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Le scelte di Cdp: Venier guiderà Snam, per Italgas c’è Gallo

Per le presidenze delle due società De Virgiliis e Navarra. Fumata nera per Fincantieri dove Bono cerca la riconferma
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MILANO - La Cassa depositi e prestiti, in accordo con il ministero del Tesoro suo azionista e con Palazzo Chigi, sceglie per una parziale discontinuità nelle nomine delle partecipate Snam e Italgas. E anche per l’indicazione di donne in posizioni apicali. La svolta più significativa arriva nella società che distribuisce il gas, sempre più strategica anche a livello internazionale vista la particolare situazione che sta vivendo l’Europa nel settore energetico.

È stata infatti confermata l’uscita di Marco Alverà dopo due mandati, ma anche del presidente e di due consiglieri. Il nuovo amministratore delegato sar&agr…

MILANO - La Cassa depositi e prestiti, in accordo con il ministero del Tesoro suo azionista e con Palazzo Chigi, sceglie per una parziale discontinuità nelle nomine delle partecipate Snam e Italgas. E anche per l’indicazione di donne in posizioni apicali. La svolta più significativa arriva nella società che distribuisce il gas, sempre più strategica anche a livello internazionale vista la particolare situazione che sta vivendo l’Europa nel settore energetico.

È stata infatti confermata l’uscita di Marco Alverà dopo due mandati, ma anche del presidente e di due consiglieri. Il nuovo amministratore delegato sarà Stefano Venier, che oggi guida la utility bolognese Hera, mentre alla presidenza sale Monica De Virgiliis, in passato già consigliere di amministrazione di Snam. Le altre due novità assomigliano ad altrettanti suggerimenti arrivati da alcune aree politiche: Massimo Bergami è un accademico bolognese che in passato ha collaborato con Nino Andreatta ed Enrico Letta, mentre Augusta Iannini, in magistratura dal 1977, ha ricoperto negli anni vari ruoli importanti anche a livello europeo, conosciuta anche per essere la moglie di Bruno Vespa. L’unica conferma nel cda Snam è quella di Alessandro Tonetti, vice direttore generale di Cdp, l’occhio vigile dell’azionista.

Alla guida di Italgas, invece, prevale la continuità nella gestione con la conferma di Paolo Gallo, al terzo mandato come amministratore delegato e dg. Mentre per la presidenza è stata scelta Benedetta Navarra, avvocato esperta di diritto societario e già presente nei cda di alcune controllate di Unicredit e della As Roma. Sia in Snam che in Italgas, poi, è stato indicato Qinjing Shen dal socio cinese State Grid, colosso presente nel capitale di Cdp Reti dal 2015, quando Franco Bassanini e Giovanni Gorno fecero entrare la società statale cinese in Cdp Reti con il 35%. Una presenza che oggi non è più tanto gradita vista la situazione geopolitca.

Insieme alle liste per i cda delle partecipate, Cdp ieri ha approvato anche il bilancio 2021, chiuso con un utile consolidato in crescita a 5,3 miliardi, grazie soprattutto ai buoni risultati della partecipata Eni. La spinta all’economia da parte della Cassa è stata importante anche l’anno scorso, con 35 miliardi di investimenti attivati, pari al 2% del Pil, e con la creazione o il mantenimento di 400 mila posti di lavoro, di cui il 20% riservato ai giovani e il 40% alle donne. Nel corso del 2021 è cresciuto anche il risparmio postale raccolto da Cdp, fino a 281,5 miliardi rispetto ai 274,6 dell’esercizio precedente, mentre il rifinanziamento di 5,2 miliardi di debito delle Regioni ha garantito agli enti un risparmio complessivo di circa 1,4 miliardi.

Il capitolo nomine però non finisce qui. Non sono ancora arrivate da Cdp indicazioni sulla lista per il rinnovo del board di Fincantieri, controllata al 71%. Qui si sta consumando dietro le quinte un braccio di ferro tra gli azionisti della società e Giuseppe Bono, potente ad in carica dal 2002 a oggi, che a 78 anni compiuti sta cercando in tutti i modi di rimanere in sella. Bono vorrebbe restare presidente con deleghe, visto che Giampiero Massolo è stato designato da Edizione Holding alla presidenza di Atlantia. Ma da Palazzo Chigi, dal Mef e dalla Cdp chiedono una discontinuità forte, nonostante Bono abbia mosso tutte le sue pedine nella capitale, inclusi ambienti vicini al Quirinale.

Al Mef spetterà poi indicare i nuovi vertici di Invitalia, dove Domenico Arcuri ricopre la carica di ad dal 2007 ma ha pochissime chances di riconferma, viste anche le inchieste della magistratura in corso per il suo periodo da Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, una posizione per la quale Draghi fin da subito gli ha preferito il generale Figliuolo. Il candidato naturale per guidare Invitalia sembra Bernardo Mattarella, ad del Mediocredito Centrale e nipote del presidente della Repubblica.