonus cash di 12 milioni e al salrio da 3 milioni. Nel mirino sono finite anche le spese aggiuntive, oltre 600mila dollari per la sua sicurezza elaltre 712mila per l'uso del jet privato che a detta di Iss sono "ben al di sopra" dei conti presentati da società paragonabili. Ai tempi dell'assegnazione, fece rumore il "multiplo" tra lo stipendio di Cook (tutto compreso) e quello medio di un dipendente di Cupertino: 1.447 volte tanto.

Dal canto suo, il fondo norvegese - nel mirino perché deve la sua ricchezza proprio allo sfruttamento dei giacimenti - ha messo la sostenibilità al centro della strategia da quando Nicolai Tangen ha assunto la guida e la gestione del portafoglio di oltre 9mila partecipazioni azionarie. Come ricorda il Ft, però, per Apple l'indicazione che arriverà dagli azionisti non sarà vincolante.

Si aggiunge così un capitolo alla saga dei fondi che battagliano in assemblea per questioni che spaziano dall'attenzione all'ambiente, al rispetto dei diritti dei lavoratori, alla governance. Dietro ci sono le motivazioni più svariate, anche perché spesso ad agire in prima persona sono attivisti di Wall Street che finora non hanno certo disdegnato i guadagni offerti dai raid finanziari nelle società dove hanno messo piede. Tra gli ultimi, a fare notizia è stato Carl Icahn, ottuagenario investitore che ha ispirato il Gordon Gekko di stoniana memoria, che si è schierato in difesa delle scrofe a suo dire maltrattate da McDonald's. Un anno fa, di questi tempi, faceva notizia il voto contrario alla politica di remunerazione in Starbucks.