Smart working: semplificato fino al 30 giugno, ma solo nel privato
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - Il 31 marzo finisce l'emergenza Covid, ma il Dl 24/2022 prevede una proroga di tre mesi per lo smart working semplificato nel privato. Mentre per il pubblico già dall'inizio di quest'anno le linee guida della Funzione Pubblica richiedono l'accordo individuale tra lavoratore e datore di lavoro. E dal primo aprile non c'è più alcuna salvaguardia per i lavoratori fragili (con patologie gravi o figli piccoli): devono rientrare al lavoro fermo restando che l'accordo individuale può stabilire specifiche modalità di tutela.
Dal primo aprile scatta anche il monitoraggio del ministero del Lavoro sull'applicazione del Protocollo stipulato con le parti sociali il 7 dicembre 2021, mentre per la Pubblica Amministrazione si è insediata pochi giorni fa la Commissione tecnica coordinata dal giuslavorista Michele Tiraboschi.
Pubblica Amministrazione: accordo individuale e prevalenza del lavoro in presenza
ROMA - Il 31 marzo finisce l'emergenza Covid, ma il Dl 24/2022 prevede una proroga di tre mesi per lo smart working semplificato nel privato. Mentre per il pubblico già dall'inizio di quest'anno le linee guida della Funzione Pubblica richiedono l'accordo individuale tra lavoratore e datore di lavoro. E dal primo aprile non c'è più alcuna salvaguardia per i lavoratori fragili (con patologie gravi o figli piccoli): devono rientrare al lavoro fermo restando che l'accordo individuale può stabilire specifiche modalità di tutela.
Dal primo aprile scatta anche il monitoraggio del ministero del Lavoro sull'applicazione del Protocollo stipulato con le parti sociali il 7 dicembre 2021, mentre per la Pubblica Amministrazione si è insediata pochi giorni fa la Commissione tecnica coordinata dal giuslavorista Michele Tiraboschi.
Pubblica Amministrazione: accordo individuale e prevalenza del lavoro in presenza
Le linee guida per il lavoro agile hanno già reintrodotto da gennaio l'accordo individuale, che ogni dipendente deve stipulare con il proprio dirigente. In seguito ogni ufficio disporrà del Piao, il Piano organizzativo che dovrà anche prevedere a grandi linee il funzionamento del lavoro agile. Poiché però la presentazione del Piao è slittata al 30 aprile per le amministrazioni centrali e al 31 luglio per gli enti locali, nel frattempo saranno i dirigenti a stabilire in che misura e con che modalità sarà possibile accedere allo smart working per ogni dipendente, fermo restando il criterio della prevalenza, che stabilisce che comunque il lavoro in presenza debba superare il 50 per cento del totale.
Aziende private: ancora lavoro agile semplificato, ma possibili già gli accordi
Il decreto 24 marzo 2022 n.24, che stabilisce le norme per l'uscita graduale dall'emergenza Covid, proroga invece al 30 giugno lo smart working semplificato, che non richiede l'accordo individuale tra lavoratore e datore di lavoro. "Questa è però una possibilità, non un obbligo - spiega Pasqualino Albi, professore di Diritto del Lavoro all'Università di Pisa e consulente del ministro del Lavoro Andrea Orlando - e quindi possono già partire con la modalità ordinaria le aziende che si erano preparate negli ultimi mesi stipulando un accordo collettivo per il lavoro agile, in vista della scadenza dello smart working semplificato al 31 marzo. Sono molte, le ultime in ordine di tempo tra le grandi aziende sono Leonardo ed Enel, con accordi stipulati pochi giorni fa. Gli accordi collettivi, essendo stipulati in vista della fine dell'emergenza, prevedono necessariamente la stipula di accordi inviduali che tengano conto delle modalità stabilite da quelli collettivi, che nel Protocollo del 7 dicembre vengono indicati come la modalità preferenziale per decidere, impresa per impresa, quali sono le esigenze principali di cui tenere conto". E quindi se anche l'accordo individuale non è previsto, è però possibile, soprattutto nella cornice dell'entrata in vigore degli accordi collettivi.
I fragili: niente proroga nè nel pubblico nè nel privato
Il Dl 24 esclude sia nel pubblico che nel privato la proroga del diritto allo smart working per i lavoratori fragili, che includeva, nel caso in cui le mansioni abituali non consentissero la modalità agile, anche il diritto di essere adibiti ad altre mansioni, che consentissero il lavoro a distanza. Ragioni di copertura finanziaria hanno convinto il governo a non prorogare la norma, tra le proteste del Parlamento e dei sindacati. Tuttavia non è detto che da giovedì tutti i lavoratori fragili debbano necessariamente rientrare, soprattutto se si tratta di persone che soffrono di patologie fonti di gravi rischi, se dovessero contrarre il Covid. Intanto il Dl. 24 proroga la sorveglianza sanitaria, e quindi il medico aziendale è tenuto a prestare una particolare attenzione a tutte le situazioni di rischio che dovessero coinvolgere i lavoratori.
E inoltre nel privato è possibile che gli accordi collettivi prevedano salvaguardie speciali per i lavoratori fragili, mentre nel pubblico lo strumento può essere la flessibilità. Il parametro della prevalenza del lavoro in presenza infatti non si riferisce a periodi prestabiliti, può anche essere vista nel lungo periodo e quindi in queste settimane, che vedono ancora una risalita dei contagi, i dirigenti hanno la possibilità di prevedere un lavoro agile fino al 100% per i lavoratori fragili, prevedendone un rientro quando le condizioni sanitarie saranno migliori.
Modalità semplificate anche dal primo luglio?
"Quando è stato stipulato il Protocollo del 7 dicembre, le parti sociali hanno chiesto che anche a regime rimanessero in vigore le modalità semplificate per la comunicazione degli accordi sullo smart working", spiega il professor Albi. E quindi il ministero del Lavoro si è fatto portavoce di questa esigenza, chiedendo che le comunicazioni degli accordi individuali sullo smart working, che sarà obbligatorio stipulare a partire dal primo luglio anche nel privato, rimangano "massive", cioè sintetiche. Verrà trasmesso quindi solo un elenco dei lavoratori e non il singolo contratto.