ROMA - Una tariffa più bassa nei pedaggi autostradali per chi inquina di meno, o viaggia in orari in cui non intasa le strade. Un semaforo "intelligente" che non blocca le automobili nei momenti morti. Più colonnine di ricarica elettriche e più sistemi di rifornimento di idrogeno verde e biometano, un monitoraggio più accurato delle situazioni che possono generare pericolo, per evitare la congestione e prevenire incidenti. Questo e molto altro in "Mercury", il programma di Autostrade per l'Italia che "deve il suo nome al dio Mercurio", spiega l'amministratore delegato Roberto Tomasi, ma anche al "Project Mercury", il pirmo programma spaziale Usa a prevedere missioni nello spazio con equipaggio.
Una serie di interventi e di progetti in parte già avviati, in parte da avviare o da portare a termine, che entro tre/quattro anni, assicura Tomasi, saranno completati e produrranno effetti sulla mobilità e sulla sicurezza. Per un costo difficile da quantificare: circa 200 milioni, e comunque tutti gli investimenti fanno parte del grande piano nvestimenti da 21,5 miliardi di euro per i prossimi dieci anni, 7 dei quali destinati alla manutenzione della rete autostradale, di ponti, viadotti e gallerie e 9,4 per le nuove opere. Un piano che prevede anche 2900 assunzioni da qui al 2024, che si aggiungeranno agli oltre 9 mila dipendenti del gruppo.
Per realizzare Mercury verranno impegnate energie e risorse delle società specializzate del Gruppo Autostrade: Movyon, che studia soluzioni per la mobilità innovativa e le smart cities, Elgea, la newco che si occupa di energie rinnovabili, Pavimental, società che si occupa della manutenzione di strade e autostrade, Tecne, società d'ingegneria, e Freetox, società dedicata allo sviluppo di servizi avanzati per la mobilità.
"Strade, autostrade e infrastrutture che dialogano con il mezzo", riassume Tomasi. Ricordando i momenti peggiori per il Gruppo, all'indomani della tragedia del Ponte Morandi, adesso l'Ad di Autostrade guarda con molto ottimismo al futuro, e il futuro è la mobilità intelligente, della quale fa parte anche la spinta che i gestori devono dare alla diffusione e al sempre maggiore uso dell'auto elettrica. Per questo Autostrade pianifica per quest'anno 50 aree di servizio infrastrutturate con la ricarica elettrica ad alta potenza e superveloce, che si completa in 15/20 minuti, e per giugno 2023 si arriverà a 100 aree di servizio con la ricarica elettrica, da Nord a Sud, in modo da coprire l'intera rete Aspi. Ma le aree di servizio non saranno più quelle che noi conosciamo: "Ci saranno anche zone di coworking, saranno progettate per una sosta un po' più lunga".
Tra i progetti di particolare interesse quello sulla "modulazione del pedaggio": non più tariffe uguali per tutti, ma sconti per chi subisce il traffico, o per chi viaggia in ore di minor congestione, o con veicoli che inquinano di meno. Con un sistema di scambio con i centri urbani, per cui con "Urban Mobility", uno dei cinque filoni di "Mercury", il sistema autostradale si integrerà con la mobilità delle aree metropolitane attraverso la prenotazione e il pagamento della sosta abbinata magari con la fornitura di servizi (la bicicletta, ha ipotizzato l'ad di Autostrade), e la ottimizzazione del controllo semaforico del traffico. Una parte dei progetti è dedicato alla gestione intelligente dei mezzi pesanti, per la prevenzione degli incidenti stradali.