“Un piccolo primo passo. Il razionamento è necessario”
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - «Un grado in meno per riscaldamenti e condizionatori di case e uffici vale un miliardo di metri cubi di gas, noi dalla Russia ne prendiamo 29». Però la misura appena adottata, rileva Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, per quanto insufficiente a far fronte all’emergenza, ha un pregio: «È un primo segnale che bisogna intervenire sulla domanda».
Quindi non ci sono alternative al razionamento?
«No. O lo facciamo noi o ci pensa la recessione».
Ma intervenire sulla domanda basterà?
«No, almeno non solo su quel tipo di domanda. Noi abbiamo calcolato che se si spengono del tutto i condizionatori delle famiglie si risparmiano 10 miliardi di…
ROMA - «Un grado in meno per riscaldamenti e condizionatori di case e uffici vale un miliardo di metri cubi di gas, noi dalla Russia ne prendiamo 29». Però la misura appena adottata, rileva Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, per quanto insufficiente a far fronte all’emergenza, ha un pregio: «È un primo segnale che bisogna intervenire sulla domanda».
Quindi non ci sono alternative al razionamento?
«No. O lo facciamo noi o ci pensa la recessione».
Ma intervenire sulla domanda basterà?
«No, almeno non solo su quel tipo di domanda. Noi abbiamo calcolato che se si spengono del tutto i condizionatori delle famiglie si risparmiano 10 miliardi di metri cubi. Se si spengono i riscaldamenti se ne risparmiano 20, ma è una tragedia, una sconfitta anche umana: la nostra economia si caratterizza anche per il primato di consentire alle persone di avere case riscaldate e bollette pagabili, non come quelle che ci sono arrivate ultimamente».
Su cos’altro bisognerà agire?
«Il grosso dell’energia viene consumato da industria, servizi e trasporti: è lì che bisognerà razionare davvero. Ne soffriremo, ma non quanto stanno soffrendo gli ucraini che stanno sotto le bombe».
Faremo in tempo a riattivare la nostra produzione di gas e accelerare con le rinnovabili?
«Ben vengano le rinnovabili, ma nel breve non potranno darci molto. Quanto alla nostra produzione di gas, e quella di Paesi che ne hanno grande disponibilità come l’Olanda, i tempi sono lunghi perché servono infrastrutture gigantesche. È stato un errore fermare la produzione. E l’Europarlamento, che chiede ora l’embargo totale contro la Russia, ha una maggioranza di partiti che hanno lottato contro le trivelle, fra cui quello del ministro degli Esteri Di Maio, e spinto perché si abbandonasse l’estrazione di gas nei Paesi Ue».