Tim, svalutazioni fino a quattro miliardi
di Sara Bennewitz , di Sara BennewitzMILANO - Telecom Italia volta pagina con la passata gestione con una pulizia di bilancio da 4 miliardi. E guarda con fiducia a un futuro dove i servizi offerti ai clienti saranno separati dalla sua rete, destinata con tutta probabilità a fondersi con la rivale Open Fiber. Oggi il cda del gruppo guidato da Pietro Labriola dovrà approvare i numeri del 2021: a causa di un impairment sugli attivi e di un accantonamento da 540 milioni relativo agli accordi con Dazn, i conti si tingeranno di rosso costringendo Tim a cancellare la cedola per le azioni ordinarie.
Ma le novità non finiscono qui: domani è in agenda un cda di Cassa Depositi e Prestiti (socia al 60% di Open fiber e al 9,8% di Tim): stando a fonti finanziare, si dovrebbe discutere dell’accordo in cui l’istituto guidato da Dario Scannapieco si impegna insieme a Tim a dare vita alla rete unica. Interpellata, Cdp ha risposto con un «no comment».
Il progetto di un’unica infra…
MILANO - Telecom Italia volta pagina con la passata gestione con una pulizia di bilancio da 4 miliardi. E guarda con fiducia a un futuro dove i servizi offerti ai clienti saranno separati dalla sua rete, destinata con tutta probabilità a fondersi con la rivale Open Fiber. Oggi il cda del gruppo guidato da Pietro Labriola dovrà approvare i numeri del 2021: a causa di un impairment sugli attivi e di un accantonamento da 540 milioni relativo agli accordi con Dazn, i conti si tingeranno di rosso costringendo Tim a cancellare la cedola per le azioni ordinarie.
Ma le novità non finiscono qui: domani è in agenda un cda di Cassa Depositi e Prestiti (socia al 60% di Open fiber e al 9,8% di Tim): stando a fonti finanziare, si dovrebbe discutere dell’accordo in cui l’istituto guidato da Dario Scannapieco si impegna insieme a Tim a dare vita alla rete unica. Interpellata, Cdp ha risposto con un «no comment».
Il progetto di un’unica infrastruttura in fibra era già stato avallato nell’agosto 2020, quando il fondo di investimento Kkr aveva rilevato il 37,5% di Fibercop (la rete Tim che dagli armadietti entra nelle case di tutti gli italiani). Ora, però, il perimetro della nuova rete dovrebbe essere allargato anche ai cavi sottomarini di Sparkle, in modo da presentare a tutti gli operatori di telefonia in Italia e all’estero un’offerta wholesale che garantisca l’accesso a pari condizioni. La società della rete unica potrebbe utilizzare così le risorse del Pnrr; senza contare che in vista dello scorporo dei servizi dalla rete, l’operazione dovrebbe anche essere più semplice da essere digerita ai fini antitrust. Su questo punto c’è chi ritiene che un via libera alla fusione tra le due reti potrebbe arrivare in 12-18 mesi; e chi invece vede in Bruxelles uno scoglio difficile da superare in tempi brevi, anche qualora Tim non sia più una società di telefonia verticalmente integrata.
Ieri, intanto, Labriola avrebbe avuto dei colloqui informali con le agenzie di rating, illustrando un piano che nel breve termine prevede un peggioramento del rapporto debito/margini (attesi a 3,3 a fine 2021 con passività in aumento rispetto ai piani originali a 17,6 miliardi). Per questo Telecom avrebbe già messo in piedi azioni correttive, come la vendita delle torri di Inwit al fondo Ardian, da cui potrebbe ricavare 1,4 miliardi di euro, insieme a un nuovo maxi piano di taglio dei costi. Le efficienze da realizzare nel prossimo triennio non dovrebbero però ripercuotersi sul personale. Nonostante l’allerta dei sindacati in vista dello scorporo della rete, da qui al 2024 Tim avrebbe in programma solo esodi volontari e incentivati per 4 mila dipendenti, scivoli e ammortizzatori sociali per altri 4 mila.
Il piano stand alone che il cda di Tim dovrebbe approvare oggi, non dà ancora una risposta al fondo Kkr, che lo scorso novembre ha manifestato l’interesse a lanciare un’offerta a «un prezzo indicativo di 0,505 euro per azione». Resta inteso che se Tim e Cdp procedessero sulla via della rete unica, per il fondo Usa - che è solito fare solo offerte amichevoli - sarebbe difficile farsi avanti con un’Opa per rilevare il controllo di tutto il gruppo. Il venir meno della possibile Opa di Kkr e l’attesa di un 2021 in forte calo ieri hanno fatto crollare le azioni Tim del 9% a 0,34 euro, ai livelli dello scorso novembre prima che il fondo Usa palesasse il suo interesse.