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Auto, un altro tonfo per il mercato italiano: immatricolazioni giù del 30% a marzo

Stellantis perde il 36,6%. Pesa, oltre alla crisi microchip e al conflitto in Ucraina, l'assenza degli incentivi annunciati. "Fate in fretta", chiedono i rappresentanti del settore. Senza bonus rischio crollo vendite auto elettriche
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TORINO - Il tonfo, l'ennesimo di fila, sfiora il 30%. Nel mese di marzo sono state immatricolate in Italia 119.497 auto, con un calo del 29,7% su marzo 2021. Circa 50 mila vetture in meno. E nei primi tre mesi dell'anno le immatricolazioni sono state in tutto 338.258, il 24,37% in meno dello stesso periodo del 2021. I dati sono del mInistero dei Trasporti.

Il gruppo Stellantis ha immatricolato in Italia a marzo 43.293 auto, il 36,6% in meno dello stesso mese del 2021. La quota è del 36,2% a fronte del 40,2% dell'anno scorso. E nei primi tre mesi dell'anno le immatricolazioni del gruppo sono state 123.768, in calo del 31,2% rispetto all'analogo periodo del 2021. La quota è in calo dal 40,2% al 36,2%. "Non ci sono più aggettivi per descrivere il disastro del mercato auto. Su marzo 2021 il calo è stato del 29,7, che non era però un mese normale perché le vendite erano penalizzate dalla pandemia. Se si guarda l'ultimo…

TORINO - Il tonfo, l'ennesimo di fila, sfiora il 30%. Nel mese di marzo sono state immatricolate in Italia 119.497 auto, con un calo del 29,7% su marzo 2021. Circa 50 mila vetture in meno. E nei primi tre mesi dell'anno le immatricolazioni sono state in tutto 338.258, il 24,37% in meno dello stesso periodo del 2021. I dati sono del mInistero dei Trasporti.

Il gruppo Stellantis ha immatricolato in Italia a marzo 43.293 auto, il 36,6% in meno dello stesso mese del 2021. La quota è del 36,2% a fronte del 40,2% dell'anno scorso. E nei primi tre mesi dell'anno le immatricolazioni del gruppo sono state 123.768, in calo del 31,2% rispetto all'analogo periodo del 2021. La quota è in calo dal 40,2% al 36,2%. "Non ci sono più aggettivi per descrivere il disastro del mercato auto. Su marzo 2021 il calo è stato del 29,7, che non era però un mese normale perché le vendite erano penalizzate dalla pandemia. Se si guarda l'ultimo marzo precedente la pandemia, quello del 2019, il calo è del 38,5%", sottolinea il Centro Studi Promotor di Bologna. "La situazione non cambia - aggiunge - se si considera il primo trimestre quando le immatricolazioni sono state 338.258 con cali del 24,4% sul primo trimestre 2021 e del 37,1% sullo stesso periodo del 2019". Se si proietta il numero di auto vendute nel trimestre sull'intero 2022 si ottiene un volume di 1.127.527 immatricolazioni, livello molto vicino a quello del 1967.

Numeri su cui gli esperti concordano, così come sulle previsioni. Una situazione che è la sommatoria di effetti differenti, dalla pandemia alla crisi dei microchip, dalla guerra in Ucraina al costo delle materie prime e dell'energia. "E poi da mesi si annunciano degli incentivi per l'acquisto che non sono ancora arrivati - sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Csp di Bologna - le persone che vorrebbero acquistare aspettano". Ora l'accordo nel governo Draghi è stato trovato e a giorni dovrebbe essere emanato il Dpcm che prevede incentivi per 650 milioni all'anno per tre anni, fino a tutto il 2024. Ma tra passaggi alla Corte dei Conti e pubblicazione i tempi potrebbero essere ancora lunghi. Insomma, si rischia almeno un'altro mese senza bonus. Non solo. Arrivano le prime critiche, come quelle di Motus-E, l'associazione che rappresenta tutte le imprese che operano nel campo elettrico, sull'abbassamento dell'incentivo massimo da 6mila a 5mila euro per i veicoli elettrici.

Secondo l'Unrae, la sigla che rappresenta la Case automobilistiche estere, lo stallo di mercato provocato dalla attesa degli incentivi, a marzo ha mantenuto sotto tono anche la quota delle auto a zero o bassissime emissioni. L’Unrae calcola che manchino ancora da immatricolare 16.000 auto della fascia 0-20 g/Km di CO2 ordinate con incentivo 2021,10.000 della fascia 21-60 g/Km e 30.000 della fascia 61-135 g/Km. Una volta evasa tutta la banca ordini 2021, la quota di mercato delle auto ricaricabili alla spina rischia di scendere ai minimi. Seppure in crescita, le auto elettriche e ibride plug-in circolanti a fine marzo ammontano rispettivamente a 128.000 e 127.000 unità, di cui 11.345 e 17.141 immatricolate quest’anno. “Gli annunci e la conseguente aspettativa degli incentivi stanno di fatto paralizzando il mercato ormai da mesi e, se il governo non provvede a emanare con urgenza il decreto attuativo che li rende fruibili, si rischia di aggravare e prolungare ulteriormente la crisi delle immatricolazioni”, avverte Michele Crisci, presidente Unrae.

Secondo l'Anfia, l'azienda che raggruppa le imprese dell'indotto auto, le immatricolazioni delle auto ad alimentazione alternativa rappresentano il 51,9% del mercato di marzo 2022, in calo del 18,2% nel mese e del 4,5% nel trimestre, con una quota di mercato del 52,6%. Critiche rispetto all'ultima versione degli incentivi studiata dal governo da parte del presidente, Paolo Scudieri: "Se confermata, questa impostazione costituirebbe, a nostro avviso, una forte limitazione. Sono necessari incentivi all'acquisto di veicoli commerciali leggeri a basso impatto ambientale". Il problema è che la coperta, che siano 650 o 700 milioni all'anno, è troppo corta per finanziare tutte le linee di intervento richieste dal comparto.