Bce, un punto per i falchi. Lagarde avvicina la stretta, anche se guerra e inflazione fanno paura
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Mai come in queste settimane lo spettro di una stagflazione, cioè di una velenosa combinazione tra una crescita al lumicino e un'inflazione alle stelle ha minacciato l'Europa. "L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia segna una svolta in Europa" ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde. Fino al 24 febbraio i guardiani dell'euro guardavano ancora all'aumento dei prezzi come a una conseguenza della robusta ripresa post pandemia e dei colli di bottiglia, soprattutto asiatici, nelle materie prime. Insomma, come a un fenomeno temporaneo. Purtroppo, la guerra in Ucraina ha acuito mostruosamente questo scenario e costringe la Bce a un funambolismo senza precedenti - anche perché gli effetti del conflitto si faranno sentire molto più sulla nostra crescita economica che su quella americana.
La Bce, questo è emerso molto chiaramente da indiscrezioni raccolte nei giorni scorsi ma anche dalle parole di…
BERLINO - Mai come in queste settimane lo spettro di una stagflazione, cioè di una velenosa combinazione tra una crescita al lumicino e un'inflazione alle stelle ha minacciato l'Europa. "L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia segna una svolta in Europa" ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde. Fino al 24 febbraio i guardiani dell'euro guardavano ancora all'aumento dei prezzi come a una conseguenza della robusta ripresa post pandemia e dei colli di bottiglia, soprattutto asiatici, nelle materie prime. Insomma, come a un fenomeno temporaneo. Purtroppo, la guerra in Ucraina ha acuito mostruosamente questo scenario e costringe la Bce a un funambolismo senza precedenti - anche perché gli effetti del conflitto si faranno sentire molto più sulla nostra crescita economica che su quella americana.
La Bce, questo è emerso molto chiaramente da indiscrezioni raccolte nei giorni scorsi ma anche dalle parole di Lagarde, si è ormai spaccata tra i "falchi" che vorrebbe agire per contrastare anzitutto le impennate dei prezzi - che sono ormai "più estese" e non solo rilevabili nell'ambito energetico, come ha ammesso Lagarde - con un ritorno veloce a tassi di interesse più alti. E dall'altra parte della barricata, le "colombe" mantengono un occhio più attento alle conseguenze delle bombe e delle sanzioni sull'economia europea: sono i banchieri centrali che hanno frenato su una stretta troppo ravvicinata. La Bce ha rivisto pesantemente in peggio sia le stime sulla crescita, sia quelle sull'andamento dei prezzi.