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Sanzioni Russia, gli italiani favorevoli a restrizioni sull'import di gas e petrolio russo. Anche a costi più alti per le bollette

Quasi un italiano su due favorevole  a un blocco integrale delle importazioni da Mosca. Per il 60% è necessario un piano per la riduzione da fondi fossili. E l'80% degli intervistati ha già ridotto o è pronto a ridurre di un grado la temperatura dei termosifoni per ridurre i consumi
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MILANO - Gli italiani sono favorevoli a uno stop all'import di gas e petrolio russo, anche a costo di sopportare le conseguenze in termini di aumento di riduzione dei consumi e aumento dei costi. È quanto mette in evidenza una ricerca di YouGov con il supporto di European Climate Foundation condotta a fine marzo su un campione di 1001 italiani. Il 54% è favorevole a restrizioni alle importazioni da Mosca delle materie prime energetiche, contro un 32% di contrari, anche a fronte di un rincaro delle utenze  Maggioranza che sale sensibilmente tra gli elettori Pd (71% favorevoli e 17% contrari) ed è più bassa tra gli elettori M5s (53% favorevoli e 31% contrari) e Lega /47% favorevoli, 42% contrari). A proposto di un blocco tout court dell'import del gas e del petrolio russo quasi un italiano su due si dice favorevole (48%) mentre è contrario il 38% con gli elettori di Lega e Forza Italia tra i principali detrattori di questa possibilit&agrav…

MILANO - Gli italiani sono favorevoli a uno stop all'import di gas e petrolio russo, anche a costo di sopportare le conseguenze in termini di aumento di riduzione dei consumi e aumento dei costi. È quanto mette in evidenza una ricerca di YouGov con il supporto di European Climate Foundation condotta a fine marzo su un campione di 1001 italiani. Il 54% è favorevole a restrizioni alle importazioni da Mosca delle materie prime energetiche, contro un 32% di contrari, anche a fronte di un rincaro delle utenze  Maggioranza che sale sensibilmente tra gli elettori Pd (71% favorevoli e 17% contrari) ed è più bassa tra gli elettori M5s (53% favorevoli e 31% contrari) e Lega /47% favorevoli, 42% contrari). A proposto di un blocco tout court dell'import del gas e del petrolio russo quasi un italiano su due si dice favorevole (48%) mentre è contrario il 38% con gli elettori di Lega e Forza Italia tra i principali detrattori di questa possibilità.

Per sei italiani su dieci  necessaria una riduzione di dipendenza da  fonti fossili (anche con bollette più alte)

In generale il paese sembra sostenere gli sforzi necessari per la transizione energetica: il 59% è favorevole a piani di investimento per la riduzione della dipendenza da fondi fossili anche a costo di bollette più alte e solo il 28% si dice contrario.  Schiacciante anche il consenso per una tassa sugli extra profitti per delle compagnie energetiche, su cui si esprime favorevolmente il 72% dei rispondenti, con poche differenze tra le diverse appartenenze politiche. Stesso discorso anche  per la fissazione di massimali sulle tariffe del gas per le utenze domestiche, sostenuto dal 78%. Gli italiani concordano poi sulla necessità del sostegno al mondo delle imprese. La maggior parte degli intervistati (48%) è contraria a qulsiasi limitazione della produzione o alla chiusura temporanea di impianti per fronteggiare il caro energia, con posizioni più nette in questo senso espresse dagli elettori Pd e Lega.

L'80% ha già ridotto o è pronto a ridurre di un grado i riscaldamenti per consumare meno gas

In generale comunque come detto gli italiani sono pronti a fare la propria parte. Nel concreto l'80% si dice pronto, se non lo ha già fatto, ad abbassare di un grado la temperatura dei propri termosifoni, quando sarà necessario, per consumare meno gas. Allo stesso modo il 61% ha già ridotto il numero di ore di utilizzo del riscaldamento e un ulteriore 23% si dice disposto a farlo. Il sondaggio  in particolare scompone tra scelte già adottate della guerra e decisioni adottate dopo. Ad esempio il 46% aveva già ridotto le ore prima dello scoppio del conflitto e un 15% ulteriore ha cominciato a farlo solo da marzo in avanti.

Cambiano anche le abitudini sull'e-commerce

Il 17% degli italiani è già passato a un contratto di fornitura elettrica alimntato al 100% da rinnovabili, ma un altro 51% valuta ora questa ipotesi. Le scelte "sostenibili" arrivano a riguardare anche l'e-commerce: il 42% già cerca di combinare più spedizioni per cercare di ridurre l'impatto ambientale e i consumi di energia ma un ulteriore 29% si dice ora disposto a farlo.