Streaming video, gli utenti italiani sfiorano i 33 milioni. La crescita continua nonostante i rincari
Lo streaming continua a fare adepti in Italia, nonostante un rincaro dei costi che ha caratterizzato i pacchetti di abbonamento: con gli operatori sempre più in guerra per la produzione di contenuti propri, nella seconda parte dell'anno scorso ci sono stati ritocchi dei listini e un minor utilizzo delle offerte promozionali per attirare clientela. Ma tra il periodo natalizio e una pandemia che a fine 2021 ancora mordeva e suggeriva di stare a casa, al gennaio scorso risultavano raggiunti i 32,8 milioni di utenti di servizi OTT (le cosiddette Over the top television, che distribuiscono i contenuti sulla rete Internet), di cui 17,8 milioni sono utenti Pay (Netflix, TIMvision, Mediaset Infinity, NOW, Prime Video, Eurosport Player, DAZN, Disney+, Apple TV+, Discovery+) con una crescita di 1,4 milioni rispetto al gennaio 2021. I restanti sono quegli utenti che fruiscono di contenuti video di almeno 10 minuti, ma su piattaforme gratuite (come YouYube).
I dati sono stati rac…
Lo streaming continua a fare adepti in Italia, nonostante un rincaro dei costi che ha caratterizzato i pacchetti di abbonamento: con gli operatori sempre più in guerra per la produzione di contenuti propri, nella seconda parte dell'anno scorso ci sono stati ritocchi dei listini e un minor utilizzo delle offerte promozionali per attirare clientela. Ma tra il periodo natalizio e una pandemia che a fine 2021 ancora mordeva e suggeriva di stare a casa, al gennaio scorso risultavano raggiunti i 32,8 milioni di utenti di servizi OTT (le cosiddette Over the top television, che distribuiscono i contenuti sulla rete Internet), di cui 17,8 milioni sono utenti Pay (Netflix, TIMvision, Mediaset Infinity, NOW, Prime Video, Eurosport Player, DAZN, Disney+, Apple TV+, Discovery+) con una crescita di 1,4 milioni rispetto al gennaio 2021. I restanti sono quegli utenti che fruiscono di contenuti video di almeno 10 minuti, ma su piattaforme gratuite (come YouYube).
I dati sono stati raccolti da Ey. Secondo la società di consulenza, i sottoscrittori unici di piattaforme video OTT pay sono 7,9 milioni, di cui ormai quasi la metà (il 45% per la precisione) è abbonata a due o più piattaforme. Continua la crescita della sovrapposizione: sempre più sottoscrittori sono infatti abbonati a più di una piattaforma OTT. Gli abbonamenti hanno raggiunto quota 14,5 milioni (dato inferiore agli utenti, perché alcune piattaforme si possono "condividere").
"Prosegue l'avanzata degli operatori streaming", il commento di Irene Pipola di EY. Al 31 gennaio "parliamo di 3,2 milioni di abbonamenti in più, 1,4 milioni di utenti in più e 800mila sottoscrittori paganti in più, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La pandemia ha accelerato un percorso già avviato, per cui il pubblico preferisce sempre più modalità di fruizione senza vincoli di orario, di luogo e di dispositivo.
Come si accennava, una preferenza che si è manifestata nonostante qualche rincaro. Il rapporto ricorda che "dal lato dell'offerta nella seconda parte del 2021 si è assistito all'aumento dei canoni per alcuni abbonamenti, come ad esempio quelli di Netflix (standard da 11,99€/mese a 12,99€/mese e premium da 15,99€/mese a 17,99€/mese) e DisneyPlus (abbonamento mensile dagli originali 6,99 euro/mese agli attuali 8,99 euro/mese, mentre il pricing dell'abbonamento annuale è passato da 69,99 euro a 89,99 euro). A fronte degli ingenti investimenti in contenuti che i player OTT di piattaforme a pagamento stanno facendo, c'è stato quindi un aumento dei pricing e un minor utilizzo del 'try and buy'". In aumento anche i tempi di permanenza sulle piattaforme pay: si passa da un'ora e 26 minuti a luglio 2021, un'ora e 36 minuti a gennaio 2022.
Tra gli utenti di piattaforme gratuite invece, la quasi totalità dichiara di guardare contenuti video su YouTube. Ma anche le piattaforme gratuite online dei principali broadcaster italiani vedono aumentare i propri utenti che grazie a tali piattaforme hanno accesso a cataloghi sempre più ampi di contenuti gratuiti. Gli utenti di piattaforme free spendono invece circa un'ora per la visione di contenuti gratuiti.
L'utilizzo dei device continua ad essere legato al tipo di piattaforma utilizzata. L'80% degli utenti di piattaforme a pagamento prediligono l'uso della TV, mentre meno utilizzati sono il PC (25%) e lo smartphone (23%). Diversa invece la modalità di fruizione delle piattaforme gratuite: i contenuti sono spesso di breve durata e la visione avviene anche in mobilità, per questo lo smartphone risulta ancora il device più utilizzato (44%).