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Le Borse di oggi, 14 marzo. Milano chiude in rialzo dell'1,67%, vola Tim per offerta Kkr. Indici asiatici a picco per chiusure Covid

Le Borse di oggi, 14 marzo. Milano chiude in rialzo dell'1,67%, vola Tim per offerta Kkr. Indici asiatici a picco per chiusure Covid
Mercati europei tutti in rialzo per la fiducia nella riapertura dei negoziati tra Russia e Ucraina. A picco i principali indici cinesi, per via soprattutto del blocco di Shenzhen. Allarme materie prime, le contrattazioni di nichel ancora sospese a Londra per eccesso di rialzo
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ROMA - Borse europee ottimiste nel giorno in cui si spera nei negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina, mentre le Borse asiatiche, a eccezione di Tokyo, chiudono in ribasso, depresse dalle nuove chiusure decise dal governo cinese per contenere la pandemia. A Piazza Affari brilla Tim, che inizialmente viene fermata per eccesso di rialzo in seguito all'offerta di Kkr, e che poi quando entra in negoziazione supera in pochi minuti il 7%.

Le Borse europee chiudono positive dopo il giro di negoziati che si sono tenuti oggi per arrivare al cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. I mercati guardano anche al meeting di mercoledì della Fed che dovrebbe procedere con il primo rialzo dei tassi. I ministri delle Finanze dell'Eurozona inoltre si sono impegnati affinche' le "politiche fiscali rimangano agili e flessibili" e si dichiarano "pronti ad adeguare la nostra posizione politica alle mutevoli circostanze, se necessario". A Francoforte il Dax chiude in rialzo del 2,21% a 13.933 punti, a Parigi il Cac avanza dell'1,75% a 6.369 punti, a Londra l'Ftse 100 guadagna lo 0,57% 7.196 punti. Bene anche Milano a +1,67%.

A Milano Tim vola in Borsa dopo l'apertura all'offerta di Kkr con il consiglio d'amministrazione che vuole vedere l'offerta del fondo che ha presentato una manifestazione d'interesse non vincolante e indicativa, prima di trattare. A Piazza Affari arriva oltre il 7%, per poi attestarsi quasi al 5%. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, oltre a Tim, si mettono in luce Bper e Stellantis.  Deboli le utility e i petroliferi, che risentono della frenata del prezzo del greggio.

Molto bene anche Mediaset-MediaforEurope, dopo le indiscrezioni di stampa sull'ipotesi di una nuova offerta per acquisire il pieno controllo di Mediaset Espana. Mfe, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, sta attualmente discutendo una mossa per acquisire il controllo dell'attività spagnola per poi procedere al delisting. L'intero business spagnolo è attualmente valutato a circa 1,57 miliardi di euro. Seduta di guadagni anche per Generali nel giorno del Cda, riunito per approvare i conti del 2021 e la lista da proporre all'assemblea del 29 aprile. Il titolo ha terminato la seduta a 17,645 euro

Aria completamente in Asia: i mercati cinesi in particolare soffrono per la chiusura di Shenzhen, una delle maggiori città del Paese, hub della tecnologia dove hanno sede giganti come Huawei e Tencent. Il lockdown imposto dal governo per contenere la pandemia rischia di bloccare ulteriormente le catene di approvvigionamento globale già messe a dura prova dal Covid.Shenzhen, città confinante con Hong Kong, ha anche uno dei più grandi porti del mondo. Al momento solo i supermercati, i mercati agricoli, le farmacie, le strutture mediche e i servizi di consegna espressa sono autorizzati a rimanere aperti.

E pertanto le Borse asiatiche chiudono in calo tranne Tokyo (+0,58% a 25.307,85 punti). In particolare tonfo di Hong Kong con l'indice Hang Seng che cede il 4,93% a 19.541,50 punti. Shanghai termina a -2,60% a 3.223,53 punti.

La situazione dei mercati cinesi pesa anche su Wall Street. Dopo un'apertura positiva, la Borsa di New York è contrastata con il Nasdaq che ha accentuato le perdite. L'indice dei titoli tecnologici risente del calo di Apple (-1,81%) dopo la sospensione delle attività a Shenzen di Foxconn.

A Londra è ancora allarme materie prime: sono  sospese al London Metal Exchange (Lme) le contrattazioni sul nichel. L'8 marzo, dopo che nella seduta asiatica il prezzo era raddoppiato schizzando sopra i 100.000 dollari a tonnellata, la Borsa dei metalli di Londra ha deciso di sospenderne il trading per garantire un mercato "ordinato" dopo gli aumenti "senza precedenti", a causa delle tensioni geo-politiche con la guerra in Ucraina. Il metallo si era poi stabilizzato intorno ai 48.000 dollari per tonnellata. Il Lme ha dichiarato che avrebbe annullato tutte le transazioni di nichel avvenute l'8 marzo e, dopo il riavvio, il trading avverra' solo in orari europei e con un limite giornaliero del 10% sui movimenti di prezzo. Transazioni che a oggi sono ancora ferme.