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Gas, come funziona e cosa significa il pagamento in rubli

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Putin minaccia l'Europa: "I pagamenti del gas vanno fatti in rubli. Potete aprire un conto nella nostra valuta, o interrompiamo i contratti". Ma quali sono i rischi? Cosa può succedere? Gli scenari
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ROMA - Ma c'è veramente il rischio che il Cremlino dia l'ordine di sospendere le forniture di gas naturale verso l'Unione europea, se la materia prima non verrà pagata in rubli? E da quando potrebbe accadere? E come dovrebbe funzionare il nuovo meccanismo di pagamento in rubli se mai i paesi della Ue dovessero accettare il diktat? O non si tratta piuttosto di un meccanismo "gattopardesco" per cui dalla Ue si continua a pagare in euro, ma Vladimir Putin può comunque vendersi - soprattutto sul fronte interno - di aver incassato versamenti in rubli?

La "guerra del gas" scatenata da Mosca nei confronti dell'Europa - colpevole ai suoi occhi di sostenere la causa ucraina - ha una serie di certezze facilmente comprensibili e altri punti ancora da definire. Vediamoli nel dettaglio.

Il decreto di Putin: paesi amici e ostili

La prima certezza è il decreto firmato fa Vladimir Putin, che entra in vigore con effetto immediato, a pa…

ROMA - Ma c'è veramente il rischio che il Cremlino dia l'ordine di sospendere le forniture di gas naturale verso l'Unione europea, se la materia prima non verrà pagata in rubli? E da quando potrebbe accadere? E come dovrebbe funzionare il nuovo meccanismo di pagamento in rubli se mai i paesi della Ue dovessero accettare il diktat? O non si tratta piuttosto di un meccanismo "gattopardesco" per cui dalla Ue si continua a pagare in euro, ma Vladimir Putin può comunque vendersi - soprattutto sul fronte interno - di aver incassato versamenti in rubli?

La "guerra del gas" scatenata da Mosca nei confronti dell'Europa - colpevole ai suoi occhi di sostenere la causa ucraina - ha una serie di certezze facilmente comprensibili e altri punti ancora da definire. Vediamoli nel dettaglio.

Il decreto di Putin: paesi amici e ostili

La prima certezza è il decreto firmato fa Vladimir Putin, che entra in vigore con effetto immediato, a partire dal primo di aprile. Il decreto revede che una serie di paesi "ostili" dovranno pagare le forniture di gas in rubli, pena l'interruzione delle forniture. Ma lo stesso decreto prevede la possibilità che per alcuni paesi i pagamenti non siano effettuati nella valuta di Mosca. A decidere quali saranno i paesi "amici" sarà una commissione governativa che vigila sugli investimenti stranieri, come ha riferito l'agenzia di stama Tass. la decisione verrà presa a breve, entro dieci giorni.

Il ricatto del gas

Quando scatta il pagamento in rubli?

La seconda certezza riguarda l'eventuale sospensione delle forniture verso l'Europa. Anche se dal primo aprile Mosca non dovesse ricevere pagamento in rubli, i flussi di gas non verranno interrotti. Non subito: secondo una fonte governativa, citata dall'agenzia Ria Novosti, i pagamenti per il gas in rubli per alcuni contratti scattano a metà aprile, per altri nella seconda metà del mese, per altri ancora non prima di maggio. Si tratta di scadenze tecniche che potrebbero permettere a Mosca di continuare a minacciare l'interruzione delle forniture, utilizzando la dipendenza del gas europea, per fare pressioni sulle trattative per il cessate il fuoco. Ma, allo stesso tempo, potrebbero consentire ai vertici di Gazprom di rinegoziare i contratti secondo le nuove regole.

Ma come funziona il pagamento in rubli?

Premesso che sia i governi occidentali (a cominciare da Germania, Francia e Italia) sia le società energetiche europee titolari dei contratti di fornitura non hanno intenzione di pagare in rubli, bisogna comunque capire come potrebbe funzionare il meccanismo proposto da Mosca. "Per acquistare gas naturale russo - ha detto Vladimir Putin alla tv - devono aprire conti in rubli nelle banche russe. Se tali pagamenti non verranno effettuati, lo considereremo un default da parte degli acquirenti, con tutte le conseguenze che ne conseguono, ovvero i contratti esistenti saranno fermati".

Decisivo il meccanismo euro convertiti in rubli

Ma un conto è quello che dice Putin all'opinione pubblica interna, un altro è quello che accade veramente. Sempre considerando quanto hanno fatto trapelare fonti ufficiali russe - in questo caso l'agenzia di stampa governativa Tass - il decreto prevede l'apertura, da parte degli acquirenti esteri, di conti speciali (denominati "conti K") in euro e in rubli presso Gazprombank, istituto che non è colpito da sanzioni proprio per favorire i pagamenti per le forniture del gas. Gazprombank convertirà i versamenti in euro in rubli acquistati quel giorno sul mercato e li girerà poi a Gazprom, che a quel punto garantirà le forniture".

Ma, alla fine, che cosa cambia?

Sempre che il meccanisno del decreto sia proprio quello raccontato dalle fonti russe, a prima vista Putin ottiene di dividere gli acquirenti in "buoni e cattivi" e incassa un meccanismo che gli permette di presantasi all'opinione pubblica come il leader che ha costretto gli occidentali a pagare in euro. Per gli acquirenti la cosa fondamentale è che non siano costretti a pagare in rubli o acquistare rubli da depositare sul "conto k". Ma, come detto, sarà fondamentale capire cosa è scritto effettivamente nel decreto.

In realtà, è un tema tutto politico

Ma l'obiettivo di Putin, al momento, appare più politico che economico. In pratica, vuole che passi il messaggio che ci siano paesi "ostili" e non ostili, cercando si spaccare il fonte europeo che finora si è dimostrato compatto. Un ricatto, legato alle forniture di gas, che l'Unione europea difficilmente potrà accettare.