Il Def slitta al 5-6 aprile, si allungano i tempi per i nuovi sostegni alle imprese
di Serenella Mattera , di Serenella MatteraROMA - Slitta il Def, si allungano i tempi per il nuovo decreto di aiuti alle imprese. Il Documento di economia e finanza, che indica le stime macroeconomiche e le linee di politica economica del governo, era atteso in Consiglio dei ministri giovedì, in largo anticipo rispetto alla scadenza di legge del 10 aprile. Ma il ministero dell'Economia decide di prendersi qualche giorno in più, di aspettare i dati sul Pil che l'Istat diffonderà il 5 aprile, per avere un quadro più chiaro del rallentamento della crescita provocato dalla guerra in Ucraina. Dunque Daniele Franco potrebbe portare il Def in Consiglio dei ministri martedì 5 o, più probabilmente, mercoledì 6 aprile. L'intenzione del governo era poi di approvare le nuove misure per le imprese prima di Pasqua ma a questo punto il decreto potrebbe slittare alla seconda metà di aprile.
La frenata dell'economia mondiale dovrebbe abbassare quasi di due punti per…
ROMA - Slitta il Def, si allungano i tempi per il nuovo decreto di aiuti alle imprese. Il Documento di economia e finanza, che indica le stime macroeconomiche e le linee di politica economica del governo, era atteso in Consiglio dei ministri giovedì, in largo anticipo rispetto alla scadenza di legge del 10 aprile. Ma il ministero dell'Economia decide di prendersi qualche giorno in più, di aspettare i dati sul Pil che l'Istat diffonderà il 5 aprile, per avere un quadro più chiaro del rallentamento della crescita provocato dalla guerra in Ucraina. Dunque Daniele Franco potrebbe portare il Def in Consiglio dei ministri martedì 5 o, più probabilmente, mercoledì 6 aprile. L'intenzione del governo era poi di approvare le nuove misure per le imprese prima di Pasqua ma a questo punto il decreto potrebbe slittare alla seconda metà di aprile.
La frenata dell'economia mondiale dovrebbe abbassare quasi di due punti percentuali la stima di crescita dell'Italia per il 2022. Il governo lo scorso autunno aveva indicato un tendenziale del 4,7%. Il Def dovrebbe invece prevedere un Pil sotto il 3%: al 2,8%, secondo gli ultimi calcoli. Per il dato definitivo si attende il quadro che darà l'Istat martedì, correggendo anche una stima sbagliata sul Pil nominale.
Ad attutire i contraccolpi della crisi c'è comunque una crescita acquisita del 2,3%. Ma sui prossimi mesi pesa l'incognita dell'andamento della guerra, il cui esito è imprevedibile: il documento dovrebbe dunque indicare lo scenario ad oggi consolidato ma anche fare i conti con il possibile inasprirsi del conflitto, tratteggiando uno scenario alternativo ben più fosco.
Nell'immediato, il peggioramento del Pil sembra destinato a rimpicciolire il 'tesoretto' che la crescita dello scorso anno, ben superiore alle attese, metteva a disposizione del governo, uno spazio di bilancio già in parte speso per finanziare il decreto taglia bollette da 8 miliardi approvato a febbraio. Secondo alcune stime, rimarrebbero 10 miliardi da destinare a nuove misure per aiutare le imprese e i lavoratori in difficoltà e tagliare ancora il costo della benzina. Ma la crescita in forte calo erode spazi di manovra. Per recuperarli, l'ipotesi più probabile è che l'esecutivo alzi l'asticella del deficit previsto per quest'anno, che era del 5,6%, di qualche decimale, tenendosi sotto il 6% per tenere a bada la crescita del debito. Nulla però è deciso, perché il governo sembra intenzionato a non allontanarsi da un percorso prudente di finanza pubblica e intervenire gradualmente per far fronte alla crisi, alla luce dell'evoluzione del quadro, senza ricorrere a quel massiccio scostamento di bilancio che da tempo i partiti della maggioranza invocano.
Solo dall'incrocio tra l'obiettivo di deficit e il calo del Pil si capirà insomma quante risorse ci sono per il nuovo decreto di aiuti che l'esecutivo ha già in cantiere. In gran parte dovrebbe andare a sostenere le imprese grazie alla deroga concessa dall'Ue alle norme sugli aiuti di Stato, che dà la possibilità di intervenire su 26 settori. Il provvedimento dovrebbe essere varato dopo l'approvazione in Parlamento del Documento di economia e finanza. Finora si ipotizzava che il decreto potesse arrivare in Consiglio dei ministri entro la prima metà di aprile e dal Mef non escludono che si riesca ma più fonti ministeriali, anche alla luce dello slittamento del Def, sostengono adesso che "i tempi si allungano". "Non se ne parla prima di Pasqua - dice un sottosegretario - penso che si andrà a fine mese".