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Confindustria attacca il governo: “Extraprofitti, tassa incostituzionale”

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (ansa)
Per gli imprenditori i provvedimenti annunciati da Draghi sono “deludenti”. E gli sconti alla pompa partiranno solo a metà settimana
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ROMA -  Nessuno sconto alla pompa, per ora. La benzina non scenderà subito sotto i 2 euro a litro, forse da martedì. Intanto Confindustria boccia le misure del governo come "deludenti" e ipotizza che siano "anticostituzionali".

Non sarà dunque immediato il taglio da 25 centesimi delle accise sui carburanti fino al 30 aprile, deciso venerdì dal Consiglio dei ministri. Motivi tecnici, i due provvedimenti non sono ancora pronti: il decreto legge da circa 4,1 miliardi con la tassa del 10% sugli extraprofitti dei produttori e un decreto interministeriale da 308 milioni che garantisce un taglio di 10 centesimi grazie all'uso della maggiore Iva incassata dallo Stato sul caro-carburanti.

Il decreto legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Il decreto interministeriale, già bollinato dalla Ragioneria, attende di essere registrato dalla Corte dei Conti. I tempi non saranno brevissimi.

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ROMA -  Nessuno sconto alla pompa, per ora. La benzina non scenderà subito sotto i 2 euro a litro, forse da martedì. Intanto Confindustria boccia le misure del governo come "deludenti" e ipotizza che siano "anticostituzionali".

Non sarà dunque immediato il taglio da 25 centesimi delle accise sui carburanti fino al 30 aprile, deciso venerdì dal Consiglio dei ministri. Motivi tecnici, i due provvedimenti non sono ancora pronti: il decreto legge da circa 4,1 miliardi con la tassa del 10% sugli extraprofitti dei produttori e un decreto interministeriale da 308 milioni che garantisce un taglio di 10 centesimi grazie all'uso della maggiore Iva incassata dallo Stato sul caro-carburanti.

Il decreto legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Il decreto interministeriale, già bollinato dalla Ragioneria, attende di essere registrato dalla Corte dei Conti. I tempi non saranno brevissimi.

Nel frattempo si alza il coro degli scontenti. Assopetroli e Assoenergia minacciano lo sciopero per danni perché il taglio delle accise svaluta i carburanti immagazzinati con la vecchia accisa. Ma l'attacco più duro arriva da Confindustria "perplessa" perché preferiva una misura strutturale, come il taglio permanente delle accise e "un tetto al prezzo del gas". Invece ottiene la rateizzazione in 24 mesi delle bollette di maggio e giugno "non immediatamente applicabile". E la tassa del 10% sugli extraprofitti viene bollata come "a rischio di impugnative costituzionali".

Al contrario la Cisl, il più conciliante tra i sindacati (si sfilò dallo sciopero generale di dicembre), chiede a Palazzo Chigi di "fare di più, di alzare il prelievo, il 10% è troppo basso". Insomma, non un bel clima.

Nella seconda bozza del decreto legge da 38 articoli si definisce meglio questo "prelievo straordinario" che di fatto finanzia gran parte del provvedimento. La tassa del 10% verrà applicata sull'extraprofitto - solo se superiore a 5 milioni - incassato da produttori e rivenditori di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi. Extraprofitto che si calcola facendo la differenza tra le "operazioni attive e passive al netto dell'Iva" fatturate dagli operatori tra il primo ottobre 2021 e il 31 marzo 2022 rispetto allo stesso periodo a cavallo tra 2020 e 2021.

Se l'incremento tra i due periodi è superiore ai 5 milioni di euro, verrà tassato del 10%, versando così almeno 500 mila euro. Per evitare poi che i fornitori possano rivalersi sui consumatori alzando i prezzi, il decreto prevede che debbano comunicare ogni mese all'Antitrust - dal primo aprile a fine 2022 - il prezzo medio di acquisto e vendita di energia, gas e petrolio.