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Proroga smart working con la fine dello stato di emergenza

Lavoro agile senza accordi individuali ancora fino al 30 giugno. E in sede di conversione del decreto Sostegni Ter spunta una novità per i lavoratori extracomunitari che decidono di trasferirsi in Italia: un anno di permesso automatico gratuito, senza trafile burocratiche
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ROMA - Niente stato di emergenza dal primo aprile, ma lo smart working nel privato rimane emergenziale fino al 30 giugno. Nel pubblico non lo è più da tempo: il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha deciso già da ottobre che il lavoro agile non è più la modalità ordinaria, e due giorni fa ha anche convocato per la prima volta la commissione la Commissione tecnica coordinata dal giuslavorista Michele Tiraboschi, per avviare il monitoraggio dello stato di attuazione dello smart working.

Di conseguenza le aziende potranno ancora per tre mesi proseguire con l'organizzazione dello smart working senza fare ricorso ad accordi individuali. Anche se da mesi c'è ormai una corsa agli accordi collettivi, incoraggiati non solo dal protocollo firmato al ministero del Lavoro dalle parti sociali, ma anche dalla legge in cantiere alla Camera, che affida alla contrattazione e ai sindacati tutte le norme generali di organizza…

ROMA - Niente stato di emergenza dal primo aprile, ma lo smart working nel privato rimane emergenziale fino al 30 giugno. Nel pubblico non lo è più da tempo: il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha deciso già da ottobre che il lavoro agile non è più la modalità ordinaria, e due giorni fa ha anche convocato per la prima volta la commissione la Commissione tecnica coordinata dal giuslavorista Michele Tiraboschi, per avviare il monitoraggio dello stato di attuazione dello smart working.

Di conseguenza le aziende potranno ancora per tre mesi proseguire con l'organizzazione dello smart working senza fare ricorso ad accordi individuali. Anche se da mesi c'è ormai una corsa agli accordi collettivi, incoraggiati non solo dal protocollo firmato al ministero del Lavoro dalle parti sociali, ma anche dalla legge in cantiere alla Camera, che affida alla contrattazione e ai sindacati tutte le norme generali di organizzazioni, comprese quelle, più delicate, legate al diritto di disconnessione.

Nel decreto Sostegni Ter in sede di conversione spunta una novità: i lavoratori extra-Ue che scelgono di fare smart-working dall'Italia potranno avere un permesso automatico di un anno senza sottoporsi alla normale trafila burocratica, purché siano in grado di pagarsi un'assicurazione sanitaria.

Cosa succede dal primo aprile

Si continua come prima, e quindi i lavoratori che stanno in smart working possono continuare a farlo. La proroga non è però un diritto, neanche per i lavoratori fragili: era così nelle prime versioni del decreto, ma nella versione pubblicata in Gazzetta Ufficiale non ci sono proroghe automatiche. Infatti la proroga di tre mesi per i lavoratori fragili è saltata per motivi di copertura finanziaria.

A essere prorogata è dunque solo la modalità semplificata, che permette al datore di lavoro di disporre lo smart working senza accordi individuali, se le aziende hanno già sottoscritto gli accordi collettivi e individuali si può passare alla nuova regolamentazione, anche nel corso del periodo compreso tra il primo aprile e il 30 giugno.

Cosa succede dal primo luglio: le aziende

Anche dopo la fine dello smart working di emergenza, e dunque a questo punto dal primo luglio, rimane la modalità semplificata di invio al ministero del Lavoro degli accordi individuali, che potranno essere inviati in forma cumulativa e senza i dettagli sui contratti.

Cosa succede dal primo luglio: i lavoratori

Naturalmente dal primo luglio non finirà lo smart working, ma solo la forma semplificata. E quindi il lavoratore che desiderasse proseguire dovrà chiedere al proprio datore di lavoro di firmare un accordo scritto. L'accordo è regolato dalla legge 81/2017 e dal protocollo sottoscritto al ministero del Lavoro: dovrà contenere la durata, prevedere l'alternanza tra i periodi di lavoro all’interno e all’esterno dei locali aziendali; i periodi di riposo e di disconnessione.