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Mosca minaccia: “La stazione spaziale può precipitare”

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L'Iss è nata dall'alleanza con Usa Giappone, Canada e Ue. Ma ora l'agenzia russa è nella lista nera delle sanzioni
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MOSCA - Era l'ultimo avamposto di pace. La casa dell'umanità nello Spazio. Sin da quando i primi astronauti e cosmonauti vi hanno messo piede nel 2000, la Stazione Spaziale internazionale (Iss) è stata un'isola di cooperazione immune ai conflitti terrestri. Non stavolta. L'Iss potrebbe persino "precipitare" sulla Terra, ha minacciato ieri Dmitrij Rogozin, l'ex vicepremier a capo di Roskosmos, l'agenzia spaziale russa, in risposta alle sanzioni seguite all'offensiva russa in Ucraina. E non era la prima volta.

L'Iss si regge sulla mutua collaborazione tra la Russia e altre 14 nazioni. Una parte della Stazione è stata costruita ed è operata da Roscosmos, l'altra parte dalla Nasa insieme alle agenzie spaziali di Europa, Giappone e Canada. Ciascuna dipende dall'altra: la parte occidentale fornisce l'energia elettrica a quella russa, la parte russa fornisce la propulsione necessaria di tanto in tanto, in medi…

MOSCA - Era l'ultimo avamposto di pace. La casa dell'umanità nello Spazio. Sin da quando i primi astronauti e cosmonauti vi hanno messo piede nel 2000, la Stazione Spaziale internazionale (Iss) è stata un'isola di cooperazione immune ai conflitti terrestri. Non stavolta. L'Iss potrebbe persino "precipitare" sulla Terra, ha minacciato ieri Dmitrij Rogozin, l'ex vicepremier a capo di Roskosmos, l'agenzia spaziale russa, in risposta alle sanzioni seguite all'offensiva russa in Ucraina. E non era la prima volta.

L'Iss si regge sulla mutua collaborazione tra la Russia e altre 14 nazioni. Una parte della Stazione è stata costruita ed è operata da Roscosmos, l'altra parte dalla Nasa insieme alle agenzie spaziali di Europa, Giappone e Canada. Ciascuna dipende dall'altra: la parte occidentale fornisce l'energia elettrica a quella russa, la parte russa fornisce la propulsione necessaria di tanto in tanto, in media 11 volte l'anno, a tenerla in orbita.

Senza questa spinta, l'Iss scenderebbe d'altitudine e si disintegrerebbe nell'atmosfera terrestre. Gli astronauti a bordo avrebbero il tempo di mettersi in salvo, ma diverse componenti dell'Iss potrebbero cadere sulla Terra. Colpendo strutture o uccidendo persone.

"Dove potrebbe "schizzare" o "atterrare" la Stazione Spaziale Internazionale da 500 tonnellate?", ha scritto ieri su Telegram Rogozin a commento di una mappa che mostra come gran parte del mondo - comprese Ue e Usa - sarebbe esposta all'impatto, la Russia invece solo in minima parte. "La popolazione di questi Paesi, compresi quelli guidati dai "cani da guerra", dovrebbe pagare il prezzo delle sanzioni avviate contro Roskosmos. Uomini pazzi", ha concluso Rogozin chiedendo la rimozione delle sanzioni contro il settore spaziale russo. Non pago, su Twitter, ha pubblicato un cartone animato di Tom&Jerry dove il gatto Tom rappresenterebbe la Russia che "distrugge" il topo Jerry, ossia l'Ucraina, mentre il mastino, la Nato, non interviene.

Non è che l'ultima provocazione. Nei giorni scorsi Rogozin aveva annuncialo lo stop degli esperimenti con i tedeschi, il blocco della vendita di motori per razzi agli Usa invitandoli a volare su "manici di scopa" e aveva pubblicato un video che riprendeva alcuni tecnici intenti a rimuovere le bandiere delle altre nazioni dalla Sojuz, il veicolo russo che trasporta gli astronauti e cosmonauti sull'Iss. Con Scott Kelly, l'ex astronauta Nasa, che aveva replicato ingaggiando un feroce botta e risposta sui social a suon di "Idiota". Mentre un filmato trasmesso dall'agenzia russa Ria Novosti aveva fatto temere per il ritorno a Terra, previsto per fine mese, dell'astronauta americano Mark Vande Hei insieme a due cosmonauti. Ma stavolta è stato lo stesso Rogozin a intervenire per dire che tutto andrà secondo i piani.

Gli analisti hanno pareri contrastanti. "Questa crisi romperà la cooperazione costruita dopo la fine della guerra fredda", ha commentato lo storico Asif Siddiqi. Più ottimista Teasel Muir-Harmony, curatrice della collezione Apollo presso il Museo Smithsonian di Washington: "C'è sempre stata una combinazione di competizione e cooperazione nello Spazio tra Stati Uniti e Russia. Cresce, ma poi cala". Intanto lassù due russi, quattro americani e un europeo continuano a lavorare. E, se ha ragione Muir-Harmony, magari si riuscirà a superare anche questa tragedia e ad accompagnare l'Iss fino al suo funerale previsto nel 2030.