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Cina, la guerra in Ucraina mette in crisi la Via della Seta su rotaia: merci in cerca di percorsi alternativi

Secondo Bloomberg molte compagnie stanno cercando vie alternative per bypassare le zone di combattimenti. Non solo per i rischi di sicurezza. Il transito dalle linee russe potrebbe spingere i clienti europei al boicottaggio
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PECHINO - Più di un milione di container dalla Cina all’Europa attraverso la Via della Seta su rotaia che collega il Celeste Impero al Vecchio Continente ora causa guerra - e sanzioni alla Russia - rischiano di dover trovare una via alternativa per giungere a destinazione. Oltre ai focolai di Covid e alle chiusure che stanno tornando in questi giorni in Cina e che già stanno ingolfando le catene di approvvigionamento globali, l’invasione russa dell’Ucraina rischia di dare un duro e definitivo colpo al China-Europe Railway Express: ingranaggio logistico chiave del grande progetto della Belt&Road del presidente Xi Jinping che passa principalmente proprio nel territorio della Federazione russa. 

Molte compagnie - scrive l’agenzia Bloomberg - devono ora trovare nuovi percorsi via mare, andando a moltiplicare i costi e minacciando di peggiorare la catena di approvvigionamento globale. Le aziende che trasportano ricambi auto, automobili, compu…

PECHINO - Più di un milione di container dalla Cina all’Europa attraverso la Via della Seta su rotaia che collega il Celeste Impero al Vecchio Continente ora causa guerra - e sanzioni alla Russia - rischiano di dover trovare una via alternativa per giungere a destinazione. Oltre ai focolai di Covid e alle chiusure che stanno tornando in questi giorni in Cina e che già stanno ingolfando le catene di approvvigionamento globali, l’invasione russa dell’Ucraina rischia di dare un duro e definitivo colpo al China-Europe Railway Express: ingranaggio logistico chiave del grande progetto della Belt&Road del presidente Xi Jinping che passa principalmente proprio nel territorio della Federazione russa. 

Molte compagnie - scrive l’agenzia Bloomberg - devono ora trovare nuovi percorsi via mare, andando a moltiplicare i costi e minacciando di peggiorare la catena di approvvigionamento globale. Le aziende che trasportano ricambi auto, automobili, computer portatili e smartphone stanno cercando di evitare le rotte terrestri che passano attraverso la Russia o le zone di combattimento. “I rischi per la sicurezza e le difficoltà di pagamento derivanti dalle sanzioni stanno aumentando, così come la preoccupazione che i clienti in Europa possano boicottare i prodotti che usano le linee ferroviarie russe”.

La Kuehne + Nagel International AG, uno dei più grandi spedizionieri europei, sta già rifiutando i carichi ferroviari dalla Cina all’Europa, scrive Bloomberg. A partire da marzo, il volume delle esportazioni sui treni diretti in Europa dal porto cinese di Dalian è stato "notevolmente ridotto”, scriveva qualche giorno fa il Securities Times, affiliato al Quotidiano del Popolo. Non tutto il trasporto merci attraverso questo tragitto si è ancora fermato completamente, però: alcuni treni continuano a viaggiare e a trasportare container da Xian a Kaliningrad.

L'anno scorso, i treni hanno spostato circa 1,46 milioni di container per un valore merci di circa 75 miliardi di dollari. Dal 2011 (quando partì il primo treno da Chongqing a Duisburg) alla fine di gennaio di quest’anno 50mila treni merci hanno già percorso questa rotta, per un totale di 240 miliardi di dollari di valore di beni, principalmente cinesi, di tutti i tipi. Settantotto le linee che dalle città cinesi raggiungono 23 paesi, a coprire una fetta larghissima del continente eurasiatico. Tre le rotte principali: quella orientale che da Yiwu passa per la Mongolia Interna, poi in Russia fino alla Bielorussia e alla Polonia; quella centrale, che dalla provincia meridionale del Guangdong arriva a Mosca; e quella occidentale che, dopo aver lasciato il Xinjiang, corre verso l’Europa. La maggior parte delle rotte attraversa la Russia, la Bielorussia e la Polonia, mentre solo un piccolo numero di treni passa anche per l’Ucraina. 

Sia l'Unione europea che gli Stati Uniti hanno incluso le Ferrovie russe nella loro lista di sanzioni. “Anche se le sanzioni finora sono state finanziarie - concentrandosi sulle transazioni di attività finanziarie - il che significa che le operazioni ferroviarie non sono incluse, la crescente incertezza ha portato molti clienti europei a cancellare le loro prenotazioni e passare al trasporto marittimo”, scrive il South China Morning Post.