Investimenti sui microchip, missione di Giorgetti in Israele
di Serenella Mattera , di Serenella MatteraROMA - Passa da Israele la partita italiana per il mercato dei semiconduttori. Giancarlo Giorgetti affronterà il dossier con i vertici di Tower Semiconductor, società che ha già investito 500 milioni ad Agrate Brianza. Nel primo weekend di aprile il ministro dello Sviluppo economico sarà a Gerusalemme e Tel Aviv, su invito della ministra dell’Economia e dell’Industria, Orna Barbivai, per una serie di incontri istituzionali. Vedrà la ministra dell’Energia Karine Elharrar, dialogherà con venture capitalist, startupper e grandi player come Telecom Italia Sparkle, si confronterà con rappresentanti israeliani del mondo dell’innovazione. Ma soprattutto proverà a rilanciare l'impegno del governo sul fronte della produzione nazionale di microchip, dopo le tensioni con il collega Vittorio Colao per aver visto sfumare l'opportunità di un grosso investimento di Intel nel nostro Paese.
ROMA - Passa da Israele la partita italiana per il mercato dei semiconduttori. Giancarlo Giorgetti affronterà il dossier con i vertici di Tower Semiconductor, società che ha già investito 500 milioni ad Agrate Brianza. Nel primo weekend di aprile il ministro dello Sviluppo economico sarà a Gerusalemme e Tel Aviv, su invito della ministra dell’Economia e dell’Industria, Orna Barbivai, per una serie di incontri istituzionali. Vedrà la ministra dell’Energia Karine Elharrar, dialogherà con venture capitalist, startupper e grandi player come Telecom Italia Sparkle, si confronterà con rappresentanti israeliani del mondo dell’innovazione. Ma soprattutto proverà a rilanciare l'impegno del governo sul fronte della produzione nazionale di microchip, dopo le tensioni con il collega Vittorio Colao per aver visto sfumare l'opportunità di un grosso investimento di Intel nel nostro Paese.
Giorgetti arriva in Israele forte di una connotazione filoatlantista mai abbandonata, neanche negli anni in cui la Lega di Matteo Salvini si mostrava più vicina alla Russia di Vladimir Putin, una posizione che oggi crea più di un problema al segretario leghista. Dello scorso ottobre una missione negli Stati Uniti per allacciare relazioni con l'amministrazione Biden e tessere il filo di potenziali investimenti nel nostro Paese, dalla farmaceutica Moderna al colosso dei microprocessori Intel. Ora, nei giorni dell’invasione russa in Ucraina, con il governo di Naftali Bennett impegnato in un difficile tentativo di mediazione tra Kiev e Mosca, Giorgetti va a Gerusalemme per consolidare le relazioni tra i governi, ma anche per affrontare le emergenze economiche, a partire dall’energia. L’urgenza di superare la dipendenza dal gas russo torna infatti ad accendere l’attenzione sull’Eastmed pipeline, il progetto da sei miliardi per la costruzione di un gasdotto per portare il metano da Israele all’Europa, passando per Cipro e Grecia, verso il quale in passato anche Roma aveva mostrato interesse ma che sembrava accantonato dopo una frenata degli Usa all’inizio di quest’anno.
Quanto al fronte industriale, Giorgetti ha in agenda non solo sabato 2 aprile un colloquio con la ministra israeliana dell'Economia, ma anche incontri con i vertici di aziende come Telecom Italia Sparkle, che ha una fortissima presenza a Tel Aviv, e con imprenditori italiani e player israeliani. Centrale è poi l'appuntamento, fissato per domenica 3 aprile, con i vertici di Tower Semiconductor, società di recente acquistata da Intel. Si parlerà della produzione di microchip, un dossier che il ministro dello Sviluppo economico considera cruciale per il futuro dell'industria italiana, per la necessità di ridurre la dipendenza dalla Cina su una componente essenziale a diversi settori, a partire da quello dell'auto. Intel ha promesso in Italia investimenti fino a 4,5 miliardi, per 1500 posti di lavoro nell'assemblaggio finale di chip e microchip, nell'ambito di un impegno in Europa da 80 miliardi: troppo poco, secondo Giorgetti, deluso dalla scelta della società americana di portare in Francia e Germania la gran parte dell'investimento. Di qui il tentativo di andare oltre, per non rischiare di restare tagliati fuori da un mercato in forte sviluppo. Per sviluppare la tecnologia dei microprocessori e l'investimento in nuove applicazioni industriali di tecnologie innovative, il governo ha creato un fondo da 150 milioni nel 2022 e 500 milioni l'anno dal 2023 al 2030. Quanto ai semiconduttori, si punta a far crescere la produzione di STMicroelectonics, società italo-francese partecipata dal ministero dell'Economia che ha due stabilimenti. Tower Semiconductor ha già investito 500 milioni nell'impianto di Agrate Brianza, dove si lavorano fette di silicio da 300 millimetri di diametro. L'obiettivo di Giorgetti, in asse con il collega Daniele Franco, è ora quello di rafforzare il sito di Stm a Catania, dove il ministro dello Sviluppo sarà nelle prossime settimane, anche con un investimento pubblico. L'incontro con la società israeliana guarda in quella direzione.