MILANO - Il taglio delle accise deciso dal governo per contrastare il rincaro dei carburanti ha fatto scendere i prezzi registrati nella rilevazione settimanale del Mite, ma per l'associazione dei consumatori Unc non è abbastanza.
Benzina e gasolio, quanto costa un litro? Il prezzo medio
Secondo le rilevazioni del Mite, la media dei sette giorni tra il 21 e il 27 marzo è per la benzina in self service di 1,870 euro al litro, in calo di 26,7 centesimi rispetto alla settimana precedente, pari a una riduzione del 16,6%. Il diesel, sempre al self service, è sceso a 1,858 euro al litro, anche in questo caso in calo di 26,7 centesimi, pari a -16,7%. Più contenuta, invece, la riduzione per il Gpl che viene censito a 0,843 euro con un calo di 3,3 centesimi che si traduce in una riduzione percentuale del 4,1%.
Fonte: Prezzi medi settimanali dei carburanti e combustibili, Mite
Diverso l'andamento per gli altri carburanti osservati dal Mite. Il gasolio per riscaldamento, infatti, costa 1.841,88 euro per mille litri, che significa un incremento di 50,48 euro rispetto alla rilevazione della settimana precedente: +2,67%.
La posizione dei consumatori
A commento dei dati arriva presto l'analisi dell'Unione nazionale dei consumatori, che lamenta un calo dei prezzi inferiore ai 30,5 cent stimati dal mix di sconto sulle accise (25 cent) e conseguente riduzione dell'Iva (che è calcolata sia sul prezzo industriale del carburante, che sulla componente di accise). "La benzina in modalità self service è a 1,870 euro al litro, appena 26,7 cent in meno rispetto a una settimana fa, ben sotto i 30,5 cent previsti, un prezzo superiore a quello della rilevazione del 28 febbraio, pari a 1,869 euro al litro, mentre il gasolio è 1,858 a euro al litro, solo 26,7 cent inferiore alla rilevazione del 21 marzo, maggiore al dato registrato il 7 marzo, quando era 1,829 euro. In entrambi i casi, quindi, si tratta di valori superiori a quelli pre-conflitto" in Ucraina, scrive in una nota il presidente Massimiliano Dona sulla base dei dati del Mite.
Il taglio delle accise e i buoni carburante
L'intervento del governo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 21 marzo ed è diventato operativo il giorno successivo. La misura più attesa era proprio la riduzione del prezzo della benzina, schizzata fino a quota 2,4 euro al litro in molte parti d'Italia. In sostanza è entrato in vigore uno sconto da 25 centesimi che ha fatto scendere le accise a 623, 24 euro per mille litri sulla benzina, 532,24 per il gasolio e 182,61 per mille chilogrammi per il Gpl. Una forma di calmierazione dei prezzi che vale per 30 giorni, prevedendo inoltre che fino al 31 dicembre di quest'anno le aliquote di questi tributi potranno essere rideterminate senza dover ricorrere ad un decreto legge ma solo con un provvedimento ministeriale. Specifiche norme sono poi introdotte per i depositi di stoccaggio dei prodotti e per evitare manovra speculative, con poteri al Garante dei Prezzi e l'utilizzo della e Guardia di Finanza per i controlli.
Accanto a questa misura il governo ha introdotto una norma finalizzata ad aiutare i lavoratori che usano mezzi propri per arrivare sul luogo di lavoro. Alle imprese viene data la possibilità di concedere buoni cxarburante fino a 200 euro, senza che questi vengano possano essere oggetto di tassazione. Non si tratta quindi di un contributo governativo, ma di un'agevolazione fiscale per le imprese che potranno scegliere o meno di concedere questo benefit.