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Draghi a Bruxelles, pressing sulla Ue su energia e migranti: "Compensazione a tutela di cittadini e imprese"

(reuters)
Le priorità: profughi e indipendenza dal gas russo: "E' il momento di solidarietà e accoglienza, valori che l'Italia mette in pratica da anni". Il vertice con von der Leyen, che annuncia: "Mosca sconsiderata, lavoriamo a nuove sanzioni"
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BRUXELLES - L'Italia ''farà la sua parte'' nella sfida dell'accoglienza dei profughi ucraini. Appena arrivato nel palazzo della Commissione europea, e prima di iniziare il faccia a faccia con la Presidente Ursula von der Leyen, Mario Draghi promette il massimo sforzo per fronteggiare un'emergenza migratoria che non ha pari nella storia degli ultimi decenni in Europa. Il capo del governo ricorda l'impegno italiano anche in altre fasi e nei confronti di altri flussi migratori, un segnale che appare chiaro: serviranno solidarietà e condivisione dei problemi. ''L'Italia sostiene pienamente l'Unione Europea anche nella gestione della crisi migratoria - dice Draghi - Questo è il momento della solidarietà e dell'accoglienza, valori fondanti dell'Unione e princìpi che l'Italia mette in pratica da anni''. Nel frattempo, pieno sostegno alla direttiva europea sulla protezione temporanea degli s…

BRUXELLES - L'Italia ''farà la sua parte'' nella sfida dell'accoglienza dei profughi ucraini. Appena arrivato nel palazzo della Commissione europea, e prima di iniziare il faccia a faccia con la Presidente Ursula von der Leyen, Mario Draghi promette il massimo sforzo per fronteggiare un'emergenza migratoria che non ha pari nella storia degli ultimi decenni in Europa. Il capo del governo ricorda l'impegno italiano anche in altre fasi e nei confronti di altri flussi migratori, un segnale che appare chiaro: serviranno solidarietà e condivisione dei problemi. ''L'Italia sostiene pienamente l'Unione Europea anche nella gestione della crisi migratoria - dice Draghi - Questo è il momento della solidarietà e dell'accoglienza, valori fondanti dell'Unione e princìpi che l'Italia mette in pratica da anni''. Nel frattempo, pieno sostegno alla direttiva europea sulla protezione temporanea degli sfollati: "Il 3 marzo abbiamo sostenuto la storica approvazione dell'attuazione della Direttiva europea sulla protezione temporanea degli sfollati. Continueremo a fare la nostra parte, anche grazie al lavoro che stanno facendo il Ministero dell'Interno, le prefetture, i Comuni, per cui li ringrazio''.

Ma non ci sono solo i rifugiati, a preoccupare. Allo stesso tempo, urge trovare soluzioni per liberarsi dalla ''dipendenza'' energetica da Mosca. E questo perché nell'agenda dell'Occidente, su spinta di Stati Uniti e Francia, c'è anche la messa al bando del petrolio e del gas russo. L'obiettivo è ragionare di ''meccanismi di diversificazione, riorganizzazione e compensazione, a tutela dei cittadini e delle imprese''. Sul tavolo c'è la richiesta italiana di sostegni alle capitali più esposte e a una sorta di Recovery sull'energia, anche con meccanismi di indebitamento comune dei paesi membri, come già avvenuto in occasione della pandemia. ''L'Italia è al lavoro per ridurre in tempi rapidi la sua dipendenza dal gas russo'', insomma. E guarda oltre confine, in una complessa corsa contro il tempo. ''Sabato ho sentito al telefono l'emiro del Qatar, Al Thani - ricorda Draghi - con cui ho discusso in particolare di come rafforzare la cooperazione energetica tra i nostri Paesi''.

L'unità come valore, sostiene il premier: ''Questa unità - anche con gli alleati della NATO e del G7 - è la nostra principale forza. È essenziale mantenerla nell'affrontare tutte le conseguenze che questa crisi avrà sull'Unione Europea, come l'accoglienza dei rifugiati dall'Ucraina e la tutela della sicurezza energetica per cittadini e imprese''. È un passaggio chiave, perché Draghi si prepara a chiedere a Bruxelles e agli Stati membri sostegno, soprattutto sul fronte energetico, visto che Roma è tra le più esposte a causa della dipendenza del gas russo. Se ne ragionerà a Versailles già giovedì e venerdì, in occasione del Consiglio straordinario convocato da Macron.

La via della soluzione diplomatica alla guerra resta in campo, aggiunge Draghi. ''Il Governo è pienamente impegnato per cercare tutte le vie diplomatiche per porre fine al conflitto. Nella giornata di ieri, ho telefonato al Presidente Zelensky, a cui ho ribadito la solidarietà del Governo e del popolo italiano. L'Ucraina è parte della famiglia europea e l'Italia intende continuare a sostenerla''. Un altro snodo che si porrà nelle prossime settimane, perché Kiev ha chiesto l'adesione immediata all'Unione europea.

Nel frattempo persegue il pressing diplomatico, anche con il congelamento dei beni degli oligarchi russi. ''La Banca d'Italia ha chiesto agli istituti di credito di comunicare le misure di congelamento applicate, e di fornire i dettagli sui soggetti coinvolti e sul valore e la natura dei beni''. E aggiunge: ''Dobbiamo agire tutti con la massima rapidità''. Draghi ringrazia von der Leyen per il lavoro svolto nella crisi. Sottolinea la ''prova di straordinaria unità'' data dall'Unione, capace di imporre sanzioni ''senza precedenti'' a Mosca e fornire ''aiuti finanziari, umanitari, militari per difendersi dall'aggressione russa'' al presidente Zelensky.

La stessa von der Leyen anticipa che nuove misure potranno arrivare. "Discuteremo anche del nuovo pacchetto per le sanzioni. Sapete che abbiamo già tre pacchetti di pesanti sanzioni, ma adesso dobbiamo assicurarci che non ci siano scappatoie. Soprattutto che l'effetto delle sanzioni sia massimizzato". Le misure fin qui prese - sulle quali Draghi invita "tutti i nostri Paesi" a fare come l'Italia - per von der Leyen "sono già estremamente pesanti. Ma considerata "l'evoluzione della situazione in Ucraina" e l'attacco "sconsiderato del Cremlino a cittadini, donne, bambini, uomini, naturalmente stiamo lavorando anche su ulteriori sanzioni".