✕

Gas, cosa succede dopo il decreto di Putin e quando scatta lo stato di allerta?

2 minuti di lettura

ROMA - Il decreto che impone la conversione in rubli dei pagamenti per la fornitura di gas naturale, in vigore dal primo aprile, è arrivato ai vertici del governo. Ma anche di Eni, titolare dei contratto di importazione con Gazprom, il colosso di stato controllato dal Cremlino. Si tratta della traduzione "ufficiale" del provvedimento con cui Vladimir Putin tenta di sostenere il corso del rublo nonché le quotazioni del gas sui mercati internazionali. Ma cosa succede ora? I paesi e le imprese occidentali dovranno veramente pagare in rubli (invece che in euro o in dollari) pena la sospensione delle forniture? Esiste il pericolo che non arrivi più gas dalla Russia? E da quando potrebbe scattare la sospensione dei contratti ? Infine, quali provvedimenti intendono o devono prendere governo Eni (che ricordiamo è una società quotata in Borsa che ha il ministero dell'Economia come socio di controllo)?

La Russia fermerà le forniture e qua…

ROMA - Il decreto che impone la conversione in rubli dei pagamenti per la fornitura di gas naturale, in vigore dal primo aprile, è arrivato ai vertici del governo. Ma anche di Eni, titolare dei contratto di importazione con Gazprom, il colosso di stato controllato dal Cremlino. Si tratta della traduzione "ufficiale" del provvedimento con cui Vladimir Putin tenta di sostenere il corso del rublo nonché le quotazioni del gas sui mercati internazionali. Ma cosa succede ora? I paesi e le imprese occidentali dovranno veramente pagare in rubli (invece che in euro o in dollari) pena la sospensione delle forniture? Esiste il pericolo che non arrivi più gas dalla Russia? E da quando potrebbe scattare la sospensione dei contratti ? Infine, quali provvedimenti intendono o devono prendere governo Eni (che ricordiamo è una società quotata in Borsa che ha il ministero dell'Economia come socio di controllo)?

La Russia fermerà le forniture e quando?

Come ha fatto sapere il portavoce del Cremlino, in ogni caso la sospensione delle forniture non avverrà prima della fine di aprile e in qualche caso a maggio, a seconda dei contratti. A conferma della strategia della Russia, con i suoi annunci, di voler sostenere il valore della sua moneta e delle sue materie prime. La sospensione delle forniture, ad ogni modo, scatterà solo nel caso in cui gli importatori non dovessero rispettare le regole del decreto appena approvato.

Ma bisogna effettivamente pagare il gas in euro?

La traduzione del decreto non ha aggiunto molto a quanto si era capito alla vigilia. Il decreto prevede l'apertura da parte degli acquirenti esteri, ci un conto speciale denominato sia in euro che in rubli prezzo Gazprombank (che non è colpita dalle sanzioni e può ancora a operare sui circuiti internazionali). Qui arrivano i pagamenti in valute straniere e vengono poi convertite in rubli per essere girato a Gazprom che a quel punto garantirà le forniture.

Come si comporterà Eni?

Eni ha fatto soltanto sapere di aver "ricevuto la comunicazione da parte di Gazprom che stiamo analizzando". Di fatto, a una prima analisi  dal punto di vista finanziario cambia poco, se non l'apertura di un nuovo conto. Perché, in realtà, non si tratterebbe di obbligo di "pagamento" in rubli, ma di obbligo di "conversione" in rubli delle divise straniere. E' poi evidente che Eni vuole essere sicura che sia proprio così, prima di procedere. Ma, come detto, l'obbligo scatta solo a fine aprile.

Palazzo Chigi conferma il primo livello di pre-allarme?

Anche il governo segue minuto per minuto l'evolversi della situazione, preparandosi anche ai peggiori scenari. Al momento, viene confermato lo stato di pre-allarme (livello 1). Anche perché i flussi del gas russo al punto di approdo in Italia, al passo del Tarvisio, procedono regolarmente. "Da parte del governo non è in corso alcuna valutazione" sull'attivazione dello stato di allarme (livello 2) relativo alla crisi energetica, hanno precisato fonti di Palazzo Chigi. Da parte sua il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha dichiarato che "se fosse interrotto oggi il gas" in arrivo dalla russia "non avremmo grossi problemi per i prossimi mesi caldi, dovremmo essere molto attenti agli stoccaggi, cioè sulle riserve invernali, ma su questo stiamo lavorando con largo anticipo".

Quando scattano stato di allarme e di emergenza?

Nel caso in cui effettivamente Putin decidesse di chiudere i rubinetti del gas o dovesse limitare le esportazioni, scatterebbe la fase 2 di "allarme". Che prevede alcuni interventi immediati: aumento delle importazioni da altri paesi, riduzione della domanda di gas; impiego di combustibili di sostituzione alternativi negli impianti industriali. per esempio, aumento della produzione di energia nelle centrali a carbone.

La fase 3 di "emergenza" scatta quando  la fornitura di gas è insufficiente a soddisfare la domanda e si è costretti a mettere mano alle riserve strategiche. In questo caso scattano i provvedimenti che vanno dagli interventi per incrementare la disponibilità di gas in rete alla riduzione obbligatoria del prelievo di gas dei clienti industriali, dalla definizione di nuove soglie di temperatura e/o orari per il riscaldamento, all'utilizzo dello stoccaggio strategico, fino all'interrompibilità del gas per alcune industrie.

 

la