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Più rotonde e controlli, insieme a tecnologia su auto e gomme: così gli incidenti mortali in Italia sono scesi del 66% in 20 anni

I dati di Aci-Istat mostrano un paese a due facce: tra 2001 e 2020, grazie anche ai lockdown, le vittime sono scese da 7 mila a 2.395, sotto la media Ue. Ma l'obiettivo era più ambizioso: e nel 2021 le morti sono tornate ad aumentare
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MILANO – Le strade italiane sono più sicure e meno “mortali”, se si guardano i dati da lontano. Ma nel 2021 la fine dei blocchi forzosi di tante attività ha fatto ripartire il contatore, che l’anno prima era sceso di un 24% per il crollo del traffico. I dati, periodicamente censiti da Aci e Istat, si prestano a una duplice lettura. Dal 2001 al 2020 i morti per incidente stradale in Italia sono scesi da 7.096 a 2.395, con un calo del 66,2%. Ma nei primi sei mesi dell’anno scorso l’Italia ha “riacceso la macchina”, anche quella dei morti stradali, che solo tra gennaio e giugno sono stati 1.239, in ripresa del 22,3% rispetto al placido 2020 e con una proiezione che – complici i viaggi estivi e natalizi - farà certo superare anche il saldo di fine anno, segnando una crescita che nell’ultimo ventennio è stata infrequente.

Due terzi di morti in meno sulle strade dal 2001-2020

Una panoramica sui dati di…

MILANO – Le strade italiane sono più sicure e meno “mortali”, se si guardano i dati da lontano. Ma nel 2021 la fine dei blocchi forzosi di tante attività ha fatto ripartire il contatore, che l’anno prima era sceso di un 24% per il crollo del traffico. I dati, periodicamente censiti da Aci e Istat, si prestano a una duplice lettura. Dal 2001 al 2020 i morti per incidente stradale in Italia sono scesi da 7.096 a 2.395, con un calo del 66,2%. Ma nei primi sei mesi dell’anno scorso l’Italia ha “riacceso la macchina”, anche quella dei morti stradali, che solo tra gennaio e giugno sono stati 1.239, in ripresa del 22,3% rispetto al placido 2020 e con una proiezione che – complici i viaggi estivi e natalizi - farà certo superare anche il saldo di fine anno, segnando una crescita che nell’ultimo ventennio è stata infrequente.

Due terzi di morti in meno sulle strade dal 2001-2020

Una panoramica sui dati di lungo termine è stata fatta di recente da Giancarlo Veronesi, presidente di Federpneus che ad Anzola Emilia ha inaugurato, la settimana scorsa, la scuola nazionale dell’associazione di rivenditori di pneumatici. Come emerge dalla tabella elaborata da Federpneus, dal 2001 al 2020 i morti per incidente stradale in Italia sono scesi da 7.096 a 2.395, con un calo del 66,2%. Una tendenza decrescente e piuttosto costante, malgrado gli aumenti nel 2015 e nel 2017, recuperati negli anni successivi. E un taglio deciso si è visto, come detto, nel 2020, in gran parte per la diminuzione della circolazione stradale legata alla pandemia. Secondo Veronesi “il forte calo della mortalità sulle strade è dovuto a interventi sulla viabilità (rotonde), controlli (velocità), ma anche e soprattutto al miglioramento tecnologico delle auto e degli pneumatici”.

Malgrado il netto decremento di due anni fa, i 2.395 morti del 2020 sanciscono, tuttavia, il fallimento (anche se per poco) dell’obiettivo che le istituzioni della mobilità si erano date, ossia di dimezzare gli incidenti mortali nel decennio 2010-2020. I decessi del 2020 sono avvenuti a fronte di circa 120mila incidenti stradali con lesioni a persone verificatisi in Italia quell’anno, che hanno anche provocato circa 160 mila feriti. Fanno 6,5 persone ogni giorno: e le statistiche dicono che per oltre metà si tratta di pedoni, ciclisti e motociclisti. Un dramma quotidiano che ha anche costi sociali enormi, stimati in circa 23 miliardi di euro l’anno. Comparando le morti stradali italiane con quelle europee, si può almeno dire però che la diminuzione degli ultimi anni ha portato l’Italia al disotto dell’Europa a 27, con un numero di morti per milione di abitanti di circa 40, contro i 42 della media continentale.

L'accelerazione delle morti nel 2021

Come hanno rilevato i dati Aci-Istat, la mortalità nel 2021 è tornata ad aumentare in maniera significativa, in funzione del traffico veicolare e delle percorrenze chilometriche. In Italia, nei primi sei mesi del 2021 c’è stato un aumento di incidenti con lesioni (+31,3%), di vittime (+22,3%) e di feriti (+28,1%). Dal 1° gennaio al 30 giugno scorso, 65.116 incidenti hanno causato 1.239 morti e 85.647 feriti: in media 360 incidenti, 7 morti e 473 feriti ogni giorno. L’aumento delle vittime del 2021 è stato più marcato sulle autostrade (+50%), e tra il 17 e il 20% sulle strade urbane ed extraurbane. Rispetto alla media degli anni 2017-2019, più significativa, i dati risultano in calo: incidenti stradali -22,5%, deceduti -19,8%, feriti -27,6%. I confronti con il 2020, va detto, sono resi poco significativi dai lockdown, che l’anno scorso ha inciso solo sui mesi di gennaio e febbraio, in cui si è effettivamente registrata una diminuzione di incidenti e infortunati rispetto al 2020, quando ancora in Italia “lockdown” era una parola ignota ai più. Nel periodo marzo-giugno, invece, i valori 2021 sono cresciuti notevolmente.