Cina, la guerra in Ucraina mette in crisi la Via della Seta su rotaia: merci in cerca di percorsi alternativi
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Più di un milione di container dalla Cina all’Europa attraverso la Via della Seta su rotaia che collega il Celeste Impero al Vecchio Continente ora causa guerra - e sanzioni alla Russia - rischiano di dover trovare una via alternativa per giungere a destinazione. Oltre ai focolai di Covid e alle chiusure che stanno tornando in questi giorni in Cina e che già stanno ingolfando le catene di approvvigionamento globali, l’invasione russa dell’Ucraina rischia di dare un duro e definitivo colpo al China-Europe Railway Express: ingranaggio logistico chiave del grande progetto della Belt&Road del presidente Xi Jinping che passa principalmente proprio nel territorio della Federazione russa.
Molte compagnie - scrive l’agenzia Bloomberg - devono ora trovare nuovi percorsi via mare, andando a moltiplicare i costi e minacciando di peggiorare la catena di approvvigionamento globale. Le aziende che trasportano ricambi auto, automobili, compu…
PECHINO - Più di un milione di container dalla Cina all’Europa attraverso la Via della Seta su rotaia che collega il Celeste Impero al Vecchio Continente ora causa guerra - e sanzioni alla Russia - rischiano di dover trovare una via alternativa per giungere a destinazione. Oltre ai focolai di Covid e alle chiusure che stanno tornando in questi giorni in Cina e che già stanno ingolfando le catene di approvvigionamento globali, l’invasione russa dell’Ucraina rischia di dare un duro e definitivo colpo al China-Europe Railway Express: ingranaggio logistico chiave del grande progetto della Belt&Road del presidente Xi Jinping che passa principalmente proprio nel territorio della Federazione russa.
Molte compagnie - scrive l’agenzia Bloomberg - devono ora trovare nuovi percorsi via mare, andando a moltiplicare i costi e minacciando di peggiorare la catena di approvvigionamento globale. Le aziende che trasportano ricambi auto, automobili, computer portatili e smartphone stanno cercando di evitare le rotte terrestri che passano attraverso la Russia o le zone di combattimento. “I rischi per la sicurezza e le difficoltà di pagamento derivanti dalle sanzioni stanno aumentando, così come la preoccupazione che i clienti in Europa possano boicottare i prodotti che usano le linee ferroviarie russe”.
La Kuehne + Nagel International AG, uno dei più grandi spedizionieri europei, sta già rifiutando i carichi ferroviari dalla Cina all’Europa, scrive Bloomberg. A partire da marzo, il volume delle esportazioni sui treni diretti in Europa dal porto cinese di Dalian è stato "notevolmente ridotto”, scriveva qualche giorno fa il Securities Times, affiliato al Quotidiano del Popolo. Non tutto il trasporto merci attraverso questo tragitto si è ancora fermato completamente, però: alcuni treni continuano a viaggiare e a trasportare container da Xian a Kaliningrad.
L'anno scorso, i treni hanno spostato circa 1,46 milioni di container per un valore merci di circa 75 miliardi di dollari. Dal 2011 (quando partì il primo treno da Chongqing a Duisburg) alla fine di gennaio di quest’anno 50mila treni merci hanno già percorso questa rotta, per un totale di 240 miliardi di dollari di valore di beni, principalmente cinesi, di tutti i tipi. Settantotto le linee che dalle città cinesi raggiungono 23 paesi, a coprire una fetta larghissima del continente eurasiatico. Tre le rotte principali: quella orientale che da Yiwu passa per la Mongolia Interna, poi in Russia fino alla Bielorussia e alla Polonia; quella centrale, che dalla provincia meridionale del Guangdong arriva a Mosca; e quella occidentale che, dopo aver lasciato il Xinjiang, corre verso l’Europa. La maggior parte delle rotte attraversa la Russia, la Bielorussia e la Polonia, mentre solo un piccolo numero di treni passa anche per l’Ucraina.
Si fermano i container da e per la Russia. E per il commercio globale è un nuovo colpo dopo il Covid
Sia l'Unione europea che gli Stati Uniti hanno incluso le Ferrovie russe nella loro lista di sanzioni. “Anche se le sanzioni finora sono state finanziarie - concentrandosi sulle transazioni di attività finanziarie - il che significa che le operazioni ferroviarie non sono incluse, la crescente incertezza ha portato molti clienti europei a cancellare le loro prenotazioni e passare al trasporto marittimo”, scrive il South China Morning Post.