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"Così porteremo in orbita i satelliti di Amazon". La francese Arianespace sigla il maxi-contratto. c'è anche l'Italia

Stéphane Israël 
Intervista al ceo Stéphane Israël. Accordo per diciotto vettori per il lancio della costellazione Kuiper, che hanno tecnologia sviluppata anche da Avio. Per la conquista dello spazio "l'Europa deve avere grandi progetti". La rivalità con SpaceX: "Loro hanno forme di sostegno che non esistono da noi"
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PARIGI - Arianespace si consolida come protagonista nel Big Space annunciando la firma di un mega-contratto con Amazon nell'ambito del lancio della nuova costellazione Kuiper, il progetto del colosso dell'e-commerce di mandare in orbita un sistema di oltre 3mila satelliti a bassa quota per fornire connettività ad alta velocità sulla superficie terrestre. La società che si occupa di commercializzare e gestire i nuovi lanciatori europei Ariane 6 e Vega C ha chiuso un accordo per diciotto vettori di Ariane 6 nella versione più potente dotata di quattro booster laterali. Si tratta del più grande contratto siglato dalla società guidata da Stéphane Israël. Commentando la notizia a Repubblica, il Ceo di Arianespace parla di "game changer". No comment sulle cifre, ma è il più importante contratto di Arianespace dopo quello con OneWeb che valeva oltre 1 miliardo di dollari. "Senza aver ancora fatto …

PARIGI - Arianespace si consolida come protagonista nel Big Space annunciando la firma di un mega-contratto con Amazon nell'ambito del lancio della nuova costellazione Kuiper, il progetto del colosso dell'e-commerce di mandare in orbita un sistema di oltre 3mila satelliti a bassa quota per fornire connettività ad alta velocità sulla superficie terrestre. La società che si occupa di commercializzare e gestire i nuovi lanciatori europei Ariane 6 e Vega C ha chiuso un accordo per diciotto vettori di Ariane 6 nella versione più potente dotata di quattro booster laterali. Si tratta del più grande contratto siglato dalla società guidata da Stéphane Israël. Commentando la notizia a Repubblica, il Ceo di Arianespace parla di "game changer". No comment sulle cifre, ma è il più importante contratto di Arianespace dopo quello con OneWeb che valeva oltre 1 miliardo di dollari. "Senza aver ancora fatto il primo volo, Ariane 6 ha un flusso di attività garantito per diversi anni e dimostra di poter soddisfare le esigenze dell'Europa ma anche di sfruttare nuove opportunità di mercato". Un successo europeo, prosegue Israël, e italiano visto che il booster P120C su Ariane 64 è sviluppato da Europropulsion, società a partecipazione paritetica tra ArianeGroup, prime contractor del programma Ariane, e Avio, l'azienda aerospaziale di Colleferro. 

E' stato difficile strappare questo risultato?

"Le discussioni con Amazon sono iniziate alla fine del 2019. È stato un lavoro di squadra. Arianespace ha portato il cliente e condotto i negoziati, ma siamo rimasti sempre in contatto con l'intera catena industriale. In un contesto in cui la concorrenza è aumentata, dimostriamo che questo vettore si adatta perfettamente ai nuovi sviluppi del mercato, a cominciare dalle grandi costellazioni". 

Una rivincita dell'Europa spaziale?

"Arianespace è presente da quarant'anni sul mercato americano, lavoriamo già con gruppi come ViaSat, IntelSat e il nostro portafoglio clienti privati è dominato da nomi statunitensi. Nel dicembre scorso, abbiamo lanciato il telescopio James Webb, uno dei progetti spaziali più ambiziosi della Nasa, raddoppiandone la vita utile grazie alla precisione del lancio. I clienti che ci conosco, si fidano, e Amazon ha valutato altre soluzioni prima di scegliere noi".

SpaceX ha una politica di prezzi molto aggressiva. 

"Per Ariane 6 offriamo prezzi in linea con la concorrenza. E' importante che sul mercato ci siano soluzioni diverse. Forse Elon Musk sogna di trovarsi in monopolio ma sarebbe un incubo per chi deve usare i lanciatori. E comunque noi europei non dovremmo essere ossessionati con SpaceX". 

Elon Musk sembra imbattibile, anche grazie ai vari sostegni di Nasa e US Force. Non è così?

"SpaceX è l'espressione di forme di sostegno pubblico che non esistono in Europa, di capitali privati meno disponibili da noi, di una forma di velocità della Silicon Valley ma anche di un codice del lavoro che non ha niente a che vedere con il nostro. Elon Musk può convocare i suoi dipendenti una domenica mattina e ordinare loro: se non lavorate 80 ore la prossima settimana, vi licenzio. Non consiglierei a un Ceo europeo di parlare in questo modo". 

Ariane 6 doveva decollare due anni fa. A causa della pandemia, ci sono stati ritardi e costi aumentati. Ora tutto risolto?

"Abbiamo varato i progetti Ariane 6 e Vega C nel 2014, durante l'annessione della Crimea, quando il contesto geopolitico stava diventando più complicato. Anche se eravamo felici di operare con i russi relativamente al leggendario lanciatore Soyuz, l'obiettivo era dare maggiore autonomia all'Europa. Qualcuno ci ha accusato di progettare lanciatori sovradimensionati, troppo grandi dal momento che i satelliti diventavano sempre più piccoli. Eravamo invece convinti che per i progetti geostazionari e le grandi costellazioni ci sarebbe stato bisogno di vettori estremamente potenti. Il contratto con Amazon è la conferma che abbiamo fatto le scelte giuste". 

Con la guerra in Ucraina, l'agenzia spaziale russa ha sospeso la collaborazione dei suoi lanciatori Soyuz. Quali sono le ripercussioni per Arianespace?

"Il lavoro con l'industria russa su Soyuz  è stato un successo: 64 lanci, tutti perfettamente riusciti, tranne uno. Per la costellazione OneWeb abbiamo fatto 13 lanci a tempo di record. Purtroppo le circostanze geopolitiche hanno portato al ritiro unilaterale di Roscosmos e ora dovremo usare i nuovi lanciatori europei per i satelliti istituzionali previsti su Soyuz fino al 2023. In pratica siamo condannati al successo di Ariane 6 e Vega C". 

Quali sono i tempi?

"Il volo inaugurale di Vega C è previsto prima dell'estate. Il nostro partner Avio sta lavorando sodo. Il volo inaugurale di Ariane 6 è previsto entro dicembre. Sappiamo che ci sono ancora rischi sul percorso. Ma la crisi in Ucraina e la firma del contratto con Amazon significano che dobbiamo concentrarci su questa sfida".

Ariane 6 non rischia di fare concorrenza a Vega C?

"Posso capire che ci siano stati dubbi da una parte e l'altra delle Alpi ma sono lanciatori complementari. Ognuno ha trovato il suo mercato. E oggi uno degli attori più impegnati nel successo di Ariane 6 è Avio, pronta a produrre il booster da 142 tonnellate P120C che sarà anche su Vega C e a sviluppare la versione più potente da 156 tonnellate P120C+. Vedo un grande momento di solidarietà tra Francia e Italia. Ci possono essere forme di concorrenza in Europa su alcuni progetti di mini lanciatori ma deve rimanere controllata e non distruggere la solidarietà intorno ai lanciatori di nuova generazione". 

Noi europei manchiamo di ambizione?

"E' stata molto importante la risoluzione varata dall'Esa ad agosto che fissa le condizioni operative dei due lanciatori di nuova generazione, garantendo quattro lanci istituzionali per Ariane 6 e due per Vega C. Con questa base possiamo essere ambiziosi sull'export. Ho sempre detto che limitarci ai satelliti istituzionali, con solo tre o quattro opportunità di lancio all'anno, significava condannarci a gestire il declino. Ariane 6 è stato progettato per fare undici lanci all'anno e l'industria europea ha bisogno di un ritmo sostenuto per restare competitiva. Questo è solo il primo contratto, ce ne saranno altri".

E quali sono le nuove frontiere da occupare? 

"E' importante che l'Europa continui ad avere grandi progetti come Galileo e Copernico. Sono favorevole all'idea di sviluppare una costellazione europea come proposto dal commissario Thierry Breton. Resta da capire se dovrebbe essere pubblica, privata o un mix di entrambe e a quali bisogni dovrebbe servire. Solo orientata sulla sovranità o verso un maggiore accesso alla connettività in Europa e oltre, in Africa? Penso sia questo il prossimo grande progetto per l'Europa spaziale. Al vertice europeo di Tolosa a febbraio c'è stato un buon progresso, con l'adozione di una risoluzione. Più avanti penso che sarebbe utile riflettere a voli con equipaggio. Li fanno americani, russi e cinesi, gli indiani si stanno preparando. Avremo piena autonomia di accesso allo spazio quando faremo anche i voli con equipaggio".