Economia

Le Borse di oggi 12 aprile. L'inflazione Usa sale al +8,5%, record dal 1981, ma il dato "core" fa meno paura. I listini Ue chiudono deboli

Le Borse di oggi 12 aprile. L'inflazione Usa sale al +8,5%, record dal 1981, ma il dato "core" fa meno paura. I listini Ue chiudono deboli
(ansa)
L'andamento dell'inflazione al netto delle componenti volatili è meno preoccupante delle attese: sollievo sui rendimenti dei Treasury Usa che avevano visto i massimi dal 2018. Il petrolio corre con il monito Opec: greggio russo non sostituibile. Wto: la guerra frena scambi commerciali e crescita, Pil tagliato al +2,8%
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MILANO - Le Borse europee chiudono deboli mentre Wall Street procede positiva con l'attenzione dei mercati tutta puntata sul tema dell'aumento dei prezzi. L'inflazione Usa a marzo si è mossa in linea con le attese ed è salita dell'8,5%, record dal 1981. Gli analisti puntavano su un +8,4%, in accelerazione dal +7,9% di febbraio. L'indice core, quello al netto di energia e alimentari e monitorato dalla Fed, è salito in marzo dello 0,3% su febbraio e del 6,5% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta, in questo caso, di numeri inferiori alle aspettative guidati soprattutto da un grande calo dei prezzi delle automobili usate.

Infatti il mercato ha letto positivamente i dati: il rendimento dei Treasury, che era arrivato oltre il 2,8% e ai massimi dal 2018, ha ritracciato intorno al 2,7%. La fiammata dei rendimenti dei titoli di Stato non aveva risparmiato neanche l'Europa, con ad esempio il rendimento del Btp decennale che ha visto il 2,53%, superando il picco di marzo 2020 (inizio pandemia) e portandosi al record dal maggio del 2019. Poi è sceso anche in questo caso, per terminare la seduta al 2,41% con lo spread tra Btp e Bund che è tornato a stringersi: 161 punti in chiusura, dai 165 dell'apertura.

Wall Street si muove in positivo scommettendo sul fatto che la corsa dei prezzi sia vicina al picco: al termine delle contrattazioni europee il Dow Jones sale dello 0,7%, il Nasdaq avanza dell'1,3% mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,95% mettendo fine a una striscia di due giorni in negativo. L'Europa, invece, non risce a completare la rimonta: Milano perde lo 0,33%. Su Piazza Affari si mette in evidenza Leonardo, premiata dalla promozione da parte degli analisti di Deutsche Bank che si unisce alle voci che arrivano da ieri sulla ipotesi di ingresso del gruppo nel progetto franco-tedesco Main Ground Combat System (Mgcs), il carro armato europeo. Sotto i riflettori c'è, poi, sempre Atlantia, dopo che ieri si sono inseguite indiscrezioni su un imminente opa da parte del tandem Edizione-Blackstone finalizzata al delisting da Piazza Affari. Nel resto d'Europa, Londra lima lo 0,6%, Francoforte lo 0,5% con il caso delle forti vendite su Deutsche e Commerzbank e Parigi lo 0,28%.

In Asia, Tokyo chiude in calo. L'indice di riferimento Nikkei perde l'1,81% mentre si sono mossi in segno opposto i listini cinesi. Dopo le forti perdite della vigilia, Shanghai avanza infatti dell'1,3%.

Chiusura poco mossa per l'euro, scambiato a 1,0874 dollari, contro 1,0864 dollari dell'apertura. Euro/yen a 136,06 e dollaro/yen a 125,17. Il dollaro si è leggermente deprezzato dopo i dati sull'inflazione, che non indicano la necessità di un atteggiamento più aggressivo da parte della Fed.

Trale materie prime, in leggero rialzo il gas a 102,4 euro al megawattora (+2,2%) mentre scatta il petrolio: il Wti con consegna a maggio scambia a 101,2 dollari al barile (+7,2%) e il Brent di giugno a 105,4 dollari (+7 per cento). A incidere sono l'allentamento delle restrizioni a Shanghai per il Covid-19 e il monito dell'Opec, il cartello dei Paesi produttori capitanato dall'Arabia Saudita, secondo cui l'offerta è limitata e non sarà possibile sostituire l'eventuale mancanza dal mercato del greggio russo.

Tra i dati macroeconomici si segnala il nuovo calo dell'indice tedesco Zew, che misura le aspettative delle imprese: ad aprile cala di 1,7 punti, per toccare il livello di -41,0. "Gli esperti ritegno che la situazione economica attuale sia negativa e che andrà a peggiorare ulteriormente", è il commento nella nota pubblicata sul sito. D'altra parte, certifica anche l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) la guerra in Ucraina rallenta la ripresa economica mondiale che segnerà quest'anno un +2,8%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto alla precedente stima. Secondo il Wto, gli scambi commerciali cresceranno nel 2022 del 3%, meno del 4,7% stimato in precedenza.

Notizie più confortanti sul fronte del mercato del lavoro: a due anni dall'inizio della pandemia Covid-19, il tasso di disoccupazione nell'area Ocse è sceso al 5,2% a febbraio 2022 (dal 5,3% di gennaio), calando per la prima volta sotto il tasso pre-pandemia registrato nel febbraio 2020 e raggiungendo il livello più basso dall'inizio della serie di dati nel 2001.