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La mappa degli yacht degli oligarchi che evidenzia le imbarcazioni che fanno capo alle persone sanzionate dalla Ue, è stata twittata e aggiornata dal profilo twitter @PutinIsAVirus 

Caccia grossa agli oligarchi di Putin. Tra acciaio, finanza e Costa Smeralda: ecco gli uomini nel mirino di Usa e Ue

La Ue pubblica la lista dei 26 uomini d'affari più vicini a Putin e gli Stati Uniti costruiscono una task force per andare a cercare tutti i loro patrimoni all'estero. Lo stesso potrebbero fare Gran Bretagna e Francia. Per sfuggire ai controlli i megayacht che d'estate soggiornano in Costa Smeralda ora si stanno spostando verso il Montenegro e le Maldive
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MILANO - Nella serata di lunedì 28 febbraio la Ue ha pubblicato una lista di 26 nomi di uomini d'affari legati strettamente al presidente russo Vladimir Putin. Si tratta dei famigerati oligarchi, diventati miliardari alla fine degli anni '90 con le privatizzazioni delle ex aziende di Stato, nei settori del petrolio, dell'acciaio, delle materie prime, e che poi nel corso degli anni Duemila fino ai giorni nostri hanno investito le loro fortune nei mercati occidentali comprando palazzi nelle città, ville nelle località più prestigiose e yacht di dimensioni enormi. Al momento in cui si scrive la Cnbc segnala che in base ai dati della Marine Traffic almeno quattro megayacht degli oligarchi russi sono in navigazione e stanno cercando di mettersi al riparo in paesi come il Montenegro e le Maldive, dove non esistono accordi di estradizione (Nella foto: la mappa degli yacht degli oligarchi che evidenzia le imbarcazioni che fanno capo alle persone sanzion…

MILANO - Nella serata di lunedì 28 febbraio la Ue ha pubblicato una lista di 26 nomi di uomini d'affari legati strettamente al presidente russo Vladimir Putin. Si tratta dei famigerati oligarchi, diventati miliardari alla fine degli anni '90 con le privatizzazioni delle ex aziende di Stato, nei settori del petrolio, dell'acciaio, delle materie prime, e che poi nel corso degli anni Duemila fino ai giorni nostri hanno investito le loro fortune nei mercati occidentali comprando palazzi nelle città, ville nelle località più prestigiose e yacht di dimensioni enormi. Al momento in cui si scrive la Cnbc segnala che in base ai dati della Marine Traffic almeno quattro megayacht degli oligarchi russi sono in navigazione e stanno cercando di mettersi al riparo in paesi come il Montenegro e le Maldive, dove non esistono accordi di estradizione (Nella foto: la mappa degli yacht degli oligarchi che evidenzia le imbarcazioni che fanno capo alle persone sanzionate dalla Ue, è stata twittata e aggiornata dal profilo twitter @PutinIsAVirus).

LA DIRETTA del conflitto in Ucraina

Finora questi signori del denaro russo, quasi sempre veicolato attraverso paradisi fiscali e attraverso il sistema bancario di Cipro, avevano giurato fedeltà a Putin, promettendo di assecondare tutte le mosse del presidente in cambio del mantenimento delle loro ricchezze. Chi non ha obbedito a questo patto occulto, come Mikhail Khodorkovsky, ex proprietario del colosso petrolifero Yukos, è stato spogliato delle proprietà e mandato in carcere con accuse false.

Qualche incrinatura su questo sistema di potere e denaro sembra però manifestarsi. Negli ultimi giorni due degli oligarchi più vicini a Putin, cioé Mikhail Fridman e Oleg Deripaska, hanno espresso opinioni contrarie alla guerra in Ucraina. Fridman, uno degli uomini più ricchi della Russia, attraverso il fondo di private equity LetterOne (il fondno ha attività nella società inglese Holland & Barrett, che opera nella distribuzione di cibo al dettaglio) e fondatore della Alfa Bank, la banca privata più grande di Russia, in una lettera ai suoi dipendenti si è appellato a una fine dello spargimento di sangue. Queste parole non gli hanno impedito di entrare nella lista nera pubblicata dalla Ue.

Nelle stesse ore il fondatore del gruppo dell'alluminio Rusal, Deripaska, in un post sulla piattaforma Telegram ha auspicato che la pace possa arrivare "il più velocemente possibile" e successivamente che "la pace è molto importante". Rusal possiede una partecipazione nella società EN+ Group quotata alla Borsa di Londra. Deripaska non è stato incluso nella lista Ue.

Un'altra voce dissonante è venuta dalla figlia di Roman Abramovich, altro oligarca molto consolidato a Londra dove possiede il Chelsea, la squadra di calcio in vetta alla premier League e la cui proprietà è stata trasferita nei giorni scorsi dallo stesso Abramovich a una Fondazione. Abramovich è stato chiamato dall'entourage di Zelensky lunedì scorso a partecipare al primo incontro tra le delegazioni russa e ucraina per cercare di trovare un accordo. Non si sa quanto questa cosa sia stata gradita da Putin ma Abramovich non è incluso nell'elenco della Ue sugli uomini più vicini al presidente. 

Tra gli uomini in cima alla lista della Ue c'è Igor Sechin, già colpito dalle sanzioni del 2014 introdotte in seguito all'invasione della Crimea. Sechin è indicato dalla Ue le persone della cerchia di Putin che ricevono profitti finanziari e importanti incarichi in cambio di subordinazione e fedeltà. È stato incaricato dal presidente di svolgere compiti importanti e difficili ed è stato ricompensato con la guida di Rosneft e con grandi ricchezze. Sechin in qualità di amministratore delegato di Rosneft ha buoni rapporti con diverse realtà italiane, tra cui sicuramente Eni con cui è socia in Egitto nella concessione di Shourouk. Nel 2017 Rosneft ha acquisito per 1,125 miliardi il 30% della joint venture che controlla il mega giacimento a gas di Zohr, lasciando alla società italiana il 60% mentre alla Bp fa capo l'altro 10%.

Nel 2013 Rosneft aveva acquisito il 20% della Saras, la raffineria della famiglia Moratti con base in Sardegna, poi ceduta nel 2017. Mentre nel 2014 la società guidata da Sechin è entrata con una partecipazione di minoranza nella Pirelli, all'indomani dello scontro azionario tra Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza. Questa partecipazione esiste ancora oggi ma il legame con Rosneft è stato contestato da una corte arbitrale di Mosca che ha negato il collegamento con il fondo lussemburghese titolare della partecipazione in Pirelli. Sechin ogni anno è ospite al Forum di Verona Eurasia il cui promotore è Antonio Fallico, plenipotenziario di Intesa Sanpaolo a Mosca. E vista la buona accoglienza ricevuta in Italia Sechin naviga ogni estate con il suo yacht "Amore Vero" in Costa Smeralda dove ha anche acquistato delle proprietà vicino a Porto Cervo.

Lo stesso fa Alisher Usmanov, un patrimonio stimato in 18,4 miliardi di dollari che proviene in gran parte dal gigante dell'acciaio Metalloinvest. Con il suo Dilbar, 156 metri di lunghezza, è di casa al Pevero dove i suoi marinai fanno la spola per portare gli ospiti dalle ville al mega yacht. Usmanov è stato uno dei primi ad approdare nella costa costruita dall'Aga Khan acquistando la villa di Antonio Merloni a Romazzino. Usmanov è sposato con la ex ginnasta di origini ebraiche Irina Viner, allenatrice di Alina Kabaeva, grande talento della ginnastica russa che i media definiscono come amante di Putin.

Nelle acque turchesi della Costa Smeralda la scorsa estate ha fatto capolino proveniente da Gibilterra il "Nord", il nuovo megayacht di 142 metri di Alexei Mordashov, 56 anni, principale azionista del gruppo metallurgico Severstal e titolare di un patrimonio oltre i 25 miliardi di dollari. Mordashov nel 2013 aveva rilevato dalla famiglia Lucchini le acciaierie di Piombino ma non è riuscito a rilanciarle e dopo un breve periodo le ha lasciate in mano alle banche creditrici. In quell'anno ha anche acquistato la villa Parodi a Portisco, a sud di Porto Cervo, per 66 milioni, ed è stato accusato di evasione fiscale per 6 milioni.