Roma - L’Europa si prepara all’eventualità più estrema: l’interruzione (o il boicottaggio) delle forniture da parte di Gazprom, la società russa numero uno al mondo per la produzione e vendita di gas naturale, principale fornitore dei Paesi Ue di cui copre ogni anno tra il 35 e il 40% del fabbisogno complessivo.
Dopo l’invasione dell’Ucraina, Bruxelles ha cominciato a lavorare per ridurre la dipendenza da Mosca. Ma gli ultimi episodi di violenze sui civili potrebbero provocare un’accelerazione nella chiusure dei rapporti commerciali da parte della Ue. E, in ogni caso, pende sempre la minaccia del Cremlino di voler essere pagato in rubli, pena l’interruzione delle forniture. Tutti scenari che hanno obbligato i singoli governi a predisporre piani di emergenza per far fronte alla mancanza del gas russo e a dichiarare uno stato di allerta o pre-allerta. Ecco i provvedimenti più significativi.
Roma - L’Europa si prepara all’eventualità più estrema: l’interruzione (o il boicottaggio) delle forniture da parte di Gazprom, la società russa numero uno al mondo per la produzione e vendita di gas naturale, principale fornitore dei Paesi Ue di cui copre ogni anno tra il 35 e il 40% del fabbisogno complessivo.
Dopo l’invasione dell’Ucraina, Bruxelles ha cominciato a lavorare per ridurre la dipendenza da Mosca. Ma gli ultimi episodi di violenze sui civili potrebbero provocare un’accelerazione nella chiusure dei rapporti commerciali da parte della Ue. E, in ogni caso, pende sempre la minaccia del Cremlino di voler essere pagato in rubli, pena l’interruzione delle forniture. Tutti scenari che hanno obbligato i singoli governi a predisporre piani di emergenza per far fronte alla mancanza del gas russo e a dichiarare uno stato di allerta o pre-allerta. Ecco i provvedimenti più significativi.
Italia. Il governo ha fatto sapere che non ci sarebbero problemi almeno fino a ottobre anche in caso di interruzione dei rapporti con la Russia. Intano sta lavorando per trovare alternative per l’inverno. Il ministro degli esteri Lugi Di Maio è nel caucaso dove sabato ha ottenuto 2 miliardi di metri cubi di gas in più dall’Azerbaijan, mentre l’ad dell’Eni Claudio Decaslzi ieri era ad Algeri per trattare un aumento dell’export: nelle intenzioni dovrebbero essere 8-9 miliardi in più.
Francia. Il gestore della rete elettrica ha invitato cittadini e imprese a moderare i consumi. Lo ha fatto in particolare per questa settimana, vista la nuova ondata di gelo. E ha chiesto di usare gli elettrodomestici soprattutto nel weekend. Il governo di Parigi, che ha imposto un tetto massimo alle bollette dell’energia, è alle prese con i problemi del suo parco di centrali nucleari: 27 dei 56 reattori sono in manutenzione. Il che costringe la Francia a importare energia dai Paesi confinanti.
Olanda. Il governo de L’Aia - alle prese con un’inflazione che ha raggiunto il 12%, ha comprato spazi pubblicitari sui media per invitare i cittadini a consumare meno energia, stando il meno tempo possibile sotto la doccia e non riscaldando le case oltre 19 gradi. Gli uffici pubblici contribuiranno, abbassando la temperatura di due gradi.
Germania e Austria. I due governi hanno dichiarato il primo livello di allarme, con gli operatori che devono informare ogni giorno sul livello delle forniture. Dovesse scattare il secondo livello si passerebbe a una distribuzione razionata del gas. In ogni caso, Berlino e Vienna hanno fatto intendere che la Russia non è più un partner attendibile.
Spagna e Portogallo. Grazie a un mercato dell’energia molto particolare, meno collegato con il resto dell Ue, hanno ottenuto da Bruxelles la possibilità di mettere un tetto al prezzo del gas: 30 euro al megawattora, contro un prezzo al momento sopra i 110 euro.