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Auto, ancora in calo le immatricolazioni: a febbraio -5,4%

(reuters)
I dati dell'Acea: nei primi due mesi dell'anno calo del 3,9% rispetto al 2021. Il Centro Studi Promotor: "Situazione sempre più grave"
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MILANO - Ancora un altro segno meno per il mercato dell'auto. Secondo i dati dell'Acea, l'associazione europea dei costruttori, a febbraio nei Paesi Ue più Efta più Regno Unito sono state immatricolate 804.028 auto, il 5,4% in meno dello stesso mese del 2021. Nei primi due mesi dell'anno - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - le immatricolazioni sono state 1.626.350, in calo del 3,9% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. Numeri in calo anche per Stellantis. che ha immatricolato a febbraio 163.920 auto, il 17,5 in meno dello stesso mese del 2021. Nei due mesi le immatricolazioni del gruppo sono 320.662, in calo del 15,1% sull'analogo periodo dell'anno scorso.

 "Sempre più grav…

MILANO - Ancora un altro segno meno per il mercato dell'auto. Secondo i dati dell'Acea, l'associazione europea dei costruttori, a febbraio nei Paesi Ue più Efta più Regno Unito sono state immatricolate 804.028 auto, il 5,4% in meno dello stesso mese del 2021. Nei primi due mesi dell'anno - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - le immatricolazioni sono state 1.626.350, in calo del 3,9% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. Numeri in calo anche per Stellantis. che ha immatricolato a febbraio 163.920 auto, il 17,5 in meno dello stesso mese del 2021. Nei due mesi le immatricolazioni del gruppo sono 320.662, in calo del 15,1% sull'analogo periodo dell'anno scorso.

 "Sempre più grave la situazione del mercato auto dell'Europa Occidentale (Ue+Efta+Uk)". E' il commento del Centro Studi Promotor. I risultati di febbraio "appaiono in tutta la loro gravità - spiega  - se si considera che nell'intero 2021, rispetto ai livelli ante pandemia (2019), si era registrato un calo del 25,5%. Dopo la pandemia non vi sono stati eventi che abbiano consentito un'inversione di tendenza. Alcuni paesi, tra cui l'Italia, hanno adottato incentivi per sostenere la domanda, ma il risultato è stato parziale, anche perché altri fattori hanno determinato nuovi cali di immatricolazioni, in particolare una forte caduta del Pil e problemi per l'offerta di auto oltre che per la domanda.



La carenza di microchip e di altri componenti ha provocato fermate produttive. A ciò si aggiunge che le prospettive sono tutt'altro che favorevoli. La guerra tra Russia e Ucraina ha avuto sulle vendite di auto un impatto marginale sugli ultimi giorni di febbraio, ma l'effetto negativo dovrebbe essere molto più forte sulla domanda in marzo e nei prossimi mesi anche perché alle già esistenti difficoltà di fornitura di componenti per l'auto se ne potrebbero aggiungere altre per il venir meno della produzione Ucraina di componenti per l'auto (cavi e altro)".

Il Csp sottolinea che tra i cinque maggiori mercati dell'Europa Occidentale la situazione peggiore "è quella dell'Italia che in febbraio accusa un calo sullo stesso mese del 2021 di ben il 22,6%. La ragione principale è da ricercarsi nel fatto che il mercato nel 2022 si è bloccato perché gli incentivi alla domanda più volte annunciati non sono ancora arrivati e quindi l'attesa delle agevolazioni blocca gli acquisiti. "E' essenziale che il Governo rompa gli indugi e renda operativi gli incentivi che ha promesso e ripetutamente annunciato" commenta Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.