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Crédit Agricole muove su Bpm: acquistato oltre il 9%

I francesi: "Relazioni ancora più forti". Il Banco: "Operazione non concordata"
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MILANO - Il Crédit Agricole è il primo singolo azionista del Banco Bpm. Con "acquisti sul mercato" ma anche con "un'operazione con una primaria banca d'affari internazionale" l'istituto francese ha preso una quota del 9,18% della banca guidata da Giuseppe Castagna. E, come rende noto in un comunicato diffuso a tarda sera, "non ha chiesto autorizzazioni a superare il 10%". Un modo per dire che non intende salire oltre. Almeno per il momento.

A lungo, del resto, i francesi fecero la stessa cosa (anzi partendo dal 5%) con il Creval, con cui - come con il Banco Bpm - avevano consolidate relazioni in joint venture operative. L'opa arrivò molti anni dopo. Stavolta si ripeterà lo stesso scenario? Per ora è lo stesso Agricole a ricostruire la ratio dell'intervento: "L'operazione consolida la relazione strategica e di lungo termine con il gruppo", si legge ancora nella nota, costituita innanzitu…

MILANO - Il Crédit Agricole è il primo singolo azionista del Banco Bpm. Con "acquisti sul mercato" ma anche con "un'operazione con una primaria banca d'affari internazionale" l'istituto francese ha preso una quota del 9,18% della banca guidata da Giuseppe Castagna. E, come rende noto in un comunicato diffuso a tarda sera, "non ha chiesto autorizzazioni a superare il 10%". Un modo per dire che non intende salire oltre. Almeno per il momento.

A lungo, del resto, i francesi fecero la stessa cosa (anzi partendo dal 5%) con il Creval, con cui - come con il Banco Bpm - avevano consolidate relazioni in joint venture operative. L'opa arrivò molti anni dopo. Stavolta si ripeterà lo stesso scenario? Per ora è lo stesso Agricole a ricostruire la ratio dell'intervento: "L'operazione consolida la relazione strategica e di lungo termine con il gruppo", si legge ancora nella nota, costituita innanzitutto dalla joint venture nel credito al consumo, Agos, in cui i francesi hanno il 61% e gli altri il 39%. Partecipazione eredita da Bpm nella fusione con il Banco Popolare. Credit Agricole "intende ampliare l'oggetto della partnership strategica con il Banco". Ovviamente però la domanda è se davvero la relazione si fermerà qui.

Ormai da tempo è sul tavolo la possibilità che il Banco possa costituire il perno per la costituzione di un terzo polo bancario, e altrettanto intensi sono stati i corteggiamenti in tempi più lontani tra Bper e il Banco, complici gli ammiccamenti del principale azionista della banca modenese, il gruppo Unipol. Secondo diffuse ricostruzioni di stampa, ben più di recente anche Unicredit sarebbe arrivata ad un passo dal formulare un'offerta, anche se non ci sono mai state conferme ufficiali.

E, fino a questo momento, il Banco si era sempre detto interessato a realizzare una fusione, per aumentare le dimensioni e crescere di peso sullo scacchiere nazionale, senza arrivare però mai a concludere un'operazione (forse non troppo voluta, nei fatti). Ora la mossa dei francesi. "L'acquisto della partecipazione non è stato preventivamente concordato con la Banca", ha dichiarato ieri il Banco Bpm. Ma è ostile? "La qualità e l'importanza dell'investitore, nonché l'apprezzamento espresso dallo stesso per la nostra banca nella nota diramata, rappresentano un chiaro riconoscimento del valore e delle potenzialità di Banco Bpm", si è limitato ad aggiungere.

È difficile immaginare che a brevissimo le posizioni dell'Agricole possano cambiare. Ma nel risiko tanto atteso, è sicuramente un calcio d'inizio partita. Che taglia fuori Unicredit, alla ricerca di un rafforzamento nella zona più ricca d'Italia, dove il Banco ha una quota di mercato d'eccellenza.