Ultimo compressore Acc: dopo 50 anni la fabbrica del Vajont cambia pelle, ma si salveranno solo 150 operai
di Marco Patucchi , di Marco PatucchiFine di un'epopea industriale. Con il turno pomeridiano e con l'ultimo compressore 'sfornato' dalla Wanbao Acc di Mel, nel Bellunese, si è chiusa la storia dell'Italia produttrice di motori per frigoriferi "Un patrimonio di meccanica, tecnologia, saperi operai, dilapidato per supponente inerzia", dice Stefano Bona che guida la Fiom-Cgil di Belluno. Se non altro, almeno qui, nella fabbrica creata oltre 50 anni fa per lenire le ferite sociali e economiche della tragedia del Vajont, c'è ancora un futuro di lavoro con il progetto di riconversione industriale che, però, salverà il posto solo a una parte delle operaie e degli operai (150 su 250).
E' andata peggio ai quasi 400 lavoratori della Ex Embraco di Riva di Chieri (Torino), l'altro produttore nazionale di compressori, ormai ferma da tempo e che per una brevissima stagione sembrava potesse essere rilanciata in tandem proprio con la Acc: l'illusione del pr…
Fine di un'epopea industriale. Con il turno pomeridiano e con l'ultimo compressore 'sfornato' dalla Wanbao Acc di Mel, nel Bellunese, si è chiusa la storia dell'Italia produttrice di motori per frigoriferi "Un patrimonio di meccanica, tecnologia, saperi operai, dilapidato per supponente inerzia", dice Stefano Bona che guida la Fiom-Cgil di Belluno. Se non altro, almeno qui, nella fabbrica creata oltre 50 anni fa per lenire le ferite sociali e economiche della tragedia del Vajont, c'è ancora un futuro di lavoro con il progetto di riconversione industriale che, però, salverà il posto solo a una parte delle operaie e degli operai (150 su 250).
E' andata peggio ai quasi 400 lavoratori della Ex Embraco di Riva di Chieri (Torino), l'altro produttore nazionale di compressori, ormai ferma da tempo e che per una brevissima stagione sembrava potesse essere rilanciata in tandem proprio con la Acc: l'illusione del progetto Italcomp, il polo nazionale dei compressori che il governo giallorosso aveva immaginato (con l'allora sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde) e che l'esecutivo Draghi (con la Todde questa volta viceministra di Giancarlo Giorgetti) ha ritenuto impraticabile.